Qui la pasta e fagioli è una cosa seria.
Marina ha ancora una volta raggiunto il 30 e lode e bacio accademico.
Qui la pasta e fagioli è una cosa seria.
Marina ha ancora una volta raggiunto il 30 e lode e bacio accademico.
23:18 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Piero ha documentato la preparazione del Milchreis, il Riso e Latte alla tirolese, il piatto che ci prepariamo noi "maschi" Tagliapietra quando siamo soli a casa.
E' un piatto bello tosto e ipercalorico che appaga come pochi altri dopo una giornata nella neve ma che va bene anche in pianura: basta avere voglia di qualcosa di particolare.
(dosi per 4 persone ma noi in 3 non facciamo complimenti)
Versare un litro di latte (meglio se intero) e 4 bicchieri di riso da risotto un una pentola, aggiungere sale e lasciare cuocere mescolando di tanto in tanto fino a che il riso ha assorbito tutto il latte.
Quando diventa denso è facile che attacchi al fondo della pentola per cui fare attenzione e mescolare più frequentemente.
La consistenza deve essere quella di un "pastone per le galline" e se dopo aver assorbito tutto il latte il riso risultasse ancora duro, si può aggiungere dell'acqua per ultimare la cottura.
Ora la sequenza più "delicata" perchè va svolta velocemente per evitare che il riso si raffreddi.
In un tegame mettere a sciogliere un etto di burro fino a che diventa scuro.
Mentre il burro è sul fuoco suddividere il riso nei quattro piatti e aggiungere a ciascun piatto un cucchiaio da cucina di zucchero bianco e mescolare in modo da distribuirlo bene all'interno.
Cospargere la superficie di cacao amaro (quasi un cucchiaio per piatto) e una spolverata di cannella, cospargere ancora zucchero bianco sulla superficie e quindi versare il burro fuso che dovrà sfrigolare caramellando qui e là il cacao e lo zucchero.
E' importante che il piatto non si raffreddi per cui i commensali devono essere pronti a tavola e si mangia bevendo latte freddo (o forse del vino vino bianco ma non l'acqua).
Non serve fare secondi piatti, contorni o altro: una dose sazia per le tre ore successive.
P.S. Marina ci guarda scuotendo la testa e lo ritiene un'aberrazione culinaria ma a noi piace così.
12:16 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
19:38 nella Mangiare&Bere, Viagg | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
20:30 nella Mangiare&Bere, Viagg | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
L'orario impone una pausa al viaggio e facciamo sosta a Casteldarne da Obermair, un locale in cui non siamo tornati da tanti anni e che ricordavamo per dei primi ottimi.
Lo ritroviamo con qualche difficoltà anche se Casteldarne è un paesino minuscolo, e siamo gli unici avventori, il che mi fa temere che il menu non sia quello di allora.
Mi ricredo subito con questi canederli di prezzemolo con ripieno di formaggio grigio e un bel letto di rape rosse che fanno tanto "tricolore".
Una citazione di merito va anche alle bracioline d'agnello: perfette.
Le verdure grigliate, teoricamente dietetiche, erano ben intrise di sughetto delle bracioline e hanno dato un senso alla weissbier che accompagnava il nostro pranzo.
18:50 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
E' tradizione che il sabato della vigilia di Pasqua, tutte le famiglie preparino un cestino con pane, salumi, uova sode, cren, (qualcuno ci mette anche l'insalata russa o l'arrosto freddo) e il cestino viene portato in chiesa per una cerimonia che si conclude con la benedizione di questo che diventerà il pranzo principale di Pasqua: il geweitz ovvero il cibo benedetto.
Anche noi abbiamo chiesto al macellaio di prepararci il cestino nel pieno rispetto della tradizione e abbiamo segiuto la sua indicazione di coprirlo con un panno bianco: per discrezione non si deve mostrare il contenuto, per rendere uguale chi ha tanto e chi poco.
Abbiamo assistito alla lunga cerimonia del sabato pomeriggio uscendocene alla fine con il nostro cestello come tutti gli altri, soddisfatti di aver preso parte a questo che per noi è più un rito di appartenenza alla comunità che non una vera e propria benedizione del cibo.
Prima a casa di Pippo abbiamo assaggiato pezzi del suo Geweitz con un poderoso cren in radice tagliato fine come il ginger che ha cacciato tutte le occlusioni nasali presenti e future!
E poi a casa nostra a contemplare il contenuto del nostro cestino che sarà solo di contorno al pranzo che Marina ha preparato con l'agnello al forno.
Auferstehen, resurrezione! Dello spirito ma anche del corpo e la bottiglia di buon vino è già in frigo.
00:20 nella Emozioni, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Oggi è festa, in tutti i sensi.
Marco, Vito e Milena vengono a condividere una delle delizie della cucina di Marina: la pasta e fagioli.
E' da ieri che pian piano sobbolle sulla stufa e un profumo delicato ma ben caratteristico si sente appena entrati in casa.
Cosa c'è di meglio che un piatto fumante di pasta e fagioli con una giornata uggiosa fuori, della buona musica in sottofondo, un vinello corposo e tre amici cari con cui gustare il tutto?
Guardo i gesti, le mani svelte che preparano i quadrucci di pasta fatta in casa che aggiungeranno delizia al buono.
Sono combattuto tra il desiderio del sedermi a tavola per iniziare a mangiare e prolungare l'attesa per gustarmi tutte le piccole cose che accadono attorno ad una semplice grande festa d'affetto.
Una cottura di un giorno, due giorni di preparazione e l'osso del prosciuto da cercare da chi ancora li tiene e le cotiche da preparare con cura perchè insaporiscano senza ungere e i fagili che risorgono dal lungo letargo con pazienza notturna: che magia la pasta e fagioli!
Per noi è sempre piatto memorabile e pieno d'amore. Piatto amato da mio padre che ne capiva il senso, lo abbiamo sempre fatto dandogli il giusto contorno di affetti: con gli amici americani, con Giovanni Soldini e gli ospiti di Cuccioli e Multimedialità, con gli amici di Equiliber, con tanti che no ci sono più ma che ogni volta si siedono attorno a noi quando il pepe e l'olio rivivono al contatto con la pasta e fagioli fumante.
Ciotole di terracotta siciliane, regalo di nozze di Pippo Pisa, caro amico da più di trent'anni, completano il tutto ed escono come un ostensorio dal tabernacolo nel giorno speciale.
Marco è arrivato, Vito ha chiamato e Milena è di strada.
Buona festa anche a tutti voi.
12:01 nella Emozioni, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ieri al mall abbiamo mangiato al volo in una food court su cui si affacciano i diversi sgabuzzini che offrono da mangiare.
Cinese, messicano, barbeque, pizza, sushi, c'è di tutto. Punto a misto etnico thai-louisiana e mi becco due porzioni di pollo, due assaggi di pasta e riso e una coca media: il tutto per 9 dollari (7 euro).
Non male, solo il riso un pò "passato" ma per il resto una generosa iniezione di proteine e carboidrati per continuare lo shopping.
13:43 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Un panino al volo in attesa di riprendere il viaggio e sperimentiamo l'amburger di alce: buono sembra carne di cavallo.
La curiosità intelligente di Marina non si ferma e scruta tutto il menu alla ricerca di qualcosa di "ignoto" da sperimentare ed ecco le Spud Skin che ci spiegano sono patate cotte, scavate, riempite di tocchetti di prosciutto a dadini e una bella sottiletta a chiudere e rimesse in forno.
Deliziose, da riprovare.
Evviva la curiosità della mia signora, senza di lei saremmo a cotolette e patatine.
15:43 nella Mangiare&Bere, Viagg | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Sembra difficile onestamente dire quando la preparazione di un piatto sia davvero migliore di altre volte precedenti, ma questa sera lo spiedo di mio suocero era davvero ai massimi livelli.
Un mix perfetto, un equilibrio perfetto, ne ho mangiato da stancarmi ma non ho alcuna pesantezza o contro-effetto a posteriori. Se fossi in USA direi The best spiedo ever.
Se poi teniamo conto del fatto che l'obiettivo era quello di ringraziare chi ha (e tuttora sta) lavorato alla nuova sede, e prercreare il giusto clima prima della riapertura delle lezioni, dire che l'obiettivo è stato colto in pieno.
Ancora una volta Marina ci ha visto giusto e la stanchezza, davvero tanta dopo una giornata del genere, è ampiamente ripagata dalla soddisfazione del risultato.
01:10 nella Imprese, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Mi rendo conto che non si può sempre vincere.
Una bella camminata oggi dalla Croda Rossa al passo Montecroce, 700 calorie bruciate (secondo il contapassi di Marina) in bella compagnia e con una vista ampia e luminosa.
Poi a casa Marina ha preparato un couscous con verdure e ossibuchi (magnifica carne di Villgrater) da far resuscitare i morti, i nostri ospiti a cena hanno fatto festa e hanno anche portato un liquore di mirtillo nero fatto in casa da Pippo.
Morale: le 700 calorie me le sono giocate già con l'antipasto di pane carassu, formaggio di Sesto e pomodorini, il resto è tutto in più.
Felicemente sconfitto nella battaglia con il couscous con gli ossibuchi.
23:53 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Tre giorni di Festa dei Pompieri a Sesto per raccogliere fondi per i Vigili del Fuoco che come altrove sono tutti volontari.
Una perfetta occasione per incontrare praticamente tutto il paese, con duemila anime non è un'impresa difficile in fondo e poi la nuova tensiostruttura che copre l'anfiteatro davanti alla Haus Sexten è perfetta.
Chiacchiere con gli amici, qualche "pettegolezzo" leggero, un sacco di sciocchezze di plastica vinte alla pesca di beneficenza, un paio di birre e un ottimo Strauben con i mirtilli.
Anche la musica non è affatto malvagia con i ragazzi della banda di Villgrantental trasformati in big-band con un repertorio meno zum-pa-zum-pa zum-pappa del solito.
18:12 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Sempre a proposito di piatti semplici, i kaiserschmarren, sono una frittata spezzata con sopra dello zucchero a velo.
Proprio perchè semplici in apparenza, c'è una grande differenza tra chi li fa bene e chi li fa e basta.
Al Mondschein li abbiamo usati come test dopo la splendida rosticciata di baccalà e la prova è stata ampiamente superata.
Perfetta la scelta del piatto scuro, non costa ed esalta la dignità suprema di questo dolce. Da dieci e lode la caramellatura del fondo, probabilmente spolverandolo di zucchero a velo quando la padella è rovente con l'ultima "girata".
Forse un pizzico di sale in più nell'impasto sarebbe stato necessario per esaltare il profumo dell'uovo e direi che se alla morbidezza dello schmarren di Klaus all'Alte Sage aggiungessimo il caramello delicato di quasto del Mondschein potremmo avvicinarci alla perfezione.
Solo la panna di quallo della malga Klammbach potrebbe insidiarli.
19:06 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
La rosticciata è un piatto povero, figlio degli avanzi della cucina ma che come tutti i poveri assume una grande dignità quando è messo all'opera.
Una rosticciata di uova speck e patate o polenta è una delizia per rigenerarsi dopo le prime sciate del mattino, il bauern gerostli, il piatto del contadino, una semplice delizia con i pezzetti di carne lessa fatta saltare in padella con qualche aroma e una montagna di patate e cipolle.
Per non parlare della rosticciata di canederli mangiata ieri al rifugio Fondovalle, con dei filettini di maiale resi croccanti dal miele.
Oggi eleggiamo a sovrana la rosticciata di baccalà che si trova a pranzo al ristorante dell'hotel Mondschein a Sesto, segnalata dal nostro amico Massimo e immediatamente provata. Ottimo l'accostamento delle patate con il baccalà a tocchetti, il sapore di alloro, un goccio di panna per dargli la cremosità senza coprire il sapore e la spolverata di erba cipollina.
Ancora una volta il Mondshein, hotel Luna in italiano, si conferma perfetto nel rapporto qualità prezzo. Discreto e poco evidente sull'angolo della piazza di Sesto, è proprio come la luna: ha un volto nascosto che merita di essere scoperto, il suo ristorante.
18:58 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Ieri sera Marina ha preparato un semplice antipasto con mozzarella di Sesto, pomodorini e basilico.
Marina però non si è limitata a metterli in tavola, ha preparato un piatto ampio e li ha disposti con cura attenta e il risultato era elegantissimo.
La semplicità dei colori e del piatto mi hanno proprio colpito: a volte basta davvero poco per colpire occhi e palato.
14:52 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Pasqua è tradizione in Alto Adige portare in chiesa un cesto con salumi, uova, rafano e pane per la benedizione.
Il Geweitz, il cibo benedetto, viene poi consumato la domenica pomeriggio in casa con gli amici e quest'anno anche noi abbiamo partecipato alla tradizione grazie a Pippo e Kiki che ci hanno preparato un piatto di Gewitz dal loro cesto.
Un' ulteriore condivisione di amicizia e cibo.
01:37 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Alla festa per la cresima di Chiara diamo una mano a preparare il pranzo e Marina ha preparato un bel pignattone di gulasch che ha sobbollito tutto il giorno profumando di montagna tutta la casa.
Domattina ci andranno le ultime spezie e l'utima passata al fornello.
Intanto sulla stufa una bella padella di verdure inizia il lungo viaggio che le porterà a fare da contorno al couscous che Marina finirà di preparare domani.
Couscous e gulasch, un incontro di culture e di sapori ma anche in cucina gli incontri portano a belle scoperte.
02:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Gli amici di Viandanze avevano a chiesto a Marina se faceva da "catering" per il corso di teatro danza di questo weekend e lei, da grande artista, ha fatto la sua parte: pasta e fagioli da oscar per 22 persone.
Devo dire che la casa profuma di cottura lenta e di cotiche da un paio di giorni ma la pasta e fagioli è così, o è fatta con amore o non esiste. Ho amici (Francesco di Martile) che ancora ricordano quella memorabile che Marina fece per la cena con Giovanni Soldini, ospite di Cuccioli & Mukltimedialità.
Abbiamo anche messo a disposizione le nostre ciotole speciali, regalate da un grande amico come Pippo Pisa il giorno del nostro matrimonio a segnare la comuninza tra lui, siciliano e la pasta e fagioli come la facevano a casa mia.
Trasformato per l'occorrenza la nostro Doblò in un "pasta-car", in realtà abbiamo trasportato anche salame, gorgonzola, polenta, una pignatta di gulasch e quattro torte di fregolotti che erano assolutamente impeccabili.
Come a una mensa Marina serviva controllando dosi e reazioni, per la serie "la qualità si controlla sull'intera filiera del prodotto", e alla fine mi pare che tutti abbiano apprezzato e dei due pentoloni è rimasto ben poco.
In fondo , non ci vuole molto, come per le nostre prove di musica con Marco: una buona compagnia, voglia di fare e voglia di stare assieme e un buon pasto semplice e fatto con amore.
Devo aggiungere che per l'occasione Marina ha fatto preparare un bel pane pugliese dal nostro fornaio di fiducia, il "mitico" Gravina che è davvero un maestro e tra pasta e fagioli, olio d'oliva del Garda, pepe, pane profumato e Groppello fresco, i giovani teatranti hanno visto premiata la loro giornata di lavoro.
Alla fine si scopre "l'arma segreta" della pasta e fagioli, se guardate bene sopra il mestolo si vede ciò che ne rimane: un osso di prosciutto che nei due giorni di cottura ha restituito alla pasta, assieme alle cotiche, tutto il suo residuo di sapore.
00:11 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Prima si versa il Clam Chowder (zuppa di mare bianca con cozze, gamberetti, cappe sante, patate, pancetta, che Marina fa in modo superlativo) nelle pagnotte di pane siciliano appositamente preparate dal sig. Gravina, nostro fornaio di ficucia (che stasera ha superato sè stesso).
Poi si fa il bis con una razione più liquida così la mollica del pane si impregna ben bene di Clam Chowder e ogni cucchiaiata è zuppa e pane.
03:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Giulio aveva chiesto espressamente di avere per le vacanze di Natale un pranzo con il maialino al forno (si vede che le letture di Asterix da piccolo lo hanno condizionato! ) e che dire: quando si hanno figli con "sani principi" che non chiedono capi firmati ma delizie come questa, come dirgli di no?.
Con la complicità del nostro macellaio (lunga vita ad Alois Villgrater!) avevamo prenotato la specialità già da due settimane e ieri che lo ha portato già pronto, anche perchè noi non avremmo saputo dove cucinarlo.
Quindi un capodanno in anticipo perchè Giulio oggi scende a valle per poi fare festa con gli amici, ed è stata una bella serata, con un piatto imperiale e la nostra allegria. Ne avremo ancora per parecchi giorni perchè a parte la cotenna e le ossa più grosse, come si sa, del maiale non si butta nulla e poi la carne è tenerissima, senza grasso e con le spezie di Alois è impossibile resistere.
Visto che ancora non mi era riuscito di mangiare il maialino in Sardegna, concludo questo fantastico 2009 con un'altra "missione compituta".
13:59 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
PRIMA
La torta di rose è simbolica per la nostra festa in famiglia, durante tutta la preparazione la casa profuma di lievito e non bisogna farle "prendere freddo" che bloccherebbe la lievitazione.
Dopo ore di attesa è pronta per l'ultimo passaggio, il rotolo imburrato si taglia in rosette come il baco che si fa bozzolo in attesa di diventar farfalla.
DURANTE
Cresce grazie al lievito ma soprattutto grazie alle carezze di chi l'ha impastata che le ha ceduto gli ultimi enzimi che la rendono umana.
Le roselline ora si spingono l'un l'altra e non trovando spazio in orizzontale, sbocciano verso l'alto.
DOPO
Eccola pronta!
Dolce sovrano di cui mio padre ha tramandato a Marina la ricetta e che lei ha tramandato a Piero che la esegue con maestria prolungandone la storia ed il racconto degno consorte della "regina" Pavlova fatta di meringa e di cui Giulio è diventato l'alfiere.
Pane burro e zucchero che si fanno pandoro, luminosa come il grano che le darà la farina è una torta che mi ricorda i profumi della forneria di mio nonno e i loro spiriti sono sicuramente qui nell'aria a gustarne assieme a noi la generosa bontà.
Ci sono i nostri amici, anche quelli che non ci sono più, c'è Steve e tutti i nostri affetti in giro per il mondo per questo è circolare e frattale come un mandala per abbracciarli tutti.
EPILOGO
Effimera come lo siamo noi di fronte alla vita, la torta di rose non dura che un istante, ma è un istante che rimane a lungo nel palato e nel cuore.
Buon Natale a tutti.
21:30 nella Emozioni, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Oggi Marina teneva una lezione di dolci natalizi alle amiche e quando sono rientrato dopo un pomeriggio di musica da Marco c'era un tale profumo in casa che qualsiasi tentativo di resistere era impossibile.
Ovviamente è finita con una abbuffata di avanzi (si fa per dire) della cena con Lorenzo e Lucia e gran finale a biscotti.
23:34 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
19:01 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Una delizia per la colazione del mattino è l'uovo alla coque nel panino imburrato, la "ricetta" originale è dello zio di Marina, olandese, ma gli ingredienti sono internazionali.
Una rosetta a cui tagliare la parte alta per farne una sorta di tazza premendo la mollica contro i bordi, una generosa dose di burro da applicare tutto intorno, un uovo alla coque con il tuorlo ben morbido che quando viene versato provvede a far sciogliere il burro, sale e pepe.
Se poi il burro è quello di Sesto, il pane è uno dei semmilan di Happacher, e il pepe è quello multicolore della Bad Reichenhaller, allora la semplicità assurge a straordinarietà.
Un tocco di tecnologia: noi abbiamo i contenitori appositi per fare le uova alla coque nel microonde (appositi perchè altrimenti l'uovo "esplode") e in 40 secondi sono pronte, con l'ulteriore accorgimento di far cuocere l'albume da solo (30 secondi) e poi aggiungnere il tuorlo (10 secondi).
11:35 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Oggi avevo in programma un incontro con Luca Formentini che, come ho già avuto modo di raccontare, oltre che titolare dell'azienda agricola Capuzza, è un bravo musicista e quindi abbiamo parlato di cibo, di vini, di registrazione digitale, di musica arte e tecnologia e abbiamo sgrossato alcuni progetti a cui stiamo cercando di dar forma da qualche tempo.
Tutto piacevolissimo, ho imparato un sacco di cose come sempre, ma l'apoteosi è stato l'assaggio di un gorgonzola della Valsassina accompagnato dal passito della Capuzza, un vino delicato e profumato come le uve di tocai (il Campo del Soglio) da cui deriva e che si chiama "Lume".
Stasera ne ho portato a casa un pezzo e abbiamo festeggiato l'arrivo di Liddy, particolarmente golosa di gorgonzola, e Marina ha aggiunto i tocco finale:sul gorgonzola ha messo polvere di cacao amaro (servivano scagliette di cioccolato dark ma i figli avevano esaurito le nostre scorte) e il Lume ha dat prova della sua luce.
22:47 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
18:33 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Ogni anno organizziamo per Ferragosto una festa con tutti gli inquilini del condominio ed è sempre una bella occasione per conoscerci meglio oltre che per gustare qualcosa di speciale.
Sarà anche per questo ma le nostre assembleee di condominio sono sempre estremamente pacate e positive, qualcuno ha detto che sono anche divertenti.
In fondo basta poco.
13:03 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Marina ha un talento speciale per scovare anche negli scaffali di un normale supermercato, prodotti che meritano attenzione.
L'ultima scoperta sono queste fettuccune impastate con il pane croccante di segale che ha trovato qui al Despar di Holzer. Sono prodotte in un maso di Aldino, l'Eggerhof e si possono anche ordinare via web.
Condite solo con del burro fresco si sono rivelate saporitissime e squisite: 3,25 euro per un pranzo in quattro, un affare.
Ci sono anche quelle impastate con gli spinaci, le rape, il sanguinaccio: pian piano abbiamo deciso di provarle tutte.
Queste paste sono una delle ricette di Gasteiger, Bachmann e Wieser, tre chef sudtirolesi che hanno scritto anche diversi libri di cucina tirolese di qualità.
19:05 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il buchtel è un dolce tipico tirolese e Hans Peter, lo chef del rifugio Fondovalle, lo fa in modo superlativo.
Una specie di "multipandorini" (ne serve quattro assieme) caldi con ripieno di marmellata di albicocche su zabaione caldo e mirtilli.
Non ho fatto a tempo a fotografarli che già li avevamo finiti.
Vale la camminata solo per assaggiarli.
18:51 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Sveglia presto per la lunga preparazione delo spiedo per la cena con gli amici di Equiliber.
Il tema della serata è semplicemente il racconto di cosa stia facendo di importante ciascuno di noi.
Intanto gli uccellini, sapientemente avvolti nella pancetta, riposano in attesa della brace che sarà pronta alle quattro oggi pomeriggio per una lunga cottura di 5 ore.
13:31 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
18:17 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Nonno Piero ha cominciato ieri con la preparazione (detta spiedatura) a preparare il grande pranzo di oggi ed è un rito che ha un suo fascino.
I vari tipi di carne (è un segreto la sequenza come quella del DNA) vengono infilati sulle bacchette dello spiedo con le patate e la salvia.
Craig e Carol, i nostri ospiti americani, guardano affascinati.
E' un rito certamente pagano ma che ha in sè una storia millenaria di civiltà e di rispetto per il cibo.
Piero guida le operazioni con assoluta autorità dittatoriale perchè si sa, il risultato non viene dal caso ma dalla disciplina.
L'operazione è iniziata ieri mattina alle 9 e stamattina alle 7 Piero era già qui per la seconda fase, quella della cottura.
Un'ora per prapare il fuoco (guai a usare la carbonella e il legno è selezionato, nel suo caso legno di vite e di alloro ...) e alle 8 lo spiedo inizia la lentissima cottura di cinque ore con un incedere lento e metodico.
Finalmente ecco lo spiedo pronto e devo dire che siamo a livelli "spaziali" di qualità: perfetto di sapore, di cottura, di sale e di aromi.
Il solo dibattito riguarda l'assenza degli uccellini (indispensabili secondo me) difficili da trovare e proibiti dai Verdi.
Ovviamente Marina e Bettina competano l'apoeteosi con dolci da favola e Gianni ha portato vino friulano di qualità eccelsa e poi... la compagnia fa il resto.
17:14 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Con Alessandro sono tornato dopo qualche tempo da Alice il ristorante di Pula a cui ero affezionato.
Mi avevano detto che Sabi, il cuoco, non c'era più e avevo una ragione in più per provare: mangiato bene senza le eccellenze a cui mi ero abituato ma sorattutto un conto esagerato, 65 euro, una fregatura da queste parti, con una bottiglia di vermentino addebitata a 50 euro!
La piacevolezza della compagnia di Alessandro ha ampiamente compensato il malumore per il conto ma mi son detto che è proprio un peccato che Alice non sia più il posto che avevo conosciuto.
23:59 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Che al rifugio Fondovalle si mangi bene si sa, e l'ho più volte raccontato, ma che anche a mezzogiorno, tipico orario da sciatori di fondo dal panino veloce o mamme da cappuccino e strudel, ci fosse una cucina di alta qualità non me lo aspettavo proprio.
Il cuoco, anzi, lo chef, è Hans Peter, che si fa apprezzare per la sapienza con cui inserisce nel menu alcuni piatti tipici della cucina pusterese ma che non si trovano spesso: magnifici oggi i suoi pressknodel con crauti freschi e speck tagliato fine fine alla julienne.
L'apoteosi è stato il dolce: il buchtel con crema di vaniglia. L'ho mangiato spesso perchè è un dolce tipicamente austriaco, soffice come un pandoro e con la crema di vaniglia tiepida che lo completa ma questo di Hans Peter davvero li batte tutti.
Porzioni molto generose (uno in due è già una bella iniezione di energia) temperatura perfetta, lievitazione impeccabile, nessun sapore di lievito, un tocco di marmellata di albicocche per sorprendere e la foglia di menta a decorare il piatto.
Alla fine sono passato in cucina a complimentarmi con Hans Peter e per chidergli se la lievitazione così la ottiene preparandolo la sera prima, "No lo faccio fresco ogni mattina" la sua risposta. Prima o poi gli chiedo se ospita Marina per imparare perchè è davvero da accademia.
Scusate la foto, non sono riuscito a farla fino a che quasi non ce lo eravamo mangiato tutto...
21:27 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Marina è stata ieri alla Fiera dell'Artigianato alla ricerca di idee, cose, gusti e come Marco Polo che ritorna dal Catai ieri sera è tornata con un trolley pieno di delizie e sapori e con Achile e Margherita abbiamo festeggiato la fine dell'università di Piero con una cena strabiliante.
Biscotti ai fiori di lavanda, sale al profumo di rose, olive dolci a guarnire un confit de canard da gran palato e pomodorini essicati e rimessi in agrodolce.
La palma assoluta va indubbiamente a questi scialatielli al limone de La Paisanella, un pastificio di Pontecagnano (la ditta è Di Ni sas Via Amerigo Vespucci , 17 84098 Pontecagnano Faiano (SA) tel 089 383284 e mail paisanella@virgilio.it ) al quale dovete assolutamente scrivere o telefonare e farvi mandare una scatola di scialatielli (ma compererei al buio anche tutte le altre loro paste che non possono essere inferiori a questa) se volete farvi un bel regalo per Natale.
Ieri sera li abbiamo mangiati con solo una noce di burro fresco sciolata nella zuppiera appena scolati e stamattina ne ho ancora il sapore nel palato.
Marina torna in missione martedì, io invece vado a Roma e a Cagliari per conferenze e consulenze: è chiaro che è lei, tra noi due, che fa cose davvero importanti.
11:24 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Il riso e latte è il piatto speciale per i "maschi" di casa (Marina lo trova repellente) ma è il piatto tipico tirolese della mia infanzia che mia madre imparò a prepare a Sesto e quando c'è la giusta atmosfera lo preparo per noi tre.
Si parte a freddo con un litro di latte (meglio se non scremato) a cui si aggiunge un pizzico di di sale grosso, un quarto di quello che mettereste nell'acqua della pasta) e un bicchiere abbondante di riso per ciascun commensale.
Quando il latte bolle (occhio che fa la schiuma e facilmente esce dalla pentola) si abbassa la fiamma e si tiene mescolato come un risotto lasciando che tutto il latte venga assorbito e rimanga un "pastone" denso. Se all'assaggio il riso è ancora duraccino nonostante il latte sia tutto assorbito aggiungere latte caldo riscaldato a parte per continuare la cottura.
Fin qui la ricetta è simile al riso cotto nel latte che anche da queste parti si mangia ma è a fine cottura che c'è la "svolta" tirolese: si serve il riso nei piatti e si corsparge con un cucchiaio abbondante di zucchero (zucchero normale bianco a cristalli, non zucchero a velo) per ciascun piatto. Si amalgama lo zucchero velocemente (non bisogna che il riso si raffreddi) e poi si allarga il riso a coprire bene tutto il piatto, lasciando una superficie movimentata e non liscia. Si cosparge ancora la superficie con un mezzo cucchiaio di zucchero ben distribuito, un cucchiaio di cacao amaro, un pizzico di cannella. Nel frattempo si è fatto sciogliere un etto di burro in un padellino fino a che comincia a diventare scuro e bello bollente si versa su ciascun piatto a far cristallizzare il cacao e lo zucchero.
Il Milchreis è pronto e si accompagna con latte freddo di frigo.
Inutile dire che è un piatto unico, anche Pantagruel con un piatto si sentirebbe sazio.
21:57 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Che mia moglie Marina sia geniale, lo so da sempre eppure non finisce di stupirmi soprattutto per la sua capacità di dare concretezza a idee brillanti trasformando una "bella pensata" in realtà.
E' stato così con i corsi di alfabetizzazione per genitori, con il progetto "Ieri, oggi e domani", con "Le stonate", con gli incontri con le donne extracomunitarie, con lo spazio libri alla Festa de l'Unità, con la biblioteca di condominio a Sesto.
Ed è così anche con quest'idea di fare un corso di cucina per i ragazzi che si trovano a doversi fare da mangiare da soli, perchè vanno all'università o perchè si trovano spesso a casa da soli perchè i genitori lavorano.
I nostri figli vivono da soli adesso e sono entrambi autosufficienti dal punto di vista culinario, Piero è già un talento e addirittura riporta alla madre sugerimenti e npvità o si avventura su terreni impervi ma di grande soddisfazione come i dolci (sguardo di orgoglio da mamma orsa quando ha chiesto a Marina la ricetta per i biscotti e le casette natalzie...). Ma se è così per i nostri ragazzi non è altretanto per molti altri adolescenti che già si "intoppano" di fronte a un uovo al burro.
Incoraggiata da una nostra amica con due figli che ha fatto poi da passaparola ad altri, brochure di qualità, con tutte le regole sacre della comunicazione d'impresa, tempo due settimane e ieri sera c'è stata la prima "lezione" ed è stata un successo.
Cose apparentemente banali come affettare le cipolle o rompere le uova per fare una carbonara o schiacciare l'aglio per il soffritto sono in realtà conoscenze che restano per una vita e poi c'è anche da imparare a pulire il lavandino alla fine, a risistemare prima di preparare la tavola.
Marina non voleva che ne parlassi, un po' anche per scaramanzia, fino a che il progetto non fosse partito ma avendo assaggiato ieri sera, al rientro dalle prove d'orchestra, l'ultima porzione di pasta alla carbonara preparata dagli "allievi", devo dire che il test è ampiamente superato.
E trovo anche perfetto il menu/programma del corso, che non solo insegna delle "manualità" ma aiuta ad allargare i propri gusti e la sensibilità ai sapori.
L'effetto virale più divertente è che adesso sono i genitori che vogliono venire a fare un corso del genere e Marina ci sta pensando seriamente a come adeguare il menu lasciando inalterata la formula che è perfetta.
partendo dal fatto che lo fa di mercoledì quando io sono alle prove dell'orchestra e quindi non faccio l'impiccione e mi gusto gli assaggi al rientro.
18:21 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (6) | TrackBack (0)
Me lo ha detto il mio carissimo amico Paolo: vieni a Foligno, c'è "I primi d'Italia", la celebrazione della grandiosità dei primi piatti, dalla pasta al riso, alla polenta.
Peccato che queste settimane siano troppo indaffarose per poterci andare, ma forse è meglio evitare le tentazoni.
21:41 nella Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)



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