E' da un anno che ci lavoriamo e oggi il progetto è stato ufficializzato con il comunicato stampa e l'annuncio delle date di uscita dei dischi delle tre artiste che fannno parte della prima "spedizione" della musica in una nuova dimensione, partendo da un nuovo pianeta.
E' un progetto, importante, ambizioso e pieno di dettagli e complessità ma che vede un team di talenti molto diversi e speciali per affrontare un tema di grande impatto: come creare un nuovo contesto perchè gli artisti possano produrre musica di alto livello.
La lettura del comunicato stampa fornisce alcune indicazioni come pure un veloce giro del sito o della pagina Facebook, ma la vera differenza la faranno gli artisti stessi (per ora tre donne, tre modi molto diversi di trattare il materiale sonoro) che del progetto sono i veri protagonisti.
La parte musicale è pronta, Cesare e Gianni stanno lavorando alle immagini per il contenitore del primo CD, domani girano il videoclip: tutto avanza in parallelo per arrivare ad emettere il primo segnale tangibile che BaseLuna è attiva.
Che giornata! Rientrando dal concerto per l'inaugurazione della Metro a Brescia vedevo la stazione di Piazza Vittoria ancora con capannelli di gente che faceva da corona ad una esibizione musicale e alla stazione di Brescia2 ho intravisto passando un coro intero.
Si perchè in tutte le stazioni c'era Musica a fare da contorno e arredo culturale all'evento, ma soprattutto musica di ogni genere: jazz, classica, contemporanea, DJ, cori, pop, solisti e gruppi ubiti dal racconto di una giornata speciale per la città.
Riflettevo sulla forza universale del linguaggio musicale e su come questo linguaggio sia tanto più forte quanto più esce dai luohi "tradizionali": ascoltare musica in discoteca o ni un teatro è, perdonate la semplificazione, una cosa "normale", ascoltarla eseguita dal vivo in una stazione della metropolitana o in una piazza o in giardino pubblico, la carica emotiva, narrativa ed evocativa della musica centuplica la sua forza.
L'ho visto oggi mentre suonavo, guardando il pubblico che scendeva le scale mobili e si voltava verso noi musicisti catturato da questo evento insolito, da questi suoni inaspettati, per di più con un brano inusuale come In C.
Dopo lo stupore, un flash negli occhi per dire "Ah sì, è ovvio, c'è l'inaugurazione della metropolitana" (come a dire che la musica è un evento eccezionale come un'inaugurazione) e poi li vedevi tornare indietro a fotografare, ad ascoltare, come richiamati dal pifferaio di Hamelin.
Basta un piccolo gruppo in una piazza, in un angolo, sotto un porticato, e subito una città distratta e frettolosa, si risveglia a rallenta il passo al battito della bellezza: la musica è potente, ti obbliga al suo tempo. Un quadro lo puoi guardare velocemente ma un brano musicale non puoi ascoltarlo a velocità quadrupla perchè hai fretta, il tuo tempo non conta, la musica ne diventa padrona.
Mi è capitato a Parigi in Place des Vosges, e poi in Olanda, e in Polonia e poi decine e decine di volte negli Stati Uniti o in Pusteria ed è quello che vorrei tanto per la città che mi ospita: che fosse piena di bellezza sonora.
Ma c'è un'altra dimensione che ho misurato oggi, che già sapevo ma che ogni volta che la magia si ripete, provo l'allegria dello stupore: si incontrano musicisti che non si conoscono ma bastano due note assieme che le distanze di riducono, basta un giro di blues o una "follia" cinquecentesca che subito si crea uno spazio condiviso, un mondo nuovo che non appartiene a nessuno ma è immediatamente di tutii quelli che suonano.
Basta guardare questo video ripreso al volo fuori dal bar dove facevamo una pausa prima del concerto: due violoncellisti, un tastierista e mio nipote Alberto con un flautino che si mettono a suonare Bella Ciao senza essersi conosciuti prima, senza aver provato con l'intesa che scatta immediata.
La musica è sintetizzata in quel video: complicità, allegria, rivoluzione, durata nel tempo, ascolto reciproco.
L'Italia che ha dato alla musica il linguaggio, gli strumenti più belli e preziosi, dovrebbe esaltarla in ogni angolo e luogo e se avesse guardato gli occhi dei ragazzi che hanno suonato oggi, avrebbe visto l'orgoglio di aver fatto qualcosa di bello e importante per sé e per gli altri. Eh sì, la musica è un fatto sommamente egoistico e al tempo stesso altamente generoso, fai musica e ti gongoli nella tua "potenza" nel produrre suoni, ma nel momento che li emetti, non ti appartengono più, sono nell'aria, appartengono a tutti.
Mi arrabbio quando sento dire "non abbiamo i soldi" in risposta a progetti musicali presentati a questo o quel comune. "Non abbiamo soldi" è una risposta comoda, sbrigativa, apparentemente inconfutabile eppure profondamente falsa.
La risposta più onesta sarebbe "non te li voglio dare, perchè non ho capito bene a cosa serve" e dato che a nessuno piace vergognarsi di non capire la musica, ecco pronta la scusa dei soldi.
L'ho sentito ancora in questi giorni, "lo sai che se avessimo i soldi lo faremmo",scusa plausibile e apparentemente "oggettiva": in realtà sarebbe più onesto dire "Non capisco dove sia il vantaggio" perchè se uno capisse il valore della collaborazione, dell'ascolto, della disciplina, che sono dentro ogni occasione musicale,scoprirebbe che la musica è un investimento straordinariamente conveniente ed efficace.
Con che metro si misura la piacevolezza che abbiamo ingenerato oggi? Con che metro razionalizziamo il piacere puro dei musicisti che da precedentemente sconosciuti passano a condividere una melodia o un pentagramma.
L'ho visto accadere con le duemila persone che affollano il festival dei cori a Sesto, l'ho rivisto oggi con i con i 45 musicisti di Brescia Suona in Do: la musica è il tritacarne del sospetto emotivo che non scompare ma viene fatto a pezzi e insaccato come un salame che si potrà, per chi vuole, pur sempre consumare in seguito. Una partitura da suonare assieme, un brano conosciuto da entrambi ed ecco che vedo crollare dogane, barriere, distanze, annullate da sguardi d'intesa e da partenze comuni segnate da un respiro.
Bello il WiFi, senza dubbio utili gli HotSpot ad accesso libero: ma quanto sarebbe più civile una città in cui suonare non richiede permessi, anzi, sei invitato a farlo se puoi abbellire lo spazio circostante, una città in cui tutti i generi trovano cittadinanza come la trovano gli esseri umani senza distinzione di sesso, religione e colore della pelle.
Una città di musica è una città che progredisce recuperando la nostra umanità ed è un'apparente contraddizione guardare al futuro e al passato contemporaneamente ma la musica è così da sempre: mistero e follia.
Ed è proprio alla "follia" della musica che pensavo stasera, solo metro con cui misurarla. La follia è un tema musicale di origine portoghese (qui lo schema preso da wikipedia inglese) su cui si basava un'improvvisazione che accompagnava danze e, pare, riti di fertilità (follia si dice anche in segno di dispregio rispetto alla musica "vera" suonata in chiesa), e comunque un tema noto su cui qualunque musicista trovava il suo linguaggio universale per aprire un dialogo con un altro musicista.
E' successo anche oggi con i due ragazzi del conservatorio di Milano che suonavano in fianco a me e che hanno attaccato la Follia di Corelli, ma che è la stessa di Vivaldi, di Marais, Geminiani, e di cento altri, a ci ha immediatamente accomunati come un giro di blues di 500 anni fa che ancora svolge la sua funzione di far ballare con i sonagli ai piedi i "pazzi" di questo mondo.
A loro dedico la versione più sonora e maestosa della rielaborazione del tema della Follia fatto da Haendel per la sua Sarabanada (chi ha visto Barry Lyndon la ricorderà) che riascoltai a Parigi sotto i volti di Place des Vosges suonata dai ragazzi del vicino conservatorio e mi rapì per insegnarmi che il metro della musica non è nè quello del tempo né quello dello spazio ma quello dell'irragionevole.
Oggi ascoltavo affascinato la lezione di Carlo Boccadoro sulla musica di Bruno Maderna ed ho scoperto un grande compositore, ne ho seguito il percorso storico, ne ho compreso l'estetica e il valore che lo pongono tra i grandi della musica del nostro secolo.
E' di certo una grande occasione, anzi, un privilegio, ascoltare le lezioni di Carlo e mentre lo ascoltavo continuavo a pensare a quelli che più volte hanno messo su Facebook l'immagine del grande violinista Joshua Bell che suona nella metropolitana ma nessuno se lo fila e seguono commenti ironici e indignati sull'incapacità della gente di apprezzare il talento se non c'è l'enfasi markettara che lo esalta.
Con il maestro Boccadoro è lo stesso, se ci fosse una cultura diffusa dovremmo fare lezione in teatro per ospitare gli uditori ma non accade perchè, in fondo ,chi biasima quelli che ignorano Joshua Bell poi ignorano Carlo Boccadoro a loro volta, bravissimi nello stigmatizzare l'ignoranza altrui non riconoscendo la propria.
Con una punta i egoismo dico "io c'ero" e guardo gli altri amici che sono qui e so che loro stanno apprezzando e sono felici di quanto accade alla Scuola.
Per gli altri... ci stiamo lavorando, anzi è proprio per questo che Carlo viene volentieri da noi.
Ho tre dischi sul ministereo a fianco del letto dove ascolto con naggiore calma mentre leggo: Enrico Dindo e i suoi concerti di C.P.E. Bach,ottima incisione, grande grinta e la scoperta di C.P.E. Bach che non è noto quanto Johan Sebastian
la Quinta Sinfornia di Bruckner diretta e commentata (ho preso il CD apposta) da Benjamin Zander che ancora devo ascoltare,ma che ho scelto proprio perchè di Bruckner non ho mai ascoltato nulla e ne ho letto aneddoti qui e là.
Ovviamente dopo la scorpacciata di commenti di Zander alle sinfonie di Mahler, l'idea di ascoltare la sua spiegazione e guida alla sinfonia mi intriga tanto che ho anche ordinato il cofanetto con tutte le sinfonie di Bruckner che però deve ancora arrivare.
la Nona sinfonia di Mahler diretta da Dudamel con la Los Angeles Philarmonic e al primo ascolto mi sembrava così diversa dalle esecuzioni di Bernstein e Zander che conoscevo da farmela sembrare "insolita".
Adesso, dopo un paio di ascolti, comincio a sentire sfumature, strumenti, sottolineature che non avevo ascoltato prima e questo è il bello di questa esecuzione: capisci come un direttore faccia la differenza.
Graceland, un album che ha segnato la soria della musica compie 25 anni.
C'è tutto dentro: il suono (il tecnico era Roy Halee, uno davvero bravo) la timbrica dei gruppi locali, ma anche l'integrazione rispetto all'Apartheid, la funzione politica della musica, come dice Simon in un altro video, non per i testi o per la "predica" ma per il solo fatto di vedere sul palco persone di diversa cultura e suoni di diversa origine mescolarsi.
Una sintesi della potenza della musica che scavalca distanze e pregiudizi.
Ho trovato un bel filmato che racconta il significato storico musicale di quell'album e vale la pena di guardarlo.
Ho appena imparato che il temine "Goat Rodeo" si riferisce a una situazione caotica in cui per uscirne "vivi" bisogna che 100 cose vadano bene e si incastrino una nell'altra.
Goat Rodeo è anche il titolo dell'ultimo album di Yo Yo Ma che vorrei prendere ma...
Non sempre mi piace il bluegrass, forse perchè richiede un virtuosismo per me inavvicinabile, ma questo nuovo album di Yo Yo Ma (nominato per il Grammy come migliore registrazione oltre che migliore album di bluegrass) mi intriga, almeno un paio di pezzi mi sembrano davvero belli e non c'è solo bluegrass ci sono davvero molti generi mescolati.
Se lo ascolto mi viene da dire che è bellissimo, se ascolto le interviste nei video (eccellenti) intuisco che dietro al puro e semplice bluegrass c'è in realtà il lavoro di quattro bravissimi musicisti e come dice uno di loro nel video "non c'è genere, c'è solo bella musica", ma il banjo e il mandolino....
Che faccio lo prendo?
Questa è la versione del video su VEVO, un sito che non conoscevo. Proverò anche questo.
Con la lezione su John Cage, inizia sabato mattina il corso del maestro Boccadoro sull'ascolto musicale.
Se volete farvi un bel regalo per Natale, spendendo una cifra più che ragionevole (45€ per un ciclo di tre lezioni come uditore) questa è l'occasione giusta: cosa c'è di più illuminante di capire la musica del nostro tempo.
Se poi volete regalare la partecipazione a una persona che vi sta a cuore, alla segreteria della Scuola trovate le Gift-Card da personalizzare.
Potete prenotarvi sulla pagina Facebook dell'evento, telefonare, o inviare una mail a segreteria@scuoladimusicadelgarda.it
Dopo la due giorni di prove d'orchestra in cui abbiamo verificato la rispondenza sonora dello spazio (con i commenti soddisfatti di chi ha suonato), è in corso ora un nuovo importante test.
Stefano Castagna con la band di Paolo Tognola sta sperimentando una registrazione quasi "live" che si completerà con un live vero e proprio con tanto di pubblico. (dovrebbe essere in corso proprio adesso)
Stiamo cercando una risposta concreta a molte domande tecniche sulla qualità della registrazione, su come dare opportunità effettive ai gruppi emergenti di come realizzare prodotti sonori e visuali impeccabili a un costo abbordabile.
Nei prossimi giorni valuteremo con Stefano i risultati effettivi e proveremo a declinare "cosa abbiamo imparato".
Non è la ricerca del Bosone di Higgs ma è comunque una ricerca importante per la musica e per i tanti artisti del mondo DOC (e non solo) per i quali la stiamo svolgendo.
Mentre al piano di sopra erano in corso le prove d'orchestra e nell'aula accanto c'era una lezione di pianoforte, i quattro insegnanti di strumenti a fiato stavano provando un brano assieme.
La giornata di venerdì è stata tutta così: musica di ogni genere in diversi momenti, un rimbalzare di suoni e strumenti.
Il suo Take Five era la sigla dei Tagliapietre, il complesso dove ho cominciato a suonare, tutte le sere in apertura lo eseguivamo, presentandoci e augurando buona serata a tutti.
Quel brano era la nostra bandiera, la dichiarazione che non avremmo fatto musica scadente, ma anche nelle scelte semplici ed orecchiabili avremmo cercato la qualità che Brubeck aveva portato assieme al suo quertetto.
Il loro album dal vivo lo avrò ascoltato centinaia di volte e ancora oggi lo trovo superlativo.
Ho anche un album dei violoncellisti dell'università di Yale che esegue una suite composta da Brubeck ed è musica completamente diverse, dolce, a volte malinconica ma sempre avvolgente.
Grazie di tutto Dave Brubeck, ti restituisco la tua sigla per un nuovo inizio.
"Signore e signori buonasera, i Tagliapietre vi danno il benvenuto a questa serata ..."
Prima di andare a letto, Carlo mi ha fatto ascoltare una delle tante "rarità" che aveva portato con sè per la serata d'ascolto: una riedizione del disco di Mauro Pagani.
Lo abbiamo ascoltato sul mio stereo e Carlo me ne ha guidato la comprensione: un raro privilegio una "lezione privata" così
Carlo boccadoro ha tenuto una lezione davvero speciale parlando degli Area e di Demetrio Stratos contestualizzandone la musica in quegli anni di sconquasso.
Chi, come me, ricorda quegli anni non ha solo ascoltato della musica straordinaria ma ha rivissuto il film dell'epoca, ha ricordato le tensioni i disagi, le speranze, le paure.
Chi non c'era, come i ragazzi di Officina che ascoltavano la lezione di Carlo, hanno avuto un dono prezioso perchè non credo nessuno abbia mai detto loro cosa furono gli anni '70 e se non sai da dove vieni è difficile capire l'oggi.
Ma soprattutto è stata una lezione di come una musica puà raccontare un tempo, un epoca storica, un clima che tutti abbiamo respirato e la narrazione è così densa di emozioni che la musica ne rievoca i battiti ad ogni ascolto.
Ascoltare Carlo che parla di musica, qualunque genere lui affronti, è sempre affascinante: come un gourmet che ti aiuta a discernere i sapori di un piatto già di per sè gustoso.
Domani sera parlerà di rock italiano, di ricerca vocale, di musica che esprime voglia di cambiamento, analizzando un personaggio che nella sua brevissima vita ha lasciato una traccia molto precisa in campo artistico.
Se no navete prenotato, fatelo (segreteria@scuoladimusicadelgarda.it) e soprattutto prenotatevi per il corso di ascolto e composizione che Carlo, a partire dal prossimo 15 dicembre, terrà ogni mese alla Scuola di Musica del Garda: in una decina di sessioni avrete il panorama della storia della musica degli ultimi conquant'anni.
Il finale di una sinfonia è sempre pirotecnico: e che dire della conclusione del nostro pranzo di oggi con questi cuori di crema di castagne ricoperti di cioccolato e decorati con panna e riccioli di castagne?
Un nuovo basso non è indispensabile, specie per chi vorrebbe suonare il violoncello in tutte le occasioni ma come potevo rinunciare all'occasione di un bel basso acustico che il super Max mi ha ceduto?
Il fatto che lo abbia utilizzato un bravissimo bassista e per giunta preciso e attento alla qualità come lui, rappresenta già una garanzia.
E poi è più leggero del Fender Jazz Bass che uso di solito, e poi anche Giulio lo apprezzerà quando vuole suonare a casa, e poi a me piacciono le sonorità più calde e morbide...
Tutte scuse, in realtà è un capriccio! Evviva i giocattoli di noi bambini cresciutelli...
E' partito oggi il primo dei tre corsi di Alta Specializzazione che ospitiamo da quest'anno alla scuola: il corso di viola con Luca Ranieri.
E' un evento importante perchè non è "normale" che una scuola come la nostra, fuori dai grandi circuiti, ospiti artisti di livello internazionale come Bocccadoro, Montalbetti e Ranieri.
D'altra parte per noi invece è perfettamente "normale" perchè è la nostra scelta quella di affiancare generi, artisti, età, livelli di capacità che hanno un unico comune denominatore: la gioia di fare musica.
Luca oggi era molto soddisfatto e lo erano anche i suoi allievi, uno di loro (mi ha riferito Luca) ha detto "non sembra una scuola italiana": è un bel complimento perchè vorremmo essere proprio l'esempio di come dovrebbe essere una scuola di musica in Italia, il paese che alla musica ha dato la grammatica, gli strumenti e la lingua.
Mi sono proprio goduto la musica stasera: flauto e chitarra erano proprio ben dosati e i brani che hanno proposto erano proprio tranquili e facili da seguire.
Molto bravo Andrea Sciola a raccontare e spiegare sia i brani che la sua vita di musicista in Germania e soprattutto a dare ulteriore senso alla piacevolezza del suonare con gli altri.
Nel laboratorio di improvvisazione con il maestro Montalbetti abbiamo scritto dei brani musicali e domani verranno eseguiti dagli insegnanti della scuola.
Ci saranno composizioni di diversa costruzione e modello ma l'esperienza di ascoltare la propria musica suonata da altri sarà davvero interessante.
La prova è aperta per cui potete venire ad ascoltare e partecipare.
Non prendete altri impegni per giovedì sera perchè Mauro Montalbetti ha una bella storia da raccontare, una storia di passione e di ostacoli, di musica e teatro.
L'avvio perfetto per le Serate d'Ascolto di quest'anno che puntano a farci conoscere tanti artisti di talento a pochi passi da noi.
Tra gli esecutori alla viola c'è Luca Ranieri e tra gli organizzatori c'è Filippo Fasser: tante belle persone da incontrare e bella musica da ascoltare.
Il maestro Carlo Boccadoro insegnerà alla Scuola di Musica del Garda.
Non
sarà il classico itinerario accademico ma si parte
dall’analisi dei grandi autori contemporanei cogliendone le
caratteristiche e l’originalità con l’ascolto dei brani e l’analisi
delle partiture.
La partecipazione è aperta ai musicisti e compositori ma anche agli appassionati che possono partecipare in veste di uditori.
Il corso si sviluppa in 9
incontri di tre ore ciascuno a partire dal mese di novembre 2012 per
concludersi nel mese di giugno 2013, secondo un calendario concordato
con il maestro Boccadoro.
La classe è limitata a 10 partecipanti attivi e a 12 uditori.
Il maestro Luca Ranieri, prima viola dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, da quest'anno insegnerà alla Scuola di Musica del Garda che diventerà la sede del suo Corso di Alta Specializzazione in viola.
Per spiegare l'importanza della notizia, bastano le parole del maestro:
“Ho scelto la Scuola di Musica del Garda,” dice il maestro Ranieri “ perché è una realtà dinamica e innovativa che offre il contesto ideale per lo svolgimento di un lavoro impegnativo come lo studio approfondito della viola.”
“Fin dal primo momento che l’ho visitata, ho percepito la positività e l’energia vitale che la Scuola esprime, il senso di freschezza e di qualità di cui la musica ha bisogno per esprimersi al meglio e inoltre spazi, tecnologie, servizi di accoglienza che i partecipanti al corso apprezzeranno sicuramente assieme alla vicinanza di uno straordinario ambiente come quello del Lago di Garda.”
Il progetto delle Serate d'Ascolto 2013 è pronto e ieri è partito il comunicato stampa. ( Il comunicato integrale è qui)
Il filo conduttore sarà la messa in evidenza e a volte la scoperta di risorse culturali musicali che sono vicine a noi ma che sono spesso ignorate o sottovalutate: compositori di musica contemporanea, concertisti che lavorano all'estero, gruppi rock di grande talento. Un vero patrimonio da conoscere e apprezzare.
La stagione 2013 inizierà il 4 ottobre con l’incontro con il compositore bresciano Mauro Montalbetti, per proseguire in novembre con due concertisti desenzanesi che lavorano in Germania, il chitarrista Andrea Sciola e il percussionista Stefano Tononi.
Una serata in collaborazione con Passadori e Steinway sarà dedicata al pianoforte (lo si vedrà letteralmente a pezzi).
Il maestro Carlo Boccadoro sarà ospite delle Serate d’Ascolto il 30 novembre con una lezione sul leggendario musicista Demetrio Stratos e sulla musica del gruppo degli Area.
E poi da metà gennaio a fine giugno altri artisti, solisti, direttori d'orchestra e gruppi per un totale di 17 incontri, dalla lirica al jazz alla classica alla musica pop.
Dopo l'esperienza delle Merende in Musica al Podere Lavagno, sono ancora più convinto che sarà bellissimo scoprire quanta musica formidabile c'è a pochi passi da noi.
Secondo il Lunario della Musica di Carlo Boccadoro, (non l'avete? correte a procurarvelo o fatevelo regalare!) oggi bisognerebbe ascoltare Buddy Guy in Can't Quit The Blues (magari ascoltatevi Mustang Sally ) ma io mi sono svegliato con la voglia di riascoltare i Chicago, magari un album di quelli che non ascolto spesso come l'undicesimo e mi ha messo subito di buon umore.
Se fa caldo vi fornirà quel giusto grado di energia per mettervi in movimento all'inizio della settimana.
I ragazzi di Officina Sonora sono stati spettacolari, nel vero senso della parola, il canto, l'intervallarsi degli assolo, il crescere dei brani: tutto proprio "come queli veri".
E poi vedere il teatro del castello pieno, tanto da rimandare indietro persone che non avrebbero trovato posto, è un'altra bella soddisfazione, tenendo conto della pochezza dei programmi artistici locali.
Senza contare che per loro, esibirsi al debutto di fronte a più di 400 persone è una carica energetica in più e si sentiva.
Cena notturna con i papà rimasti a smontare e caricare il materiale: un obbligo per i grandi artisti...
Già fatti i conti: con il concerto di beneficenza di ieri sono stati raccolti 2.920 euro. Marco pensava di raccogliere un decimo di quella cifra ed era convinto che fosse già un buon motivo per farlo!
Domani verranno consegnati al vicesindaco di Moglia.
Il talking Rate (indice di chiacchiere) è un indicatore che dice per quanto tempo una persona tornata da una vacanza, chiacchiererà della sua esperienza, ne racconterà agli amici, li inviterà a cena per rivivere assieme ciò che ha provato e tanto più sarà esclusiva e ricca di emozioni e tanto più il racconto si dilungherà estendendo, in pratica, il valore di memoria della destinazione turistica di cui si parla.
Se applichiamo il Talking Rate al concerto di ieri al Podere Lavagno in favore dei terremotati, sta riscuotendo un Talking Rate altissimo: è tutto il giorno che su Facebook girano messaggi e commenti entusiastici, ringraziamenti, foto, commenti alle foto, rimpianti di chi non c'era, gioia di chi c'era e poi tutti i musicisti che si dicono felici di esserci stati.
Per quanto mi riguarda una cosa mai vista da queste parti, forse simile a quanto accaduto a State Of The Net che ha un Talking Rate impressionante.
Dal punto di vista del marketing una operazione (del tutto involontaria) di promozione del Podere Lavagno che ha dell'incredibile: gran parte delle persone non sapevano nemmeno che esistesse e dove fosse e molti commenti si dicono felici di aver scoperto questo bel posto. Come a dire che a volte una operazione "no profit" che non ha in apparenza nessun ritorno economico per il proponente si rivela, se fatta con reale e sincero disinteresse, un fantastico affare ancora più forte perchè i partecipanti riconoscono "l'onestà" di chi lo ha fatto.
E poi la dimostrazione che la rete consente amplificazioni e diffusioni che sono difficilmente misurabili ma la cui forza è innegabile:
Per quanto mi riguarda, oltre all'orgoglio per essere stato sul palco con altri amici, ho respirato una allegria e una voglia di stare semplicemente insieme che mi ha fatto star bene tutto il giorno e non se ne andrà certo domani.
E poi ho anche ascoltato grandi musicisti che non conoscevo e suonato con altri che ammiro, ma soprattutto mi rallegra sapere che tanti si sono divertiti grazie al nostro impegno e che la musica ha dato ulteriore prova della sua carica di generosa emotività.
(la foto della locandina è di Laura Decembrino, testa è la mia)
Dalle 11.00 in poi una irripetibile giornata musicale in fattoria, in compagnia di tanti musicisti, immersi nel verde, con pane e salame, vinello del contadino, anguria e tanta voglia di stare insieme.
L'ingresso è libero - Tutto il ricavato sarà devoluto ai terremotati d'Emilia
Ecco i musicisti che hanno già aderito: Marco Bortoli, Vladimiro Leoni, Massimo Saviola, Gigi Tagliapietra, Marco Cremaschini, Lisa Simmons, Titti Castrini, Gianni Pirollo, Alan Farrington, Fiorenzo Delegà, Simone Guiducci... ma di sicuro se ne aggiungeranno altri!
L'evento è patrocinato dall'Associazione Aiuta Camilla (www.aiutacamilla.it)
IMPORTANTE: durante la giornata saranno raccolti anche oggetti destinati alle due scuole di Moglia che abbiamo deciso di aiutare... ci chiedono, in particolare:
- risme di carta A4, quaderni, pennarelli - giochi per bambini che non vi servono più (in ottimo stato, non da rottamare)
Sono quasi dieci giorni che ci stiamo lavorando mattina e pomeriggio con altri ragazzi e papà volontari della Scuola e per fine settimana dovremmo essere pronti per la gettata di cemento che deve fare da base ai tre nuovi locali che ospiteranno la regia del teatro e le due sale insonorizzate.
E' la "fase 3" del progetto della Scuola (fase 1 l'apertura, fase 2 il teatro, fase 3, la regia e le sale insonorizzate, fase 4 montacarichi per l'accesso ai disabili e seconda scala antiincendio) e richiede un lungo lavoro preparatorio perchè l'insonorizzazione di una stanza è un lavoro complesso.
Comunque oggi si comincia a vedere la conclusione: doomani posiamo la lana di vetro sotto pavimento e finiamo il cassero, una verifica finale delle simmetrie delle stanze e della rottura di tutte le perpendicolarità (per evitare rifrazioni del suono, poi ci andranno i teli di nylon per contenre il cemento e poi per tutto agosto lasceremo riposare.
Poi ci vorranno almeno altri tre mesi di lavoro per allestire la regia, o meglio il primo "box" (5 lastre di cartongesso intervallate da isolante sonoro e una intercapedine di lana di vetro da 10 centimetri!) e poi dovremo predisporre impianti e condizionamento... un lavorone ma pregusto già il risultato.
Anche stasera piove sulla nostra esibizione, era l'ultimo brano ma non ce l'ha voluto lasciar finire.
L'assolo di chitarra di Skellington stava iniziando che le prime gocce già annunciavano che era meglio smettere: il tempo di salutare il pubblico e via a staccare tutto e mettere al sicuro gli strumenti gli amplificatori.
Quello che conta è che fino ad allora tutto era andato bene (anche se l'acustica sul palco era terribile) e che sia i 6 brani di riempitivo che le due esibizione dei Fuoriclasse sono state ben accolte.
Ovviamente ci siamo bagnati come pulcini ma fa parte del "mestiere".
All'ingresso della villa dove si tiene il meeting di Libera e dove suoniamo stasera c'è uno striscione che spiega bene perchè siamo lì e perché quello che facciamo alla Scuola di Musica del Garda ha un senso
Domani sera dalle 21.30 in poi suoniamo a Castiglione delle Stiviere a villa brescianelli in un evento a sostegno dell' associazione Libera che si batte contro la mafia.
Ci saranno i due gruppi dei Fuoriclasse 2 e 3 con i brani dei Genesis e degli Yes e un "riempitivo" fatto di brani in duo o in trio.
Per noi un'occasione di fare una cosa giusta e nel contempo divertente.
Sabato poi c'è la festa della scuola e si mangerà e suonerà in gruppi misti: si preannuncia un weekend impegnativo...
Tutto era pronto, mancavano due minuti ala salita sul palco dei ragazzi dell'orchestra e si è scatenato il finimondo: un vero e proprio nubifragio.
Proprio un attimo prima avevo dato istruzioni precise su cosa fare in caso di pioggia e sono servite: in pochi istanti sono stai messi al coperto strumenti, microfoni, computers, amplificatori e fari.
E' stata anche una gara di solidarietà tra gli amici del pubblico che si sono affrettati a collaborare, chi spostando sedie e chi staccando cavi.
Il solo danno è la perdita del telone che faceva da sfondo che è stato strappato completamente da un vento furioso e monsonico.
Un briciolo di amarezza rimane perchè c'erano volute cinque ore di lavoro con una squadra di 6 persone per allestire lo spazio, perchè il cortile del comune era già pieno e c'erano quindi le condizioni perchè lo spettacolo fosse al meglio delle capacità dei ragazzi e della resa scenica.
Alla fine ci si consola con il fatto che non è accaduto nulla di grave ( e con quelle raffiche di vento poteva anche accadere!) ci siamo inzuppati ma gli strumenti erano subito all'asciutto, in fondo abbiamo registrato ancora una volta un grande affetto del pubblico e l'immediato passaggio dal dire al fare per rendersi utili.
Luisella Girardi, l'assessore alla cultura, era davvero dispiaciuta perché si era impegnata fortemente per realizzare questo concerto, perché era venuta a vederlo a Concesio e sapeva di fare qualcosa di bello e utile. Ma c'è poco che si può fare in casi del genere se non aspettare che la bufera passi e certamente troveremo una nuova data per rifare "Il Viaggio".
La nuova Band di adulti della Scuola di Musica, i Fuoriclasse 3, ha debuttato ieri sera con due brani dei Genesis, una scelta coraggiosa e entusiasmante, qualcuno di loro si è rimesso a fare musica solo 6 mesi fa...
Davvero uno spettacolo la serata di stasera: ho ancora adrenalina in corpo che potrei fare una trasfusione a qualcuno.
Noi abbiamo suonato come meglio non sappiamo fare e gli applausi erano davvero tanti.
Bravissimi anche i Fuoriclasse 3 con la loro cover di Firth of Fifth dei Genesis: alcuni di loro hanno iniziato a suonare solo 6 mesi fa.
Bello leggere nei loro occhi la felicità.
Cinque mesi di prove ma questa sera Close to The Edge degli Yes è venuta benissimo, una suite rock difficile, complessa, piena di cambi di tempo e di atmosfere, quasi 600 battute senza ripetizioni o ritornelli,
E poi CInzia che regge la parte della voce solista stasera era proprio in serata "di grazia".
Infine la canzone che abbiamo dedicato a Marina per ringraziarla del suo lavoro: il suo brano preferito, Skellington dei Colosseum.
Per l'occasione sono tornato a suonare il basso con tutto l'entusiasmo di sempre.
Alla fine abbracci e tanta gioia come avessimo vinto il mondiale di calcio.
Faceva un bel caldo stasera e c'era anche tanta gente alla festa delle Band Giovanili, per fortuna la freschezza della loro musica e del loro entusiasmo ha fatto dimenticare la temperatura e tutti si sono divertiti.
Molto animato il backstage con i gruppi pronti a salire sul palco che si muovono nervosamente in silenzio.
Nella stanza a fianco del palco c'è grande animazione, c'è chi ha già suonato e chi ancora deve farlo ma l'allegria e l'emozione scorrono copiose.
E fino alle 11 si susseguono i gruppi e i due ultimi gruppi sono davvero i più maturi e le cantanti fanno la differenza.
Il racconto della battaglia è stato bello, questa sera eravamo all'aperto nel bel parco di Cascina Capuzza e il profumo dell'aria di giugno aggiungeva un tocco di realismo alla scena.
La presenza di molti amici mi rendeva più facile trasformare il racconto complessivo in una narrazione a tu per tu e anche Fabio ha cantato e suonato con grande passione e poi la cena e le chiacchiere hanno reso ancora più piacevole il tutto.
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