E' successo un'altra volta. Dopo tre giorni di lavoro intensissimo con il team (persone fantastiche che lavorano assieme per la prima volta e che dopo poche ore sono in sintonia) oggi dovevo arrivare alla conclusione per definire vision mission e promessa del CRS4, secondo il mio modo di lavorare, un passaggio indispensabile per poter procedere con le altre attività.
Quando inizio non so mai cosa accadrà, non so mai cosa ne uscirà, ma so che alla fine, grazie alla passione dei partecipanti, escono sempre cose straordinarie e sorprendenti.
Anche oggi è stato così: dopo tre ore di full immersion, nel rush finale, quando ormai anche il tempo per il pranzo stava sfumnado, a caccia di parole e di sintesi, ecco sbocciare l'idea fulminante.
Alla fine ci si guarda sorridendo: sì è lei, è quella giusta! L'avevi preparata prima, mi chiedono spesso, stentando a credere che invece il meglio nasce sempre dall'energia emotiva che si genera in un gruppo passionale e motivato.
Siamo così eccitati e contenti che ho chiamato in diretta Alberto de Martini, autore del libro che usiamo come traccia, per comunicargli il risultato e per condividere con lui l'ennesimo successo del modo di operare.
E' proprio una piccola magia che si ripete ogni volta.
23:29 nella Comunicazione, Emozioni, Imprese | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Carlo Boccadoro, nella sua lezione sulla musica contemporanea, aveva detto, citando un famoso musicista, che la diffierenza tra la musica classica e il jazz consiste nel fatto che un musicista classico ha una settimana di tempo per decidere se mettere in un certo punto un Re bemolle, mentre il jazzista deve prendere la medesima decisione in un secondo.
Oggi è stata una giornata densa di decisioni jazz, compresa l'assunzione al volo di una persona che già domani sarà nel team, con tutto ciò che significa in termini di costi, divisione degli incarichi, responsabilità, visto che Zanella mi ha detto "fai come ritieni più giusto".
E poi decisioni circa le attività da assegnare, gli spazi da recuperare, il nome del team, il budget, il nuovo logo, i colleghi da consultare.
Una sequenza di assoli, per riprendere la metafora citata da Carlo, e ogni volta a domandarmi se quel Re bemolle che ho messo qui e là, stava bene ed era la decisione giusta.
Il raffreddore mi ha svegliato e ci ritorno su: ripeto a mente il brano e il passaggio in Re bemolle.
Secondo me ci stava bene in tutti gli assoli di oggi.
03:48 nella Emozioni, Imprese | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Che gran giornata!
Una giornata con amici come Alberto, Giliola e Milena, Carlo e Simona venuti per la conferenza ma arrivati presto per mangiare assieme, chiacchierare, godere della reciproca simpatia.
E poi nel pomeriggio ascoltare musica con Carlo per preparare la sua conferenza e sotto i suoi consigli comperare brani e album su iTunes.
E poi una bellissima lezione di musica e di cultura con più di 50 persone all'auditorium e Carlo, fantastico, che li tiene lì per due ore, proponendo, commentando, ripetendo il suo mantra: aprite le orecchie, aprite la disponibilità al cambiamento, offritevi all'ascolto, stiamo parlando di una musica che non ha più etichette e schemi e che è talmente variegata che è impossibile non tovare qualcosa che ci faccia entrare in sintonia.
Impossibile andare a dormire presto in una sera così, e allora sciarratelli al limone, e bocconcini di pane con salame e gorgonzola cremoso reduce dalla polenta di oggi.
Tante belle chiacchiere, storie, che si intrecciano, orizzonti che si allargano.
Avere amici così, semplici, belli, sorridenti, generosi nell'offrirsi, aperti nell'ascolto è una vera ricchezza, un privilegio coccolarli nei saluti, un leggero dispiacere anche solo nel dire arrivederci. Una gioia pensare di incontrarci ancora domani.
Sono proprio ricco dell'abbraccio di persone stupende.
02:33 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Nella settimana che trascorro qui di ritorno da Pula, concentro in sette giorni quello che prima facevo più o meno nel doppio del tempo anche perchè non voglio rinunciare a nulla dato che sono tutte cose piacevoli o che mi interessano.
Oggi oltre alle interviste e alla lezione di violoncello e all'installazione del nuovo portatile sono stato a Cremona a filmare il violoncello Maggini originale (ma lo racconto a parte) e domani al MART a Rovereto per vedere la mostra su arte e teatro e sarà così per tutta settimana con la noia che proprio fugge inorridita.
00:03 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Una "vecchia" intervista a Terzani che è fonte di belle riflessioni
09:14 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Ci sono abituato dalle mie parti ma qui a Pula, alzarmi con una nevicata e poi, il tempo di una colazione, e appare il sole e poi di nuovo neve e ora c'è il sole.
E' vero che è il clima tipico di un'isola dove i venti passano veloci come nelle scene da film a fotogrammi rapidi ma mi prendo il tempo per guardare e pensare al "veloce scorrere del tempo".
Pini, montagne e nuvole passeggere.
10:32 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
08:32 nella Emozioni | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Sono passati quarant'anni (e forse anche qualcuno in più) dall'ultima volta che ho suonato musica rock in un locale con la gente che ha voglia di ballare: facile capire la mia soddisfazione dopo il concerto di stasera.
Gestore contento, gente contenta, noi felici. Alla fine, dopo il terzo bis abbiamo dovuto smettere perchè non avevamo altri brani provati e l'ultimo "Sweet Home Chicago" lo abbiamo suonato a orecchio ma è stato il finale perfetto: Ascolta il finale del concerto
Il progetto "sogni in Corso" è proprio un bel progetto.
01:21 nella Emozioni, Musica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Certo che arrivare qui a Pula e trovare già la scrivania a posto, telefono, computer e targhetta sulla porta mi ha dato il senso di un sincero benvenuto.
Ma soprattutto mi hanno fatto piacere gli abbracci e il calore con cui mi hanno accolto tutte le persone con cui avevo collaborato nel progetto precedente.
Il posto è speciale ma la gente che lo popola è fantastica.
Persino la Punto (con un aiutino alla batteria) si è rimessa in moto.
18:02 nella Emozioni | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Ieri mi è arrivato un pallet di legna per la stufa della cucina e la mia "anima crucca" è scattata: approfittando della giornata mite l'ho subito sistemata in file ordinate con attenzione alle estremità, intrecciando la direzione dei pezzi di legno.
Sistemarre un pezzo alla volta, senza fretta ma con continuità, ricercare ordine e simmetria gustando il profumo di resina e corteccia è un piacere semplice e intenso e intanto i pensieri scorrono e la fisicità dei gesti, la fatica che comunque si fa sentire, ti danno il senso della contemporanea presenza dei tuoi muscoli, delle tue riflessioni e della consapevolezza di entrambi.
Meditazione in movimento
10:52 nella Emozioni | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
No, non sono due sinfonie di Beethoven assieme ma la settimana che sta per iniziare è proprio una settimana molto densa di eventi.
Domani, lunedì, c'è Carlo Boccadoro al Cefriel che parla di musica e sarà l'occasione per riflettere con Alfonso e i suoi sull' innovazione, su cosa vuol dire "convincere" gli altri a fare le cose in modo diverso, sia che si tratti di suonare o che si tratti di come è organizzata un'azienda.
Martedì e mercoledì dedicati alla musica, lezioni, prove, riprese video.
Giovedì e venerdì a Pula per l'avvio di un nuovo progetto che spero proprio prenda forma.
Giovedì sera va in onda su Current Tv (Canale Sky 130) alle 23 (o alle 23.30 non mi è chiaro) la mia intervista sulla sicurezza informatica: qui c'è il promo e qui poi ci sarà la puntata sul web in differita.
22:26 nella Conferenze, Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Come in un percorso ipertestuale saltando da un concetto all'altro sono arrivato al Muss es sein?
Sono partito dalle riflessioni sulla musica contemporanea e poi durante un'intervista che ho fatto a Carlo Boccadoro per una rivista locale, lui citava la Grande Fuga di Beethoven come un esempio di musica contemporanea assolutamente rifiutata all'epoca e oggi considerata un capolavoro, anzi IL capolavoro di Beethoven prima della sua morte.
E dalla Grande Fuga e dai Quartetti di Beethoven (la sua ultima opera) sono tornato a rileggere quel passaggio "misterioso" citato da Milan Kundera nella Insostenibile leggerezza dell'essere: "Muss es sein?" "Es Muss sein!", "Deve essere?" "Si, deve essere".
Beethoven scrisse la domanda sotto i lenti accordi introduttivi dell'ultimo movimento del quartetto n.16 op. 135 e poi dopo poche battute, quando il tema diventa più veloce scrive la risposta "Es muss sein", "Si, deve essere" e dato che l'intero movimento lo ha chiamato "La decisione difficile", è come se per un momento (è l'ultima opera che scrive prima di morire) si domandasse il senso delle cose, il senso del suo essere musicista, il senso del dovere, il fatto di seguire un imperativo etico rispetto alle possibili alternative a cui risponde con decisione da eroe romantico. (qui un video con il IV movimento, audio non perfetto ma le immagini rendono bene i due momenti, il dubbio e la risposta. Qui un video con un audio migliore)
La musica ripete più volte tre note simili "Muss es sein?" con intensità e coloriture diverse ma poi subito risolve, "sì, così deve essere" e ha un fondo di allegria come ogni scelta consapevole.
Ho poi trovato un vecchio video di Leo Ferrè che scrisse una canzone proprio intitolata "Muss es sein? Es muss sein!" e un blog che ne da' il testo originale francese e la traduzione italiana (indispensabile per seguire le parole di Leo Ferré non sempre comprensibili nel filmato)
Per Ferré l' "Es Muss sein!" è lo sfociare della musica nelle strade, dice alla fine del brano:
"Noi...nelle strade la vogliamo la Musica
E ci verrà
E l'avremo la Musica
MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Così dev'essere? Così è!
...
La Musica...La Musica...
Dov'è oggi la Musica?
La Musica muore, Signora!
Credi davvero?
La Musica la trovi al Politecnico
Tra due equazioni, mia cara!
Con Boulez nel suo negozio
Ed un ministro all'occhiello
MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Nelle strade, la Musica!
Music? In the street!
Dans la rue la Musique!
Nous l'aurons!
BEETHOVEN STRASSE
MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
COSI' DEV'ESSERE? COSI' E'!
Che cos'è la musica? Si chiede Ferré in un altro video mentre dirige un'orchestra:
E' il dito di Dio sul cuore degli uomini.
Che definizione favolosa!
E la domanda Muss es sein? mi gira in testa spesso, come tanti mi chiedo "Ne vale la pena?"
Senti la fatica ed eccola lì la domanda, guardi la strada che ancora ti manca, assaggi l'incomprensione o peggio l'ingratitudine e ti chiedi se davvero valeva la pena di metterci tanta dedizione.
La Sardegna? La Scuola di musica? Il violoncello? Marina? I figli? Il Clusit? Gli amici? Il blog? Lo studio? Mia mamma?
Beethoven se lo chiede 11 volte, tante sono le ripetizioni delle tre note, ma il passaggio al "Es muss sein" è immediato, come un gesto deciso di chi si alza in piedi e decide di agire.
Anch'io in fondo quando mi siedo mi faccio domande che risolvo appena mi rialzo, ben sapendo che non è una risposta definitiva, ma è la sola possibile per chi ha avuto il coraggio onestamente di interrogarsi.
Una risposta che spesso arriva da fuori, a chi sa ascoltare, a chi sa leggere negli occhi delle persone che ci sono attorno e che spesso non sanno di darti la risposta. Proprio oggi mi facevo domande circa la ripresa del mio impegno a Pula, "Muss es sein?" e poi una chat con Leo nel pomeriggio e stasera, straordinaria coincidenza, con Annalisa , le persone che avevo nel mio team e ieri gli auguri di Enrico Mulas. Casualità? Forse. Ma per me è un "Es muss sein!" non intriso di dovere militaresco di garibaldina obbedienza, è il senso di qualcosa che è giusto che accada e di cui tu sei in parte artefice, per cui quando tocca a te ti alzi e fai il tuo assolo.
La musica di Beethoven lo racconta meglio di tutte le mie parole e quella frase di Leo Ferré, "il dito di Dio che ti tocca", il contatto tra te e il mistero, che ti fa sapere che non sei inutilmente al mondo anche se non ne conosci tutti i perchè, mi pare l' immagine che esemplifica il tutto: un tocco reale, ben diverso dall'immagine della creazione della Cappella Sistina in cui c'è un "quasi" contatto che sancisce una differenza, un flusso che la musica rende percepibile quando la ragione non lo spiega.
Siamo parte dello stesso cosmo e delle stesse montagne, danziamo la stessa danza di Shiva, e quando il cuore sente ciò che è giusto e ciò che non lo è non c'è da stupirsi, è perchè siamo esposti alla verità e naturalmente liberi di non accettarla, di scegliere un'altra strada, ma non di negarla.
"Muss es sein?" "Es muss sein!"
00:22 nella Emozioni, Musica | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Prato Piazza è un altipiano stupendo sopra il lago di Braies e oggi ci siamo andati con i nostri amici Alberto e Veronica.
Una comoda salita con la navetta e poi una bella camminata in questo spazio di silenzio e piste da fondo, un vero Piccolo Tibet.
E' sorprendente come le forme tondeggianti della neve e la delicatezza dei colori, ti addolciscano anche l'animo.
17:37 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Oggi fa proprio freddino, -13 stasera e per tutto il giorno cielo coperto.
Ne ho approfittato per accorciare la lista delle cose che dovevo fare e stasera minestrone di verdura.
In fondo tutto ha un suo fascino._
18:56 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Un inizio d'anno come si deve:
Caffé e buon libro (Altai di Luther Blisset, già divorate 130 pagine)
Bagno di fieno al wellness center di Patzenfeld con nuotata in piscina e camminata nell'acqua gelida per massaggino ai piedi ed escusione nella neve con massaggio gelido alle gambe
Spuntino con il foie gras di Marina
Messa solenne di Mozart con il coro di Sesto
Fratello in visita con baci e abbracci e la sua nuova chitarra da provare: un paio di De André con chitarra e violoncello che meriterebbero un po' di esercizio
Rosticciata preparata da Piero
Ancora mail di baci e auguri agli amici
A letto per un altro tuffo nel libro
22:33 nella Emozioni | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Mi ha fatto notare Steve che quella nel cielo di stanotte è una "Blue Moon", una luna particolare che accade di rado: una luna piena che torna due volte nello stesso mese.
Io ricordavo la canzone Blue Moon ma sul suo suggeriemento mi sono andato a leggerne su Wikipedia il significato e l'intrigante complessità di cui è frutto e che accade ogni 2 anni e mezzo e ogni 19 anni in dicembre e per noi anche con una parziale eclissi.
E poi: inizio anno, inizio decade, e "Blue Moon", un sacco di buoni auspici per un capodanno speciale.
Io, per ora mi tengo negli occhi e nel cuore quella luce straordinaria che la luna piena ieri notte irradiava sulla val Fiscalina e che la macchina fotografca dell'iPhone ha registrato appena. Una luce intensa, che esaltava le cime e gli alberi dando loro una proprozione e una presenza che non avevo mai visto ma che ci permetteva di guardarci in faccia mentre camminavamo, ci permetteva di percepire noi stessi, gli amici con cui eravamo, simbolo di tutti i nostri amici nel mondo, la natura intorno a noi così assoluta, come tutte parte di un unica unione.
Una delle tradizioni vuole che la Luna Blu parli alle persone che entrano nel suo raggio e ieri sera ho l'impressione che sia stato proprio così.
09:20 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
E' bello sfogliare un anno di blog e rivivere per un momento i tanti momenti significativi di questo 2009.
E' stato un anno con eventi molto speciali: i 50 anni di Marina, la laurea di Piero, l'impegno in Sardegna, il cambio di università per Giulio.
E' stato un anno con tanti incontri e scoperte di persone davvero speciali ed è stato un anno in cui ho dato e ricevuto molto dalla musica.
Un anno professionalmente molto ricco di spunti e con riscontri lusinghieri ma anche con molto tempo per pensare e studiare.
Un anno ricco di affetto e di gioia con tanti progetti ancora aperti e quindi tutto proteso verso il 2010 che inizia fra cinque ore.
Buon anno a tutti voi, che c'eravate in questo 2009.
19:05 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
PRIMA
La torta di rose è simbolica per la nostra festa in famiglia, durante tutta la preparazione la casa profuma di lievito e non bisogna farle "prendere freddo" che bloccherebbe la lievitazione.
Dopo ore di attesa è pronta per l'ultimo passaggio, il rotolo imburrato si taglia in rosette come il baco che si fa bozzolo in attesa di diventar farfalla.
DURANTE
Cresce grazie al lievito ma soprattutto grazie alle carezze di chi l'ha impastata che le ha ceduto gli ultimi enzimi che la rendono umana.
Le roselline ora si spingono l'un l'altra e non trovando spazio in orizzontale, sbocciano verso l'alto.
DOPO
Eccola pronta!
Dolce sovrano di cui mio padre ha tramandato a Marina la ricetta e che lei ha tramandato a Piero che la esegue con maestria prolungandone la storia ed il racconto degno consorte della "regina" Pavlova fatta di meringa e di cui Giulio è diventato l'alfiere.
Pane burro e zucchero che si fanno pandoro, luminosa come il grano che le darà la farina è una torta che mi ricorda i profumi della forneria di mio nonno e i loro spiriti sono sicuramente qui nell'aria a gustarne assieme a noi la generosa bontà.
Ci sono i nostri amici, anche quelli che non ci sono più, c'è Steve e tutti i nostri affetti in giro per il mondo per questo è circolare e frattale come un mandala per abbracciarli tutti.
EPILOGO
Effimera come lo siamo noi di fronte alla vita, la torta di rose non dura che un istante, ma è un istante che rimane a lungo nel palato e nel cuore.
Buon Natale a tutti.
21:30 nella Emozioni, Mangiare&Bere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Le quattro candele, accese in sequenza nelle quattro domeniche che precedono il Natale sono ora tutte accese.
Il Natale è festa della rinascita, della nuova vita marcata dallo spartiacque del solstizio d'inverno e quindi festa dell'ottimismo e della speranza.
Noi la celebriamo con la colonna sonora di Marina che prepara il nostro dolce preferito canticchiando.
17:07 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Da qualche ora la pioggia si è trasformata in neve che cade a larghe falde e Sesto riprende in fretta l'abito che le spetta per Natale.
Tutto è ora pronto per la serata con la torta di roselline che profuma la cucina, al centro tavola le quattro candele accese della corona dell'avvento e un po' di musica in sottofondo (Rossini, sonate per archi).
Ora si che la riconosco la mia Sesto.
16:52 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Oggi pomeriggio sono stato all'Abbazia di Maguzzano dove c'era un evento particolare con il coro di Santa Maria Maddalena che eseguiva canti natalizi molto raffinati, Suor Grazia, una raffinata bibbiologa (si dice così?) che commentava passi delle sacre scritture relative al Natale e Micaela che recitava il momento della nascita di Gesù nel racconto di Erri De Luca.
Giulio curava le luci e io gli ho fatto da assistente, poi ne ho approfittato per riprendere tutto l'evento in HD e riguardandolo ora confermo l'impressione avuta sul momento: Micaela ha recitato in modo impeccabile e quel testo è di una bellezza straordinaria, così pieno di umanità racconta in una nascita tutte le nascite.
Brava Micaela, davvero emozionante.
22:36 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Certo che Santa Lucia conosce i miei desideri!
Mi servivano proprio due convertitori di linea per togliere il rumore di fondo dagli amplificatori quando entro nel mixer o nella scheda audio per registrare.
Sapeva anche che volevo l'ultimo disco di Sting con quelle sue atmosfere meditative e quella sapiente riscoperta della musica antica e quei suoni semplici e profondi.
Ha persino trovato la nuova incisione della Five Bridges Suite dei Nice, un capolavoro di Keith Emerson e soci, che ritrova il suo splendore nella edizione anche con alcune tracce che sul vinile non c'erano.
Ma poi Santa Lucia mi ha anche portato una corda metrica che mimancava tra gli attrezzi, un divertente set da golf da WC (grazie Al!) e un minipresepio a forma di chitarra (grazie Mara!) e tanti Lindor rossi che mi piacciono un sacco.
10:26 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
E' arrivata! Puntuale come ogni anno Santa Lucia passa nelle case e lascia doni e dolciumi ai bambini.
Caramelle e frutta secca fanno bella scena sulla tavole e ci sono anche bibite che non sempre si permettono ai bambini o che loro amano particolarmente.
Sì c'è un velo di trasgressione in Santa Lucia, oggi tutti i regimi alimentari sono sospesi (come le guerre durante le Olimpiadi) e anche le regole domestiche vengono sovvertite e si può giocare fino allo sfinimento.
Santa Lucia porta anche cose utili, biancheria, quella camicia che serviva, il libro che avevamo detto ad alta voce che avremmo desiderato e altre cose che si sarebbero dovute acquistare ma che si "chiede" a Santa Lucia di portarle perchè rendano il tavolo più sfavillante, trasformando un evento "normale" in uno speciale e restituendo importanza al ricordo di quando un nuovo paio di calze o le arance o le arachidi erano un lusso.
E' insomma una festa del donare, che insegna che è una gioia non meno grande di quella del ricevere e Santa Lucia a casa nostra si ricorda sempre anche degli adulti perchè rimangono bambini nel cuore.
07:55 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Riguardo il filmato del concerto di stasera e noto che gli errori miei sono ben nascosti dalla bravura dei due bravissimi professionisti con cui suono e comunque sento che anche io ho migliorato parecchio sia il suono che la disinvoltura nell'affrontare le partiture.
Lezione: a suonare (studiare, lavorare...) con quelli più bravi di te è sempre un grande vantaggio.
Commentando con Milena la nostra performance, mi diceva che anche a lei, che è una professionista e suona da sempre, l'emozione asciuga la gola, teme di dimenticare i passaggi, le vengono dubbi sui ritornelli... proprio come a me.
Lezione: l'emozione non è una esclusiva dei principianti, tutti si emozionano ed è proprio l'emozione che ci mette in relazione con chi ci ascolta.
Nel filmato si vede bene che è Alberto la nostra colonna portante, la sua precisione, la sua sicurezza è simile a quella di una guida alpina che ti accompagna lungo un sentiero di montagna, se tu scivoli lui è lì a ridarti il passo.
Lezione: in ogni squadra occorre il "regista", la bandiera a cui guardare quando la situazione si fa confusa e a rassicurare basta un nulla, uno sguardo, un movimento del corpo. La fiducia si trasmette come un raggio.
A fine concerto tra gli amici c'era Giancarlo che già era venuto ad ascoltare la serata su Bach e la complessità e appena siamo rimasti a tu per tu mi ha dato in regalo una versione delle suite di Bach eseguite da Maurice Gendron che non avevo e che ascolterò molto volentieri.
Lezione: C'è gente fantastica là fuori! Se tu dai quanto di meglio hai, ricevi di ritorno sempre molto di più di quello che hai donato.
00:03 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
C'è grande fermento in queste ore in casa... stasera arriva Santa Lucia che porta i doni ai bambini buoni e noi da sempre celebriamo questa festa di doni, di dolciumi, di levatacce per vedere cosa ha portato.
Anche se i "bambini" ormai sono cresciuti, per nulla al mondo si rinuncia alla festa, ai suoi riti, ai suoi segreti, al dedicarsi gli uni agli altri per esaudire desideri e capricci e per sorprendere e stupire e comunque per dirci il grande affetto che ci lega.
Quindi stasera a letto presto!
22:10 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Dimentico in fretta l' "incidente" al violoncello perchè ripenso alle molte cose semplici e piacevoli a cui mi sono dedicato ieri: l'albero di Natale all'ingresso del condominio, i rami di mugo al balcone con le lucine, la pulitura della neve dal lucernaio, il presepe.
Non ci vuole molto a non far prevalere le arrabbiature, sono sicuro che sempre il bilancio di una giornata a più cose piacevoli da ricordare che non episodi antipatici: i secondi, perchè spesso più emotivamente intensi delle prime, tendono ad avere il sopravvento e a marcarci la giornata e ripensare a quanto di buono e bello ci è capitato richiede invece un briciolo di sforzo in più.
Però ne vale la pena.
13:57 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Piero ha cominciato a lavorare stamattina e sono molto contento per lui, non sempre appena terminata l'università trovi l'occasione di un lavoro, anche se ancora "precario", per cui hai studiato per cinque anni e lui sta facendo invece un lavoro perfettamente in linea con la sua competenza e lo vedo contento e determinato.
Comincia per lui una nuova fase fatta per ora di treni, di riunioni, di clienti, di relazioni da scrivere e ho come l'impressione di "aver già visto il film" e ricordo come fosse anche per me piena di entusiasmo e di responsabilità del "fare".
Ascolto i suoi racconti e cerco di dare qualche suggerimento sapendo che le occasioni si intrecciano imprevedibili e sono quelle che determinano poi i passaggi decisivi.
Per ora mi rallegro dei suoi successi come dei racconti che Giulio mi fa delle sue lezioni di chimica, piccole "normalità" quotidiane che mi portano squarci di futuro.
00:54 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Piero mi ha fatto conoscere un sito divertentissimo, in cui sono raccolte frasi proposte dagli utenti dell'omonimo gruppo su Friendfeed: www.storpionimi.it
Abbiamo riso fino alle lacrime con alcune (ma non vi voglio rovinare il piacere) come:
Marco Nervo Bielli: Fatti non foste a viver come Drupi
Michele Perone: Stampante multifinzione (che non fa niente di quello per cui l’hai acquistata)
Roberto ChibbaroIl conte Ejacula (film hard con un vampiro che ha problemi di eiaculazione precoce)
Stefano Pederzini A Nazareth avevano aperto un piccolo villaggio turistico. Dopo tre giorni era resort.
Adesso ascolto Marina di là in salotto che ride come una matta: Storpionimi è contagioso!
00:27 nella Emozioni, Weblog | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
10:33 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Grazie a Elena riascolto questo famoso discorso che Steve Jobs fece agli studenti dell'Università di Stanford nel 2005: una folla, praticamente uno stadio.
Nella seconda parte (merita anche la prima parte, ma questa va dritta al cuore) Jobs parla di cosa conta davvero e lo fa da par suo invitando i giovani ad essere "affamati" di cambiamento e ad essere "folli".
00:42 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Che aggettivi usare per descrivere due artisti che tengono cento persone incantate per tre ore senza interruzione e senza un'attimo di caduta di tensione emotiva?
E' da stamattina che ci penso e devo ricorrere a due parole : semplicemente (perchè la scena è scarna, la musica è diretta, la storia è immediata) splendidi (perchè Carlo al pianoforte fa scintillare la musica e Moni è un affabulatore che rapisce e quando canta ti trasporta lontano).
Lo spettacolo di ieri sera al Teatro Libero (già quel luogo incredibile faceva suggesione, un teatro al quarto piano di una palazzina di via Savona, con cento posti rubati a un capannoncino che sembra portato lì da un tornado ) è uno di quelli che resta nel cuore, per la bellezza dell'insieme e per la forza del racconto.
Peccato che ci siano così pochi posti o repliche a disposizione, a fronte di 300 disponibili complessivamente nelle tre serate, mi diceva Carlo, hanno avuto 1500 richieste: ci avrei mandato certamente i miei figli e gli amici più cari.
Per chi lo potesse andarlo a vedere nelle date a Roma o in Piemonte, la raccomandazione è forte, non perdetevelo, io tornerei a vederlo stasera stessa perchè oltretutto ogni sera non è mai lo stesso perchè i due amici, recitano "a soggetto" secondo un canovaccio che si dispiega a seconda del loro sentire e del pubblico che li ascolta.
Mezzo secolo di storia dell'Unione Sovietica, dalla rivoluzione al dissolvimento, narrati con poesia e drammaticità con il filo conduttore dell'ironia, con momenti di grande passione e intelligenza che non lasciano spazio a luoghi comuni o ammiccamenti ma che invitano sempre a riflettere su cos'è accaduto in realtà e come sia possibile che milioni e milioni di persone siano morte e se siano morte inutilmente.
Sulla via del ritorno Marina diceva "Pagherei di tasca mia per farli venire a Desenzano in uno spettacolo per le scuole, perchè la storia riacquisti un senso." e ha ragione, la storia e il racconto marciano assieme, finché ci saranno voci narranti e musiche che l'accompagnano, l'intelligenza non verrà messa a tacere.
11:49 nella Emozioni, Musica, Storia | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Leggo della storia (vera? presunta? montata?) dei carabinieri che avrebbero ricattato il presidente della regione Lazio e mi domando come sia possibile che dei Carabinieri facciano una cosa simile.
Capisco (senza ovviamente condividerlo) il fatto che De Lorenzo a suo tempo avesse ordito un colpo di stato: alto tradimento certo ma ancora dentro una possibile interpretazione di volontà di difendere un modello di società per la quale ci si sente responsabili.
Ma qui siamo a livello di rubagalline con l'aggravante del ricatto e l'aggravante ulteriore di colpire un pezzo di una istituzione.
Essendo figlio di un maresciallo dei carabinieri, avendo vissuto la mia infanzia in caserme, ci sono alcuni valori che l'arma rappresentava che mi sembrano importanti baluardi del vivere sociale e se ad infrangerli sono gli uomini stessi che dovrebbero invece tutelarli, beh... mi girano i santissimi!
02:16 nella Emozioni, Politica | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Guardo l'orologio in cima a questo post notturno (devo smaltire l'adrenalina della bella serata a suonare)e mi dico che in fondo le 2.15 sono le una e un quarto. In realtà il cambio dell'ora con il ritorno all'ora solare non mi piace: non mi piacciono le sere in cui fa buio presto, mi sembra di vivere meno a lungo.
Mi sforzo di apprezzare il fatto che l'ora solare sia quella naturale e che, in fondo il nostro corpo è su quella che regola la sua dinamica, mi sforzo di apprezzare l'invito a non correre ma a rallentare, ad apprezzare la casa, la cena, che mi gusto comunque ma che prendono d'ora in poi un'atmosfera ancora più intima.
Bah, sono proprio pensieri buttati lì, senza capo nè coda ma comunque mi spiace andare a letto, anche se adesso ho proprio sonno, e di lasciare la luce dell'ora legale senza salutarla alla fine del suo impegno. Grazie comunque ora legale, hai fatto un bel lavoro in questi mesi, ci rivediamo in primavera.
02:08 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Sono stato con marina al cimitero oggi per visitare le tombe dei nostri cari ed è sempre un'esperienza piena di significato per me.
Mi sento vicino alle persone che non ci sono più fisicamente, alcune delle quali mi mancano ancora tanto, guardo i volti delle persone morte di recente e aggiorno il mio "database sociale", confronto la mia età con la loro.
Oggi era anche una bella giornata, luminosa e per nulla fredda e non ho percepito morte e dolore ma comunanza e continuità. Secondo me Foscolo aveva ragione.
02:43 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ecco i trenta secondi di grande soddisfazione:
21:27 nella Emozioni | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
14:47 nella Emozioni | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)
In attesa del concerto ripensavo alla stranezza inspiegabile di quegli accadimenti che qualcuno chiama "coincidenze": è una coincidenza che l'altro giorno abbia preso quel libro sulla musica del '900 mentre ne stavo cercando un'altro? E' una coincidenza che ne abbia letto le prime duecento pagine, proprio quelle in cui si parla della musica ai tempi di Weimar e del rapporto tra il jazz e la musica "classica" nei primi decenni del secolo scorso?
E' una coincidenza la chiacchierata con Carlo Boccadoro, il suo invito al suo concerto?
Io non lo so ma preferisco credere che sia un sottile mistero, inspiegabile e per questo ancora più affascinante.
20:23 nella Emozioni | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
E' bello svegliarsi il sabato mattina e mentre arriva dalla cucina il profumo del caffè leggere sul blog di Elena il suo haiku e la sua semplice e chiarissima spiegazione di cosa siano questi piccoli camei di poesia.
C'è una grande pace in quelle parole, me le gusto mentre la tazza del caffè mi riscalda le mani e ascolto il respiro regolare di Marina che ancora dorme.
07:11 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Avevo letto su Wired una notiziola che mi aveva sorpreso positivamente:
SCUOLA PRIMARIA / 350 LAPTOP XO IN SEI ISTITUTI / PROGETTO OLPC
XO, il computer di Nicholas Negroponte pensato per le scuole dei paesi in via di sviluppo, è finito anche in due classi della primaria di Desenzano del Garda (Bs).
Non se ne sa nulla in paese, ma dalle nostre parti è normale.
Leggo ieri su Facebook una notizia che ha pubblicato Margherita:
Sconcertata dalla scuola elementare di Desenzano : compito a casa ..... traduzione di alcune frasi dall' italiano al dialetto bresciano!
La scuola è la stessa e mi domando se per fare questa aberrazione hanno usato i computer di cui tanto si gloria nella foto su Wired l'assessore provinciale all'innovazione Corrado Ghirardelli, che è andato a Boston come si legge poco più avanti, mica a Piffione dove ferrano le oche con il martellino di paglia (scusate una citazione solo per i bresciani).
Mi domando dove sono i genitori se non si indignano, se non scrivono al direttore chiedendo conto, se il direttore non chiama e chiede conto di quale illuminato progetto didattico ci sia dietro la scelta.
Mi chiedo se l'insegnante abbia dato opportune spiegazioni anche di fonetica (altrimenti poi si sbagliano i cartelli stradali come a Montonale e a Grole) e se abbia introdotto le differenze tra il dialetto di Desenzano, quello di Padenghe e quello di Pozzolengo o quelli di Montichiari e di Bagnolo o di Ospitaletto.
Immagino la giustificazione didattica del "recupero delle tradizioni e delle culture" e l'immancabile appello alla "libertà d'insegnamento" ma il computer voluto da Negroponte e per cui Liddy lavora in Cambogia ha poco a che fare con il dialetto bresciano e le due notizie fanno a pugni, vanno in direzioni diametralmente opposte: una nel mondo e l'altra sulla rocca di Lonato.
Nella "Carta dei diritti dei bambini in internet" tanti anni fa scrivemmo con Scaparro che "I bambini hanno diritto di avere attorno a sè adulti responsabili", insegnanti responsabili, genitori responsabili, amministratori responsabili, che si prendano cura del loro futuro che li preparino a un mondo in cui dovranno incontrare e dialogare.
Adulti responsabili che facciano sentire la loro voce quando si passa dal cartello "Desensà" ai compiti in dialetto perchè se la prima è una cretinata e uno spreco di denaro pubblico, la seconda è una sottile manipolazione dei bambini e questo non è tollerabile in nessun caso.
M'entende de dì, a capìila.
10:11 nella Emozioni, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Non voglio leggere di Lodo Alfano, aspetto la sentenza fiducioso.
Non voglio sapere dell'audience di Santoro o delle esternazioni di Di Pietro preferisco studiare il discorso che fa Tan Dun, il direttore della YouTube Symphony Orchestra, e guardare l'esecuzione alla Carnegie Hall (come accidenti fanno a fare video di questa qualità su YouTube?!!) con le presentazioni video e cercare di capire cosa significa in termini di evoluzione della cultura musicale.
Già i titoli dei commenti alla sentenza Mondadori bastano a guastarmi l'umore e devo saltare subito alla pagina di mobius e di audiomulch per mettere subito all'opera le riflessioni fatte con Luca Formentini sui nuovi orizzonti del suono.
Guardo con Liddy il video di Evelyn Glennie e riflettiamo sul significato delle sue parole e lei prende appunti e dice che alla conferenza in Corea la prossima settimana userà quello spunto su ascolto e apprendimento.
Ci sono periodi in cui proprio non voglio leggere, voglio fare, imparare, scoprire, sperimentare, combattere la meschinità che leggo con l'ottimismo di un'alternativa.
Devo avere sensori particolari perchè più si innalza lo squallore del potere e più mi elettrizzano le altre attività e non riesco a star fermo e anzi faccio tre o quattro cose in simultanea come se volessi impedire alla mia attenzione di cadere anche solo per una frazione di secondo sulle nefandezze che non meriterebbero nemmeno di apparire sulle prime pagine dei giornali.
E poi ho ancora 6 CD da ascoltare dalla fiera di Cremona e spartiti da guardare e brani da provare e trascrivere e una stagione bellissima che si sta affacciando con i colori più belli dell'anno.
22:34 nella Emozioni, Musica, Politica | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
In questi giorni cerco di dedicare tutto il tempo libero dalla musica a Liddy: è un tale privilegio averla qui per qualche giorno, parlare di apprendimento, di innovazione, di cosa si può fare per intraprendere nuove strade.
Ieri abbiamo passeggiato per quasi quattro ore nelle vie più belle di Verona, quelle oltre piazza delle Erbe e io le ho chiesto suggerimenti per le attività in Sardegna che sono a un punto critico e lei mi ha raccontato dei nuovi possibili progetti a cui vorrebbe dedicarsi.
Alla fine le gambe risentivano della camminata ma avevo talmente tante idee in testa...
22:06 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Mi piacciono le geometrie involontarie che si creano nei panorami attorno a noi: linee che demarcano mondi inseparabili o staccionate costruite per dividere un campo dall'altro ma che allo sguardo separano cielo e terra.
A volte sono poligoni immisurabili che si creano con un secchio e una scopa messi apparentemente a caso ma che l'ordine cosmico mette dove debbono stare, a volte sono solo colori che si accostano e che dal contrasto o dall'armonia disegnano mondi nuovi ai miei occhi.
Avrei voluto avere con me la Nikon per fare decine di foto a quella staccionata, cogliere le rughe del legno in confronto all'azzurro liscio del cielo, fotografarla a cavalcioni per evidenziare il suo inutile scopo, trovare un punto in cui poterla mettere a fianco di un'immagine della grande muraglia e mostrare che ogni popolo costruisce muri con i materiali che ha, qui le assi di abete e la le pietre squadrate e i mattoni.
Ed è quando si costruiscono muri che si scopre quanto siano poco durevoli nel tempo, statue all'inutilità che nella geometria casuale riacquistano uno scopo più nobile, quello di deliziare lo sguardo e le riflessioni.
Anche quando stridono restituiscono armonia.
01:29 nella Emozioni, Immagini | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Qui e là i cespugli di mirtillo cominciano a rosseggiare, in alcuni punti la macchia rossa è ormai grande quanto quella verde.
Sono i primi annunci dell'autunno imminente, un manifesto all'armonia dei colori che passano ai toni più caldi forse per contrappeso al freddo che aumenta nell'aria.
Dovunque le tinte si attenuano ma questo non fa che esaltare l'intesità di fiori qui e là che, come cicale vegetali continuano a cantare l'estate sgargiante.01:15 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il sentiero che porta al Sillianer Hutte corre proprio sulla linea di confine tra Italia e Austria: volendo (e con i ragazzi lo abbiamo fatto spesso) si cammina con un piede in Austria e uno in Italia.
Guardo i cippi che segnano quella linea che vediamo sugli atlanti e che indica con precisione dove finisce la Ö (Ostereich) e dove comincia la I.
Penso alle migliaia di morti per sostare quel trattino in qui e in là di qualche millimetro: una stupidità quando guardo le montagne qui intorno che non appartengono a nessuno perchè la loro vista appartiene a tutti.
Penso al nuovo mondo che si crea con la comunicazione e la conoscenza reciproca e in cui i confini sbiadiscono come l'inchiostro di questi cippi. Certo restano le lingue e le culture ma nessuno le imprigiona in lienee tratteggiate e soprattutto non si spostano se non con i genocidii o con carneficine immonde.
Sul sentiero, un pellegrinaggio che ad ogni istante calpesta i confini e nel farlo li nega, ci sono soprattutto austriaci e tedeschi ma anche italiani e inglesi, gente che ormai quella guerra non la ricorda se non dai libri di scuola o dalle foto al museo di Sesto: si sono sparati per due anni senza spostare la linea vinti dalla forza delle Dolomiti e dell'inverno.
Dalla fine guerra, a giudicare dalla data sul cippo, ci sono voluti altri due anni di patti e accordi per decidere dove piazzare il trattino.
Sulla cima di Mont'Elmo c'è ancora la casermetta della guardia di finanza che per anni ha controllato che non si facesse contrabbando tra i paesi e che l'unificazione europea ha reso inutile. Ora è deserta da quando l'unificazione europea l'ha resa inutile eresta come monumento che ricorda ai giovani come si viveva quando si era divisi.
I cippi ora non segnano un confine ma il suo superamento.
01:10 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)



Ultimi commenti