Pasqua è tradizione in Alto Adige portare in chiesa un cesto con salumi, uova, rafano e pane per la benedizione.
Il Geweitz, il cibo benedetto, viene poi consumato la domenica pomeriggio in casa con gli amici e quest'anno anche noi abbiamo partecipato alla tradizione grazie a Pippo e Kiki che ci hanno preparato un piatto di Gewitz dal loro cesto.
Un' ulteriore condivisione di amicizia e cibo.
01:37 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Alla festa per la cresima di Chiara diamo una mano a preparare il pranzo e Marina ha preparato un bel pignattone di gulasch che ha sobbollito tutto il giorno profumando di montagna tutta la casa.
Domattina ci andranno le ultime spezie e l'utima passata al fornello.
Intanto sulla stufa una bella padella di verdure inizia il lungo viaggio che le porterà a fare da contorno al couscous che Marina finirà di preparare domani.
Couscous e gulasch, un incontro di culture e di sapori ma anche in cucina gli incontri portano a belle scoperte.
02:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Gli amici di Viandanze avevano a chiesto a Marina se faceva da "catering" per il corso di teatro danza di questo weekend e lei, da grande artista, ha fatto la sua parte: pasta e fagioli da oscar per 22 persone.
Devo dire che la casa profuma di cottura lenta e di cotiche da un paio di giorni ma la pasta e fagioli è così, o è fatta con amore o non esiste. Ho amici (Francesco di Martile) che ancora ricordano quella memorabile che Marina fece per la cena con Giovanni Soldini, ospite di Cuccioli & Mukltimedialità.
Abbiamo anche messo a disposizione le nostre ciotole speciali, regalate da un grande amico come Pippo Pisa il giorno del nostro matrimonio a segnare la comuninza tra lui, siciliano e la pasta e fagioli come la facevano a casa mia.
Trasformato per l'occorrenza la nostro Doblò in un "pasta-car", in realtà abbiamo trasportato anche salame, gorgonzola, polenta, una pignatta di gulasch e quattro torte di fregolotti che erano assolutamente impeccabili.
Come a una mensa Marina serviva controllando dosi e reazioni, per la serie "la qualità si controlla sull'intera filiera del prodotto", e alla fine mi pare che tutti abbiano apprezzato e dei due pentoloni è rimasto ben poco.
In fondo , non ci vuole molto, come per le nostre prove di musica con Marco: una buona compagnia, voglia di fare e voglia di stare assieme e un buon pasto semplice e fatto con amore.
Devo aggiungere che per l'occasione Marina ha fatto preparare un bel pane pugliese dal nostro fornaio di fiducia, il "mitico" Gravina che è davvero un maestro e tra pasta e fagioli, olio d'oliva del Garda, pepe, pane profumato e Groppello fresco, i giovani teatranti hanno visto premiata la loro giornata di lavoro.
Alla fine si scopre "l'arma segreta" della pasta e fagioli, se guardate bene sopra il mestolo si vede ciò che ne rimane: un osso di prosciutto che nei due giorni di cottura ha restituito alla pasta, assieme alle cotiche, tutto il suo residuo di sapore.
00:11 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Prima si versa il Clam Chowder (zuppa di mare bianca con cozze, gamberetti, cappe sante, patate, pancetta, che Marina fa in modo superlativo) nelle pagnotte di pane siciliano appositamente preparate dal sig. Gravina, nostro fornaio di ficucia (che stasera ha superato sè stesso).
Poi si fa il bis con una razione più liquida così la mollica del pane si impregna ben bene di Clam Chowder e ogni cucchiaiata è zuppa e pane.
03:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Giulio aveva chiesto espressamente di avere per le vacanze di Natale un pranzo con il maialino al forno (si vede che le letture di Asterix da piccolo lo hanno condizionato! ) e che dire: quando si hanno figli con "sani principi" che non chiedono capi firmati ma delizie come questa, come dirgli di no?.
Con la complicità del nostro macellaio (lunga vita ad Alois Villgrater!) avevamo prenotato la specialità già da due settimane e ieri che lo ha portato già pronto, anche perchè noi non avremmo saputo dove cucinarlo.
Quindi un capodanno in anticipo perchè Giulio oggi scende a valle per poi fare festa con gli amici, ed è stata una bella serata, con un piatto imperiale e la nostra allegria. Ne avremo ancora per parecchi giorni perchè a parte la cotenna e le ossa più grosse, come si sa, del maiale non si butta nulla e poi la carne è tenerissima, senza grasso e con le spezie di Alois è impossibile resistere.
Visto che ancora non mi era riuscito di mangiare il maialino in Sardegna, concludo questo fantastico 2009 con un'altra "missione compituta".
13:59 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
PRIMA
La torta di rose è simbolica per la nostra festa in famiglia, durante tutta la preparazione la casa profuma di lievito e non bisogna farle "prendere freddo" che bloccherebbe la lievitazione.
Dopo ore di attesa è pronta per l'ultimo passaggio, il rotolo imburrato si taglia in rosette come il baco che si fa bozzolo in attesa di diventar farfalla.
DURANTE
Cresce grazie al lievito ma soprattutto grazie alle carezze di chi l'ha impastata che le ha ceduto gli ultimi enzimi che la rendono umana.
Le roselline ora si spingono l'un l'altra e non trovando spazio in orizzontale, sbocciano verso l'alto.
DOPO
Eccola pronta!
Dolce sovrano di cui mio padre ha tramandato a Marina la ricetta e che lei ha tramandato a Piero che la esegue con maestria prolungandone la storia ed il racconto degno consorte della "regina" Pavlova fatta di meringa e di cui Giulio è diventato l'alfiere.
Pane burro e zucchero che si fanno pandoro, luminosa come il grano che le darà la farina è una torta che mi ricorda i profumi della forneria di mio nonno e i loro spiriti sono sicuramente qui nell'aria a gustarne assieme a noi la generosa bontà.
Ci sono i nostri amici, anche quelli che non ci sono più, c'è Steve e tutti i nostri affetti in giro per il mondo per questo è circolare e frattale come un mandala per abbracciarli tutti.
EPILOGO
Effimera come lo siamo noi di fronte alla vita, la torta di rose non dura che un istante, ma è un istante che rimane a lungo nel palato e nel cuore.
Buon Natale a tutti.
21:30 nella Emozioni, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Oggi Marina teneva una lezione di dolci natalizi alle amiche e quando sono rientrato dopo un pomeriggio di musica da Marco c'era un tale profumo in casa che qualsiasi tentativo di resistere era impossibile.
Ovviamente è finita con una abbuffata di avanzi (si fa per dire) della cena con Lorenzo e Lucia e gran finale a biscotti.
23:34 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
19:01 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Una delizia per la colazione del mattino è l'uovo alla coque nel panino imburrato, la "ricetta" originale è dello zio di Marina, olandese, ma gli ingredienti sono internazionali.
Una rosetta a cui tagliare la parte alta per farne una sorta di tazza premendo la mollica contro i bordi, una generosa dose di burro da applicare tutto intorno, un uovo alla coque con il tuorlo ben morbido che quando viene versato provvede a far sciogliere il burro, sale e pepe.
Se poi il burro è quello di Sesto, il pane è uno dei semmilan di Happacher, e il pepe è quello multicolore della Bad Reichenhaller, allora la semplicità assurge a straordinarietà.
Un tocco di tecnologia: noi abbiamo i contenitori appositi per fare le uova alla coque nel microonde (appositi perchè altrimenti l'uovo "esplode") e in 40 secondi sono pronte, con l'ulteriore accorgimento di far cuocere l'albume da solo (30 secondi) e poi aggiungnere il tuorlo (10 secondi).
11:35 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Oggi avevo in programma un incontro con Luca Formentini che, come ho già avuto modo di raccontare, oltre che titolare dell'azienda agricola Capuzza, è un bravo musicista e quindi abbiamo parlato di cibo, di vini, di registrazione digitale, di musica arte e tecnologia e abbiamo sgrossato alcuni progetti a cui stiamo cercando di dar forma da qualche tempo.
Tutto piacevolissimo, ho imparato un sacco di cose come sempre, ma l'apoteosi è stato l'assaggio di un gorgonzola della Valsassina accompagnato dal passito della Capuzza, un vino delicato e profumato come le uve di tocai (il Campo del Soglio) da cui deriva e che si chiama "Lume".
Stasera ne ho portato a casa un pezzo e abbiamo festeggiato l'arrivo di Liddy, particolarmente golosa di gorgonzola, e Marina ha aggiunto i tocco finale:sul gorgonzola ha messo polvere di cacao amaro (servivano scagliette di cioccolato dark ma i figli avevano esaurito le nostre scorte) e il Lume ha dat prova della sua luce.
22:47 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
18:33 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Ogni anno organizziamo per Ferragosto una festa con tutti gli inquilini del condominio ed è sempre una bella occasione per conoscerci meglio oltre che per gustare qualcosa di speciale.
Sarà anche per questo ma le nostre assembleee di condominio sono sempre estremamente pacate e positive, qualcuno ha detto che sono anche divertenti.
In fondo basta poco.
13:03 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Marina ha un talento speciale per scovare anche negli scaffali di un normale supermercato, prodotti che meritano attenzione.
L'ultima scoperta sono queste fettuccune impastate con il pane croccante di segale che ha trovato qui al Despar di Holzer. Sono prodotte in un maso di Aldino, l'Eggerhof e si possono anche ordinare via web.
Condite solo con del burro fresco si sono rivelate saporitissime e squisite: 3,25 euro per un pranzo in quattro, un affare.
Ci sono anche quelle impastate con gli spinaci, le rape, il sanguinaccio: pian piano abbiamo deciso di provarle tutte.
Queste paste sono una delle ricette di Gasteiger, Bachmann e Wieser, tre chef sudtirolesi che hanno scritto anche diversi libri di cucina tirolese di qualità.
19:05 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il buchtel è un dolce tipico tirolese e Hans Peter, lo chef del rifugio Fondovalle, lo fa in modo superlativo.
Una specie di "multipandorini" (ne serve quattro assieme) caldi con ripieno di marmellata di albicocche su zabaione caldo e mirtilli.
Non ho fatto a tempo a fotografarli che già li avevamo finiti.
Vale la camminata solo per assaggiarli.
18:51 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Sveglia presto per la lunga preparazione delo spiedo per la cena con gli amici di Equiliber.
Il tema della serata è semplicemente il racconto di cosa stia facendo di importante ciascuno di noi.
Intanto gli uccellini, sapientemente avvolti nella pancetta, riposano in attesa della brace che sarà pronta alle quattro oggi pomeriggio per una lunga cottura di 5 ore.
13:31 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
18:17 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Nonno Piero ha cominciato ieri con la preparazione (detta spiedatura) a preparare il grande pranzo di oggi ed è un rito che ha un suo fascino.
I vari tipi di carne (è un segreto la sequenza come quella del DNA) vengono infilati sulle bacchette dello spiedo con le patate e la salvia.
Craig e Carol, i nostri ospiti americani, guardano affascinati.
E' un rito certamente pagano ma che ha in sè una storia millenaria di civiltà e di rispetto per il cibo.
Piero guida le operazioni con assoluta autorità dittatoriale perchè si sa, il risultato non viene dal caso ma dalla disciplina.
L'operazione è iniziata ieri mattina alle 9 e stamattina alle 7 Piero era già qui per la seconda fase, quella della cottura.
Un'ora per prapare il fuoco (guai a usare la carbonella e il legno è selezionato, nel suo caso legno di vite e di alloro ...) e alle 8 lo spiedo inizia la lentissima cottura di cinque ore con un incedere lento e metodico.
Finalmente ecco lo spiedo pronto e devo dire che siamo a livelli "spaziali" di qualità: perfetto di sapore, di cottura, di sale e di aromi.
Il solo dibattito riguarda l'assenza degli uccellini (indispensabili secondo me) difficili da trovare e proibiti dai Verdi.
Ovviamente Marina e Bettina competano l'apoeteosi con dolci da favola e Gianni ha portato vino friulano di qualità eccelsa e poi... la compagnia fa il resto.
17:14 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Con Alessandro sono tornato dopo qualche tempo da Alice il ristorante di Pula a cui ero affezionato.
Mi avevano detto che Sabi, il cuoco, non c'era più e avevo una ragione in più per provare: mangiato bene senza le eccellenze a cui mi ero abituato ma sorattutto un conto esagerato, 65 euro, una fregatura da queste parti, con una bottiglia di vermentino addebitata a 50 euro!
La piacevolezza della compagnia di Alessandro ha ampiamente compensato il malumore per il conto ma mi son detto che è proprio un peccato che Alice non sia più il posto che avevo conosciuto.
23:59 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Che al rifugio Fondovalle si mangi bene si sa, e l'ho più volte raccontato, ma che anche a mezzogiorno, tipico orario da sciatori di fondo dal panino veloce o mamme da cappuccino e strudel, ci fosse una cucina di alta qualità non me lo aspettavo proprio.
Il cuoco, anzi, lo chef, è Hans Peter, che si fa apprezzare per la sapienza con cui inserisce nel menu alcuni piatti tipici della cucina pusterese ma che non si trovano spesso: magnifici oggi i suoi pressknodel con crauti freschi e speck tagliato fine fine alla julienne.
L'apoteosi è stato il dolce: il buchtel con crema di vaniglia. L'ho mangiato spesso perchè è un dolce tipicamente austriaco, soffice come un pandoro e con la crema di vaniglia tiepida che lo completa ma questo di Hans Peter davvero li batte tutti.
Porzioni molto generose (uno in due è già una bella iniezione di energia) temperatura perfetta, lievitazione impeccabile, nessun sapore di lievito, un tocco di marmellata di albicocche per sorprendere e la foglia di menta a decorare il piatto.
Alla fine sono passato in cucina a complimentarmi con Hans Peter e per chidergli se la lievitazione così la ottiene preparandolo la sera prima, "No lo faccio fresco ogni mattina" la sua risposta. Prima o poi gli chiedo se ospita Marina per imparare perchè è davvero da accademia.
Scusate la foto, non sono riuscito a farla fino a che quasi non ce lo eravamo mangiato tutto...
21:27 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Marina è stata ieri alla Fiera dell'Artigianato alla ricerca di idee, cose, gusti e come Marco Polo che ritorna dal Catai ieri sera è tornata con un trolley pieno di delizie e sapori e con Achile e Margherita abbiamo festeggiato la fine dell'università di Piero con una cena strabiliante.
Biscotti ai fiori di lavanda, sale al profumo di rose, olive dolci a guarnire un confit de canard da gran palato e pomodorini essicati e rimessi in agrodolce.
La palma assoluta va indubbiamente a questi scialatielli al limone de La Paisanella, un pastificio di Pontecagnano (la ditta è Di Ni sas Via Amerigo Vespucci , 17 84098 Pontecagnano Faiano (SA) tel 089 383284 e mail paisanella@virgilio.it ) al quale dovete assolutamente scrivere o telefonare e farvi mandare una scatola di scialatielli (ma compererei al buio anche tutte le altre loro paste che non possono essere inferiori a questa) se volete farvi un bel regalo per Natale.
Ieri sera li abbiamo mangiati con solo una noce di burro fresco sciolata nella zuppiera appena scolati e stamattina ne ho ancora il sapore nel palato.
Marina torna in missione martedì, io invece vado a Roma e a Cagliari per conferenze e consulenze: è chiaro che è lei, tra noi due, che fa cose davvero importanti.
11:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Il riso e latte è il piatto speciale per i "maschi" di casa (Marina lo trova repellente) ma è il piatto tipico tirolese della mia infanzia che mia madre imparò a prepare a Sesto e quando c'è la giusta atmosfera lo preparo per noi tre.
Si parte a freddo con un litro di latte (meglio se non scremato) a cui si aggiunge un pizzico di di sale grosso, un quarto di quello che mettereste nell'acqua della pasta) e un bicchiere abbondante di riso per ciascun commensale.
Quando il latte bolle (occhio che fa la schiuma e facilmente esce dalla pentola) si abbassa la fiamma e si tiene mescolato come un risotto lasciando che tutto il latte venga assorbito e rimanga un "pastone" denso. Se all'assaggio il riso è ancora duraccino nonostante il latte sia tutto assorbito aggiungere latte caldo riscaldato a parte per continuare la cottura.
Fin qui la ricetta è simile al riso cotto nel latte che anche da queste parti si mangia ma è a fine cottura che c'è la "svolta" tirolese: si serve il riso nei piatti e si corsparge con un cucchiaio abbondante di zucchero (zucchero normale bianco a cristalli, non zucchero a velo) per ciascun piatto. Si amalgama lo zucchero velocemente (non bisogna che il riso si raffreddi) e poi si allarga il riso a coprire bene tutto il piatto, lasciando una superficie movimentata e non liscia. Si cosparge ancora la superficie con un mezzo cucchiaio di zucchero ben distribuito, un cucchiaio di cacao amaro, un pizzico di cannella. Nel frattempo si è fatto sciogliere un etto di burro in un padellino fino a che comincia a diventare scuro e bello bollente si versa su ciascun piatto a far cristallizzare il cacao e lo zucchero.
Il Milchreis è pronto e si accompagna con latte freddo di frigo.
Inutile dire che è un piatto unico, anche Pantagruel con un piatto si sentirebbe sazio.
21:57 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Che mia moglie Marina sia geniale, lo so da sempre eppure non finisce di stupirmi soprattutto per la sua capacità di dare concretezza a idee brillanti trasformando una "bella pensata" in realtà.
E' stato così con i corsi di alfabetizzazione per genitori, con il progetto "Ieri, oggi e domani", con "Le stonate", con gli incontri con le donne extracomunitarie, con lo spazio libri alla Festa de l'Unità, con la biblioteca di condominio a Sesto.
Ed è così anche con quest'idea di fare un corso di cucina per i ragazzi che si trovano a doversi fare da mangiare da soli, perchè vanno all'università o perchè si trovano spesso a casa da soli perchè i genitori lavorano.
I nostri figli vivono da soli adesso e sono entrambi autosufficienti dal punto di vista culinario, Piero è già un talento e addirittura riporta alla madre sugerimenti e npvità o si avventura su terreni impervi ma di grande soddisfazione come i dolci (sguardo di orgoglio da mamma orsa quando ha chiesto a Marina la ricetta per i biscotti e le casette natalzie...). Ma se è così per i nostri ragazzi non è altretanto per molti altri adolescenti che già si "intoppano" di fronte a un uovo al burro.
Incoraggiata da una nostra amica con due figli che ha fatto poi da passaparola ad altri, brochure di qualità, con tutte le regole sacre della comunicazione d'impresa, tempo due settimane e ieri sera c'è stata la prima "lezione" ed è stata un successo.
Cose apparentemente banali come affettare le cipolle o rompere le uova per fare una carbonara o schiacciare l'aglio per il soffritto sono in realtà conoscenze che restano per una vita e poi c'è anche da imparare a pulire il lavandino alla fine, a risistemare prima di preparare la tavola.
Marina non voleva che ne parlassi, un po' anche per scaramanzia, fino a che il progetto non fosse partito ma avendo assaggiato ieri sera, al rientro dalle prove d'orchestra, l'ultima porzione di pasta alla carbonara preparata dagli "allievi", devo dire che il test è ampiamente superato.
E trovo anche perfetto il menu/programma del corso, che non solo insegna delle "manualità" ma aiuta ad allargare i propri gusti e la sensibilità ai sapori.
L'effetto virale più divertente è che adesso sono i genitori che vogliono venire a fare un corso del genere e Marina ci sta pensando seriamente a come adeguare il menu lasciando inalterata la formula che è perfetta.
partendo dal fatto che lo fa di mercoledì quando io sono alle prove dell'orchestra e quindi non faccio l'impiccione e mi gusto gli assaggi al rientro.
18:21 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (6) | TrackBack (0)
Me lo ha detto il mio carissimo amico Paolo: vieni a Foligno, c'è "I primi d'Italia", la celebrazione della grandiosità dei primi piatti, dalla pasta al riso, alla polenta.
Peccato che queste settimane siano troppo indaffarose per poterci andare, ma forse è meglio evitare le tentazoni.
21:41 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Avevo dato notizia del Simposio del Cioccolato a Monguelfo e ci siamo andati sia noi che Massimo e Cristina ma la cosa è risultata abbastanza deludente: una serie di tende (una ventina in tutto) sulla via principale del paese con poche cose veramente originali.
Degno di nota solo lo spazio dove i bambini disegnavano con i colori di cioccolata (non ho capito se era solo la tinta o era veramente cioccolata liquida) e non mi pareva educato annusare.
Di sicuro i bimbi si divertivano ed era uno spettacolo nello spettacolo vederli pian piano macchiarsi di cioccolato: c'è da chiedersi se lo facevano apposta per poi succhiarsi le dita. Ma era cioccolata o tempera marrone?
Un assaggio di un waffel con la cioccolata liquida (scadente e stopposo) e una sola attenta sosta a uno stand che proponeva formaggi affinati con cioccolato.
A questo punto abbiamo preso alcuni assaggi che proveremo poi a casa con Roby e Bettina (i nostri figli non amano i formaggi) tra cui un brie che promette bene mentre abbiamo lasciato stare il gorgonzola ricoperto di cacao: secondo me troppo forte il sapore del formaggio che copre decisamente quello del cioccolato anche se il sapore che rimane poi in bocca è ottimo.
Il Simposio mi pare in fondo un'occasione mancata.
15:02 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
A dispetto delle previsioni che annunciavano una bella giornata (chissà dove Marina le aveva lette?) piove e c'è freddino.
In compenso per "santificare" la festa Marina si è messa di buona lena a preparare il pranzo per noi due: pomodori in padella e lesso (così ha il brodo per il risotto di stasera) con la mostarda dolce.
In sottofndo ho messo "Living room", l'album di un gruppo francese i Paris Combo con quel loro gusto un po' rétro che secondo me ben si accompagna alla giornata.
E' una di quelle domeniche da passare a leggere e a sonnecchiare oppure a studiare o scrivere guardando di fuori le nuvole che passano veloci e mutano continuamente il panorama e la luce.
14:37 nella Emozioni, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
A pranzo non c'erano solo pressknodel ma altre due varianti: oltre ai primi c'erano anche dei fastenknodel (canederli di magro) e dei lebenknodel (canederli di fegato).
I fastenknodel, tipici della quaresima per la loro assenza di carne o altro accompagnavano dei finferli in umido, è infatti loro ruolo accompagnare cibi saporiti.
I lebenknodel, rigorosamente in brodo per scaldare per bene lo stomaco.
I pressknodel erano ottimi (ho perso il conto di quanti ne ho mangiati) sul letto di verdura fresca e kraut-salat su cui ho anche deposto gli altri a fare il tris per confrontare meglio.
15:52 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Mi sono autoinvitato a casa di amici per mangiare i pressknodel (non sono i canederli per i giornalisti ! ) ma una ricetta tipica della Valle Aurina in cui i canederli di magro, con formaggio e senza carne, vengono schiacciati a farne una sorta di polpetta, fritti in olio, cotti poi nel brodo e serviti su un piatto di verdure cotte e crude a piacere.
Li ho mangiati qualche settimana fa ma volevo che anche Marina li provasse e allora ho chiesto a Kiki di invitarci. Già pregusto.
10:37 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Sono tornato oggi da Klaus alla Alte Saege dove fanno i kaiserschmarren più buoni della valle e ho chiesto espressamente alla signora di farmeli come si fanno in casa e non come "per i turisti", lasciandoli bruciacchiare un po' nella pentola di ferro perchè il sapore di bruciato qui e là compensa lo zucchero a velo e "dialoga" con l'agrodolce dei mirtilli rossi.
La signora ha capito e il cuoco ha accettato: adesso sì che sono davvero eccellenti!
22:11 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
In questi giorni c'è la FestaInsieme (la festa della parrocchia di Santa Maria Maddalena) a Desenzano e ci siamo stati a cena stasera: risotto di mare e trota alla barcarola per me e sardine ai ferri per Marina.
Abbiamo discusso a lungo io e Marina su chi avesse scelto il piatto migliore, il che vuol dire che erano entrambi ottimi e quindi il consiglio che vi do è: non aspettate che la festa finisca senza averci fatto un salto.
E poi con uno scenario del gtenere e con delle serate estive limpide e con il venticello...
23:39 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Alla Festa dell'Unità (si chiama in realtà Festa del PD ma per noi resterà per un po' la Festa de l'Unità) quest'anno l'enoteca è gestita da mio cognato Roby che di vini se ne intende e ha portato delle bottiglie ottime: il GewurzTraminer alsaziano è fantastico e stasera ho assaggiato un Pinot del Collio altrettanto buono.
Se capitate a cena e mangiate pesce (buono e non costa molto) date retta: il vino prendetelo all'enoteca.
00:08 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
E' vero che sono tutto preso da musica, conferenze e spettacolo ma un pst al volo questo ristorante lo merita proprio: La Ca del Re a Ponte di Legno.
Ci sono stato a pranzo domenica ospite dei nostri a mici Giacomo e Franca e abbiamo assiaggiato tutti piatti locali e con sapori decisi ed eleganti (la palma, secondo me agli spatzle di segale con il tartufo e alle costine di maiale con cipolline caramellate).
Ciascuno di noi ha ordinato un piatto diverso e così abbiamo piluccato l'uno nel piatto dell'altro.
Segnalo tra gli antipasti il lardo che avvolgeva una castagna e un formaggio locale con marmellata di prugne.
Molto accogliente l'ambiente e gentili le signore che ci hanno servito.
Sarà che abbiamo accompagnato il pranzo con un ottimo BlauBurguder Mazon di Hofstatter ma siamo usciti proprio soddisfatti.
00:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Domani andiamo a Collioure con Achille e Margherita: andiamo a fare scorta di acciughe e di vini del Roussillon: un po' uno strapazzo perchè domenica contiamo di essere di ritorno ma sono contento di "staccare" dal turbinio di cose che sto facendo.
Sono contento di incontrare anche un vecchio amico, Jacques Parent, uno dei fondatori di Microphar, l'azienda europea che inventò le chiavi di protezione del software e con cui abbiamo fatto buoni affari, e con Jacques siamo rimasti amici anche quando gli affari sono finiti.
Il tempo non sarà forse il massimo ma dato che saremo quasi al confine spagnolo spero che ci sia comunque un po' di sole.
03:22 nella Mangiare&Bere, Viagg | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Per concludere degnamente l'incontro al CEFRIEL, Alfonso mi ha portato a cena in un ottimo ristorante siciliano il "13 Giugno" di via Goldoni: la pasta con le sarde era una "billizza" come direbbe Montalbano e gli involtini di pesce spada e il trancio di tonno semplicemente perfetti.
Un bravo "piano man" a fare da sottofondo, una atmosfera elegante ma non esagerata e pur essendo abbastanza affollato, siamo riusciti a chiacchierare piacevolmente seza dover alzare la voce.
Commoventi i dolci alla fine: una cassata in gelato e un piatto di croccantini che abbiamo "benedetto" con un passito chiamato Abraxas in onore dei Santana che avevamo appena finito di ascoltare nell'ufficio di Alfonso.
09:59 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
E' arrivata Liddy e domani sera c'è una edizione speciale dell' Equicena più alcuni altri ospiti per chiacchierare con lei e farci raccontare del progetto Scratch, del progetto One Laptop per Child, di web e cultura, tutte attività in cui Liddy è al massimo livello.
Marina sta preparando il piatto forte per la cena: pasta e fagioli (rigorosamente di Lamon) con l'osso del prosciutto e le cotiche che domani riceverà una giusta immissione di pasta fatta in casa.
Il resto del menu è una sorpresa ma che stiamo sviluppando in modalità wiki...
Devo solo andare a caccia ancora di qualche sedia perchè saremo in 24 attorno al tavolo.
22:28 nella Emozioni, Mangiare&Bere, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Lo chef ha superato l'esame, il sushi era ottimo e direi anche più buono di quello che di solito mi capita di assaggiare in giro.
Alla fine ci hanno messo due ore, per la maggior parte spese a preparare il riso mente la preparazione delle alghe e l'arrotolamento è molto spettacolare ma in fondo non difficile.
Certo che prima del taglio sembrano delle zucchine passate di maturazione ma poi ogni rotella svela un disegno da caleidoscopio.
In effetti hanno mescolato ingredienti inusuali nella cucina tipica giapponese come il tonno in scatola (quelli che si vedono con la parte superiore rossa sono con carne di cavallo), ma con tocchi di originalità, il cetriolo, piuttosto che la foglia di insalta, la salsa al cocco, il velo di wasabi solo per farsi sentire senza disturbare.
Anche la componente "estetica" ha avuto la sua parte senza prendere il sopravvento sul gusto: la riprova è che in quattro ce li siamo spazzolati tutti.
Io ci avrei bevuto del buon vino bianco fresco ma lo chef ha imposto il tè per ripulire bene il palato e ho obbedito.
Comunque un bel bianco fresco i giapponesi se lo sognano!
22:47 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Piero è rientrato da Bologna ed è festa in casa. Dato che ha imparato a preparare il sushi questa sera lui lo prepara per cena e Marina fa l'assisente per imparare: è una scena piacevole.
Io e Laura faremo gli assaggiatori.
20:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
22:04 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il piatto chiave di stasera è un cosciotto di porcellino che il nostro macellaio ci ha fortemente raccomandato.
Marina ha pensato bene di prepararlo al forno a temperatura bassa in modo che rosoli lentamente spalmandone la cotenna di acqua e miele.
Ma il tocco d'artista è che ha deciso di incidere la cotenna, operazione comunque necessaria per una migliore cottura, scrivendoci un bel 2007 che contiamo "fiorisca" e faccia una bella crosticina.
A questo punto mi pare un piatto quasi "tribale": l'anno vecchio ce lo mangiamo.
21:32 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il piatto forte di oggi erano le linguine con l'astice, una specialità che Marina fa benissimo e che è reso speciale dal sugo di pomodoro fatto in casa da lei stessa.
E' vero che a Natale bisognerebbe mangiare il capitone ma per quanto possa sembrare strano, l'astice costa meno dell'anguilla e, detto fra noi, fa più "festa".
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Per la serie "Polenta Spiedo e Gropello" siamo stati a cena con Fausto e le sue sorelle nell'azienda agricola di Sergio Delai (nella foto vedete padre e figlio) e abbiamo mangiato splendidamente in una atmosfera di grande gentilezza e ospitalità.
Come già detto nel post precedente, non si tratta di un ristorante per cui padre e figlio hanno preparato lo spiedo (c'era dibattito su chi ne avesse la responsabilità!), la signora ha fatto la polenta (rigorosamente di Storo) e la minestrina e abbiamo mangiato tutti assieme, con le figlie piccole che venivano a coccolarsi il papà.
Molto buoni i vini, forse il Groppello era un pò freddo e non dava tutto il profumo, ma il Marzemino era davvero gustoso e mi sono preso anche 6 bottiglie di Chiaretto profumatissimo da portare a Sesto per usarlo al posto dello spumante.
Se avete un piccolo gruppo potete comunque chiedere anche al di là di questa manifestazione se vi preparano una cena e vi fanno assaggiare il vino.
Un grazie pubblico a Fausto che mi ci ha portato.
00:10 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Fausto Ghirardini mi ha fatto conoscere questa bella iniziativa che si tiene in Valtenesi: si viene invitati a cena nelle aziende agricole della zona e ovviamente si assaggiano (e si imparano a conoscere) i vini della zona.
Il prezzo è fisso a 25Euro a testa e la cosa fantastica è che molte delle aziende non hanno un "ristorante" per cui si cena in sala con i proprietari con il nonno (di solito) che è stato tutto il giorno a preparare lo spiedo.
Tutti i dettagli dovrebbero essere sul sito ma non ho trovato l'elenco delle aziende e i numeri di telefono: c'è comunque il numero del Comune di Puegnago o della Fiera a cui rivolgersi.
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Oggi le cugine Bompieri erano tutte prese nella preparazione di tortellini per Natale.
E' una piacevole tradizione che riempie la casa di profumo di pasta fresca e di indaffarato dinamismo.
Ovviamente c'è anche il vantaggio, non secondario, di fare il primo asssaggio che oggi è toccato ai tortelli con la zucca (i tortellini di carne li abbiamo salvati per Natale) e direi che il collaudo è stato più che positivo.
Ovviamente la preparazione dei tortellini è un'occasione per raccontare le storie di famiglia e per ridere assieme: per questo sono così buoni, olter al ragù di carne, tra gli ingredienti c'è la felicità.
19:54 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Una volta all'anno ci troviamo a cena da Margherita con alcuni dei "pionieri" di Onde ed è sempre una occasione piacevolessima per raccontarci aneddoti e storie.
Quest'anno Margherita e Marina hanno preparato pasta e fagioli con le cozze e il peperoncino e baccalà ripieno, e poi mousse di olive e ricotta, fegato d'oca, tarte tatin, frutta e...
Una serata speciale davvero.
13:38 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Ho provato stasera gli schlutzkrapfen con ricotta e spinaci surgelati del pastificio Taibon di San Vigilio di Marebbe di cui solitamente compero gli spatzle (ottimi con un soffritto di cipolla, speck a quadrettini e un quartino di panna per legare il tutto).
Sette minuti in acqua bollente salata e li ho conditi semplicemente con il burro fritto e, dato che non avevo il grana, ho usato il formaggio "saporito" di Sesto: devo dire che sono davvero ottimi.
23:45 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)



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