18:29 nella Emozioni | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
L'altro ieri è morto Bruno Bonzi, il nonno di Irene.
Di lui ho un ricordo molto speciale che me lo rende particolarmente caro:
si stava costruendo la copertura per il palco degli spettacoli alla Festa de l'Unità in Castello a Desenzano e lui dirigeva i lavori essendo un bravo impresario edile. Quando fu il momento di fissare il punto in cui i diversi tubi da ponteggio si intrecciavano al culmine mi disse "Ciapa 'na ciaf del vintidù e va su" (prendi una chiave del 22 e vai su). Sarei morto di spavento: salire a 15 metri di altezza, strisciare lungo un tubo innocenti con una chiave inglese in tasca per andare a fissare un maledetto bullone.
Sotto di me il Bruno e gli altri muratori che mi incitavano e sbeffeggiavano lo studentello (avrò avuto 21 o 22 anni) e pian piano sono arrivato a quel punto cruciale e ho stretto il bullone.
Alla fine, quando sono sceso, ero stato adottato, avevo passato il mio "rito di iniziazione" e avevo imparato a vincere una nuova paura di "non farcela".
Non me lo sono mai dimenticato e tutte le volte che devo superare un qualche ostacolo mi rivedo con le braghe corte, una chiave del 22 in tasca su quel palo che stringo il bullone e sotto il Bruno con i suoi occhi azzurri e luminosi che mi guarda e sorride.
18:26 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Marina mi ha fatto vedere questo video e c'è tanta saggezza in quelle parole e un bellissimo concetto di maternità (o paternità) universale in cui mi ritrovo.
Dato che fa esplicito riferimento all'età di Marina mi convinco ancora una volta di più (sempre che sia possibile) che ho sposato una sciamana.
Quanto a me devo ancora aspettare sette anni per diventare polvere d'oro.
17:03 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
L'annuncio di Apple dei nuovi strumenti per la creazione di libri di testo interattivi mi pare uno di quelli sui quali fermarsi a riflettere ed è quello che ho fatto stamattina.
E' vero che i temi dell'apprendimento mi sono particolarmente cari e non è un caso che il progetto ONDE fosse focalizzato sull'imparare a convivere con un mondo che cambia o che la mia attività di volontariato sia proprio in una scuola.
Ma l'evento che si è svolto, non a caso, al Guggenheim Museum di New York ha molte implicazioni sia per la forza commerciale e innovativa di Apple che ha già dimostrato di saper cambiare completamente scenari apparentemente consolidati, sia perchè il mondo dell'apprendimento è quello da cui scaturisce il futuro.
Non credo ci siano dubbi sul fatto che ogni genitore responsabile o ogni adulto con un briciolo di saggezza si debba domandare: come posso insegnare ai miei figli, ai giovani che verranno dopo di me come migliorare il mondo? Come creare le condizioni perchè possano fare meglio di quanto ho fatto io? Come permettergli di vivere da protagonista in un mondo che non ha più le regole che erano valide per me?
Quando cambia il mondo dell'apprendimento è come cambiare il corso di un fiume: può cambiare un intero ecosistema e non è detto che sia automaticamente un fatto positivo.
Ha ragione Mantellini a porre dei dubbi circa il fatto che non si dovrebbe delegare a piattaforme proprietarie lo sviluppo degli strumenti a supporto della conoscenza, specialmente dove la scuola pubblica è una precisa scelta, ma non credo sia frenando il processo che possiamo governarlo bensì accettando la "sfida" e facendo di più e meglio.
Liddy mi ha insegnato che ciascuno deve fare la sua parte e a chi la criticava perchè portava i computers ai bambini in Cambogia mentre servivano anche medicinali e infrastrutture, lei rispondeva "io non sono capace di costruire strade e non sono un medico ma so che l'istruzione e la conoscenza sono condizioni essenziali al progresso".
Ho anche imparato da lei che occorre grande rispetto per le culture, le tradizioni, i patrimoni di civiltà che non sono esclusiva dell'occidente "civilizzato" e che trasferire il sapere è profondamente legato al mondo in cui si vive e che i "barbari" spesso non sono gli aborigeni che vanno lavati, battezzati e istruiti per farne esseri umani degni di vivere.
E' possibile distruggere esperienze o farne tesoro, è possibile aprire orizzonti o chiudere la ricerca al solo commercio è possibile dare speranza a milioni di bambini dei paesi che una volta si chiamavano emergenti ma soprattutto ai nostri che non hanno nessuna garanzia che per il solo fatto di essere nati in "occidente" il loro futuro sarà roseo.
Cambiare l'apprendimento non è solo cambiare la didattica, è cambiare il futuro.
14:29 nella Emozioni, Scienza | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Torno dal Passo Montecroce dove sono stato a cena con Damiano: nevica leggermente e sulla strada non ci sono tracce di altre auto.
E' come scendere da una pista appena battuta dal gato delle nevi.
23:04 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Parlando con il maestro Holzer che accoglie i visitatori del museo della Prima Guerra Mondiale a Sesto, ho fatto una bella scoperta.
Quando gli ho detto il mio cognome mi ha chiesto se ero parente di "quel Padre Luigi" che nel '50 organizzò un campeggio di studenti del liceo Leone XIII di Milano: sì era mio zio "Gigi".
Mi ha raccontato che in quell'occasione c'erano studenti di diversi paesi d'europa e alla fine del soggiorno chiesero allo scultore di Sesto di realizzare un crocifisso per portarlo su alla casermetta che segnava il confine, crocifisso che questi realizzò gratuitamente.
L'opera fu portata dai ragazzi su Mont'Elmo e fu posta in modo che lo sguardo del Cristo si rivolgesse a nord e a ovest e dissero che doveva essere di auspicio perchè "un giorno in cui tutti i paesi d'Europa sarebbero stati un solo paese".
Holzer mi ha anche chiesto di aiutarlo a verificare se ci sono documenti di quell'evento all'istituto Leone XIII o in casa mia perchè vorrebbe rintracciare qualcuno dei "superstiti" di quell'evento.
Ho chiamato mia mamma che dall''alto dei suoi 91 anni ha ancora una memoria di ferro e ha ricordato perfettamente la storia del campeggio degli studenti in Waldheim e che lo zio le portava a pranzo i preti del liceo ma per i dettagli della croce mi ha detto che ci avrebbe pensato su.
Quest'estate tornerò di certo a guardare quella croce con uno sguardo diverso e penserò a zio Gigi con affetto.
17:58 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Dopo giornate di passeggiate condivise con amici del cuore oggi una nevicata intensa saluta Enrico e Antonietta che tornano a Roma.
Oggi mi dedicherò alla musica e alla lettura con le risate di questi giorni nel cuore.
10:31 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Andrea Mameli racconta una bella storia sulla transumanza e la condensa così:
"Transumanza, credo di aver compreso, significa imparare a camminare alla giusta velocità. Accompagnare 14 mucche gravide e un vitello per 10 km, da mille metri di quota a 400 vuol dire tenere il passo adeguato alla loro andatura e significa anche fermarsi alla fontana e lasciar loro il tempo di ruminare. Questo ho appreso e questo trasmetto."
Un bel pensiero per iniziare un anno senza fretta.
12:45 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Una mattina speciale si vede subito: è l'ultimo giorno dell'anno e si apre con un'alba straordinaria.
In pochi minuti il cielo passa dal giallo al rosso al rosa per poi allargare la sua luce sul paese.
Mi godo questi tre minuti di pura magia e ripenso all'anno che si conclude: quante cose straordinarie sono accadute, quante piccole eccezionalità ogni giorno!
Un giorno intenso che concluderemo con amici cenando in un posto unico come il rifugio di Fondovalle per poi tornare a vedere lo spettacolo dei fuochi artificali a mezzanotte.
La velocità con cui tutto accade e la lentezza con cui mi gusto il momento, sono una perfetta sintesi di questo tempo e di quello che verrà.
15:25 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Leggera come polvere, non fastidiosa ma perfetta... per stare in casa a leggere.
12:58 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
regali per i fratelli che vedrò alla festa da mia mamma....OK
computer, cavi e caricabatteria.................................OK
tutti i libri che non ho letto .....................................OK
spartiti e libro degli esercizi ....................................OK
ampli piccolo, cavi, midi, iKlip, iRig per esperimenti ......OK
valigia con la biancheria lavata ................................OK
cibarie, vino, olio, caffé e verdura ...........................OK
macchina fotografica, telecamera, adattatore SD ..........OK
pappa per Blue, guinzaglio, libretto vaccinazioni...........OK
... pronto per Sesto.
12:36 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Natale è la festa del rinnovamento, del cambiamento, della fiducia che ci sia una possibilità di cambiare il mondo attorno a noi, che si tratta solo di avere il coraggio di intraprenderne il cammino.
Buon Natale a tutti gli amici, Buon Natale a tutti i musicanti, a tutti quelli che sono convinti che si può.
12:28 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
20-12 2012 una data dai numeri simmetrici ed è il compleanno di mia mamma: 91 anni e in gamba!
Ooops, è vero... siamo ancora nel 2011 e quindi il numero magico è 20-12-20-11 ... vabbé ce lo giocheremo al lotto :-)
14:51 nella Emozioni | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Leggo gli articoli che parlano dell'incidente di Trieste di cui ho informazioni di prima mano per misurare la distorsione che si produce tra ciò che è accaduto e ciò chesi dice o che si insinua.
E' un incidente, non una fatalità, le norme e le procedure servono a ridurre il rischio non a eliminarlo, le indagini chiariranno se ci sono errori progettuali, cedimenti strutturali, o quant'altro.
Trovo però strumentale il continuo riferimento al fatto che il ragazzo morto fosse un avventizio assunto sul posto per fare lavori di supporto ai tecnici in cambio di un compenso modesto e di un posto al concerto: non doveva essere in quella zona, forse non ha capito il pericolo quando la struttura ha ceduto ma... quanti studenti non vorrebbero lavorare nello staff di un coincerto rock, guadagnare qualcosa e avere accesso allo spettacolo? Non lo so, non mi piace, suona falso perbenismo, sorpreso che uno studente faccia lavoretti per mantenersi o per pagarsi un concerto.
Trovo anche peggio il richiamo ai cinque o sei euro l'ora: ma scusate, quanto prende un operaio? O un neoassunto a formazione-lavoro, una commessa? (5x8=40 40x5=200 200x4=800 euro al mese) Quanto prende il giornalista (magari freelance da casa, parcella di prestazione occasionale) che ha scitto l'articolo? Non so, non mi piace, mi pare falsa indignazione.
Mi sembrava equilibrato il servizio del Manifesto, mi sembra composto il messaggio di Lorenzo Cherubini su Facebook, allestire un palco per uno spettacolo è un lavoro che richiede competenza ed è un lavoro faticoso e pericoloso e bisogna ricordarlo sempre anche e soprattutto quando va tutto bene e il concerto è un tripudio di applausi e un successo anche grazie al loro lavoro.
Quelli che se ne accorgono solo quando c'è l'incidente mi sembrano come quelli che si indignano a intermittenza, con faccia truce e parole sonanti ma con il cuore immobile, passando da un senegalese ucciso a un immigrato annegato, dal crollo di una scuola a un incidente in moto all'alluvione di Genova con la stessa superficialità di chi si indigna perchè non ci sono più le mezze stagioni.
Non lo so, non mi piace.
C'è un mondo là fuori pieno di ingiustizie e bisogna lavorare sodo per cambiare e non basta indignarsi, bisogna agire per rimuoverle, per fare di più dove non si fa abbastanza ma con l'onestà intellettuale di non giudicare ciò che non si comprende, tacere a volte è meglio: almeno per rispetto di chi ha perso la vita.
17:43 nella Emozioni | Permalink | Commenti (4) | TrackBack (0)
Fino a lunedì è tutto un rimbalzare da un impegno all'altro come una pallina in un flipper, con la differenza che sono tutte attività che sono contento di fare.
00:13 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Sto imparando davvero molte cose sul mondo della musica colaborando con Doc Servizi, è il mondo delle mie passioni, della mia adolescenza, di grandi incontri, di lezioni di vita.
Oggi quando è arrivata alle 14 e un minuto la chiamata da Trieste che ci ha dato in diretta la notizia dello schianto al palazzetto, mi è diventato ancora più evidente che la musica non è solo spettacolo ma è anche lavoro, lavoro duro, professionale, esperto, pericoloso per qualcuno.
C'erano anche soci Doc in una delle squadre di montaggio e uno di loro ha fratture multiple ma non è in pericolo di vita. I tecnici delle squadre Doc sono certificati ed esperti, fanno del rispetto delle norme di sicurezza un fattore di primaria importanza ma il rischio è lì comunque perchè attorno al divertimento e alla gioia di chi ascolta, c'è la fatica e l'impegno di chi lavora per renderlo possibile e salire su tralicci a 20 metri di altezza a montare fari e altoparlanti è pericoloso come scalare una montagna.
Oggi ho visto cosa vuol dire "cooperativa", ho visto la tempestività delle risposte, l'immediatezza delle informazioni, l'organizzazione in azione ma ho visto anche chi è salito in macchina subito per andare a Trieste solo per trovare il socio ferito in ospedale ed è un'immagine che mi è valsa più di mille parole.
Ho visto le facce, la preoccupazione per il collega ferito ma soprattutto per il ragazzo della squadra lavorativa di un'altra organizzazione che ha perso la vita: poco importa se era "un trapezista di un altro circo", era comunque "uno di noi" uno dei tanti che lavorano dietro le quinte perchè la magia dello spettacolo e la gioia del suono arrivi al pubblico.
00:02 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Pensavo di riuscire a fare un salto a Sesto prima di Natale per respirare un po' di quel profumo di neve che allarga narici e cuore.
Mi consolo con le webcam.
14:28 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
..."il fatto che per produrre un cambiamento qualsiasi, una grande parte delle forze e delle energie dovrebbe essere diretta a convincere e a rendere partecipi quelli che dal cambiamento sarebbero chiaramente avvantaggiati, ma che per motivi psicologici, d’abitudine, di paure e diffidenze preferiscono pensare “chi te lo fa fare”, creando così un clima di inerzia che contrasta oggettivamente ogni iniziativa di cambiamento." ...
14:17 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Valigia pronta, giornata luminosa.
Già pregusto la luce delle montagne.
Ho proprio bisogno di riposare occhi e cuore con la vista dei miei prati.
08:57 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La lavatrice, macchina semplice e straordinaria, fonte di emancipazione (il video su TED) e instancabile lavoratrice suscita un immediato allarme se si inceppa o non completa il suo ciclo di bucato.
Alla prima avvisaglia di un blocco della pompa di scarico ho provato a ripararla ma niente da fare, dovevo correre a Verona e ... ha vinto lei: primo tempo 1-0.
Una pompa di lavatrice non è un "oggetto" complicato, se non va è perchè un oggetto nel filtro le impedisce di girare: che sia il mitico calzino che tutte le lavatrici prima o poi divorano?
Al ritorno da Verona e prima di uscire nuovamente ho preso con calma (e un giratubi) in mano la situazione e sono riuscito a togliere il filtro, pulirlo per bene, togliere il calcare e riavvitare.
Voilà il consolante rumore di una pompa di scarico che funziona! Alla fine ho vinto io 3-1
23:25 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La vacanza mi ha fatto bene, mi sono riposato ee ho tutta l'energia che mi serve ora per riprendere le tante cose che stavo seguendo rima di partire.
Il numero delle mail che devo sbrigare la dice lunga sulle cose pratiche a cui mi sono dedicato per finire a sera con poca voglia di stare al computer.
A Sesto mi ritrovo al massimo con 50 mail nella inbox ora ne ho 422.
22:30 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Rientro dal cimitero dove abbiamo portato i fiori alla tomba di papàe guardo la moltitudine di persone che celebra questo rito rispettoso e pieno di significato.
Poi passo davanti a un cancello con appesi al cancello disegni di zucche e fantasmi a celebrare una festa che non ci appartiene che innesta un folklore, cioè una tradizione che per noi non ha senso.
Dolcetto o scherzetto? (a parte il fatto che trick or treets suona molto meglio) che c'entra con i nostri riti di celebrazione del rapporto rtra la vita e la morte? Noi non usiamo le zucche, con quelle qui si fanno i tortelli, ma cuociamo castagne e beviamo vino rosso o assaggiuamo un grappolo d'uva.
E' vero anche Babbo Natale non ci appartiene ma almeno in quel caso rito (l'attesa, i campanellini, il risveglio mattutino) e funzione (portare doni ai bambini) sono collegati come avviene per Santa Lucia o per la Befana.
Ma con questo finto fine ottobre buono per Mc Donald e centri commerciali i due elementi "rito" (le zucche l'iconografia, i bambini che vanno a chiedere dolci) e "funzione" (quale sarebbe?) sono disgiunti e quindi incomprensibili.
Mi domando, ma è una domanda retorica, servirebbe una cultura che questi non possiedono, dove sono quegli strenui difensori dei nostri valori che ci hanno stracciato i corbezzoli con i cartelli in dialetto: sono forse a festeggiare Allouin?
13:56 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Per strane (mica tanto) coincidenze ascolto la musica di Arvo Part.
Un pezzo me lo ha assegnato la mia insegnante per esercitarmi con le note lunghe per imparare a fare il vibrato (Spiegel im Spiegel), il Cantus in memory of Benjamin Britten lo riascolto dopo la lezione di sabao in cui ne abbiamo svelato le forme e le trame, le messe le ascolto per quella riminiscenza gregoriana che le fa così senza tempo.
Marina è a teatro, Blue gironzola per casa e di tanto in tanto esce per abbaiare ai gatti.
Ho anche acceso il riscaldamento in studio perchè le dita si raffreddano tra un esercizio e un paio di arcate, ero quasi tentato di accendere la stufa in cucina per creare atmosfera più che temperatura, calore, più che caldo.
Penso ad un amico molto caro che ho saputo essere in fin di vita e il freddo si fa più intenso e la musica ancora più triste. Per consolarmi provo a ricordare i momenti belli che abbiamo passato insieme, le molte cose che mi ha insegnato, lo scherzoso "macarù" con cui ci apostrofavamo.
Provo a dirmi che è naturale che accada, che non c'è nulla di "straordinario" nello scorrere degli anni, nell'avvicendarsi di vita e morte, che misurare in minuti, ore ed anni la vita è un'azione priva di senso come voler misurare il cielo con un compasso.
Chiamo mia mamma che mi racconta le sue disavventure quotidiane (ha 91 anni ed è in gamba anche se non in forma), ripenso all'abbraccio di Giulio che è appena partito per Milano e a Piero che ha chiamato e che passa domani sera.
Sono circondato dalla vita eppure non mi basta. Mi specchio nel volto del mio amico e sento di essere mortale, mi specchio nel suo ricordo e sento di essere immortale.
Spiegel im spiegel, specchio nello specchio, non è una coincidenza è il senso della vita.
19:54 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Ho letto dai vari blog i resoconti degli incidenti di Roma e mi chiedo cosa sapremmo di quanto è accaduto se non esistresse la rete, non voglio dire che i blog o i resoconti degli amici siano per forza veritieri ma di certo ho avuto la possibilità di confrontare, di verificare, di guardare video e filmati girati da tanti "consapevoli reporter", di commentare con altri, di dare e ricevere spunti.
Impressionano le immagini delle ribellioni in medio oriente con i giovani a fotografare, twittare, documentare ma non deve impressionare meno il fatto che lo stesso accade a casa nostra a documentare la stupidità dei violenti, la rabbia degli impotenti, la paura di chi deve per dovere fronteggiare chi ti vorrebbe morto.
Gli occhi degli altri diventano i nostri occhi, i loro racconti diventano la nostra possibilità di capire e ci insegnano la responsabilità di raccontare a nostra volta ciò che accade attorno a noi, piccolo o grande che sia.
Penso alla rabbia giusta di chi vede crescere la distanza tra sè e il mondo che c'è all'orizzonte e mi chiedo quali risposte servirebbero.
Più soldi? Ancora una risposta che sta "dentro il sistema" che riduce tutto al fattore economico?
Non credo che la protesta sia la richiesta di "spartirte il bottino in modo più equo" ma esprima, non importa se consapevolmente o meno, il bisogno di tornare a dare un senso alle nostre azioni, a ricostruire principi e valori come la dignità, l'impegno, la giustizia, l'equità, il merito, il rispetto.
Non è un gran mondo quello che i giovani hanno davanti a loro, ma era forse meglio quello dei nostri padri o dei nostri nonni? Due guerre, morti, fame, povertà.
E il nostro? così pieno di speranze, di "fantasia al potere" e che si ritrova al potere la legittimazione dell'oltraggio alla decenza?
Mi chiedo se serva fare ciò che sto facendo o se sia inutile tentare di arginare con la bellezza, la musica, la dedizione, la valanga di fango che ogni giorno si rovescia su di noi.
Vorrei avere la tenacia di chi pianta alberi, ma forse anche lui si domandava di tanto in tanto se avesse senso quel gesto e ogni giorno si dava una risposta affermativa.
Oggi è domenica, giorno del riposo e della riflessione, domani mi rimetterò al lavoro.
15:32 nella Emozioni | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Le saldature sono finite stasera e domani verifichiamo che tutte le parti coincidano e poi possiamo passare a un lungo lavoro di restauro delle tribune mobili che abbiamo recuperato dai magazzini comunali e sono arrivate oggi grazie a una squadra di operai del Comune.
Un lavorone da serate invernali ma poi ne sarà valsa la pena.
Già pregusto anche i dieci giorni di vacanza in Tunisia a inizio novembre (ho dovuto anticipare il rientro per partecipare all 'Internet Governance Forum a Trento) ed è un chiaro segnale: le vacanze servono non solo a riposare ma anche a fare con maggiore determinazione quello che abbiamo in corso.
23:55 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Riguardiamo alcuni filmati girati nelle feste di famiglia e ne estraggo tre piccole clip.
12:53 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La "Scuola Aperta" è andata bene: abbiamo presentato due nuovi corsi, c'erano insegnanti che davano prova dei propri strumenti e alla fine abbiamo 5 nuovi allievi e 12 prospect, senza contare l'immagine positiva data a tutti quelli che oggi sono passati.
Per festeggiare e per non far fatica, andiamo a farci una ottima pizza al Vesuvio da Ciro e mentre mangiamo ascoltiamo le urla dei cuohi che fanno cori da stadio per il Napoli che sta battendo l'Inter 2 a 0 a San Siro.
Piccoli piaceri di un sabato sera.
22:36 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Oggi è passato a trovarmi Alberto Bregani che inaugurava oggi una sua mostra di fotografie a Bolzano e mi ha portato un regalo prezioso e inaspettato: un bootleg (un disco registrato di nascosto) dei Blood Sweat & Tears con un loro concerto a Los Angeles in cui presentano dal vivo i brani del loro quarto album.
Ha saputo della mia "lezione" di venerdì sulla musica dei Chicago e dei Blood Sweat & Tears e mi ha voluto fare un regalo: così, per il piacere di fare un regalo a un amico, sapendo di avere una cosa che mi avrebbe fatto piacere e me l'ha regalata.
In un mondo in cui sembra prevalere la grettezza, questi sono gesti che ti allargano il cuore, è bello sapere che ci sono persone così, semplicemente speciali come Alberto.
00:53 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Marina si gode il nipotino e fa la zianonna: bello avere per casa questo "trambusto".
Blue sorveglia protettiva, stanotte ha dormito ai piedi del lettino.
10:09 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
00:52 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Qualcuno ha detto che domani o al più tardi domenica qui a Sesto nevicherà: solo reazione al caldo o vecchia esperienza di montanari?
Vado a letto pensando al risveglio come quando aspetti Santa Lucia che nella notte porta i doni.
00:03 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ivan Pavlov era un medico ed etologo russo che ha legato il suo nome alla scoperta del riflesso condizionato che attiva la salivazione nei cani al solo vedere il cibo.
Blue ha un riflesso condizionato quando vede la valigia rossa che usiamo per portare la biancheria lavata da Desenzano a Sesto, salta, corre da me e da Marina con gli occhi luminosi: "Andiamo? Mi portate vero? Serve una mano?"
Stavolta no, dobbiamo riportare indiertro i gerani e serve tutto il posto. Ci rimarrà male.
09:00 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Quel giorno ero in ufficio e guardavamo le immagini in diretta con le mani sul viso a coprire l'incredulità.
Ero lì e me lo ricordo bene.
14:56 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Non è facile trovare chi possa parlare con competenza della musica dei Chicago e di innovazione tecnologica: con Alfonso Fuggetta è una due giorni di meditazione e sviluppo di idee
01:57 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Marina ha imparato alcune cose interessanti dalla cerimonia di oggi.
Se il morto è un uomo, a guidare il corteo sono tutti i partecipanti di sesso maschile, poi il feretro, la famiglia e poi le donne.
Se invece la salma è quella di una donna il corteo si inverte con le donne davanti e gli uomini dietro.
Pochi fiori, coroncine semplici ma che viste da vicino mostrano tutta la ricchezza dei dettagli della flora dei boschi e dei prati di questi posti.
Le soste mi hanno colpito: prima al Passo, poi alla partenza del corteo a Sesto, poi a metà paese e infine in chiesa.
Quasi si volesse ritardare il cammino o comunque non renderlo frettoloso.
E poi il bel gesto dell'ultimo saluto: sul cappello da montagna tanti avevano un rametto di abete che veniva intinto nell'acqua santa e poi gettato sul feretro.
Un gesto pieno di senso.
17:08 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Alla cerimonia di saluto a Michele Alejandro ha cantato "Una pala y un sombrero" che ho registrato al volo con l'iPhone
Allora glielo dedico io, riprendendo quel filmato in cui il "Signore delle cime" lo cantarono qui a Sesto in 2000 persone.
16:58 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
A Much piaceva molto il "Padre Nostro" in una versione che oggi è stata cantata più volte e questo è il filmato di quanto una bambina glielo cantò la famosa notte in cui dormimmo nei fienili con i bambini.
Much sorride felice accanto a lei.
16:52 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Oggi siamo stati al funerale di Michele "Much" Happacher, una persona a cui eravamo legati come tutti da queste parti.
Michele era una guida alpina, un rocciatore, è stato gestore del rifugio Comici e poi del Passo di MOnte Croce, mio padre me ne parlava e siamo stati amici.
Ha insegnato i primi rudimenti di arrampicata ai miei figli e ha regalato loro un'indimenticabile notte a dormire nei fienili.
Oggi c'era tutto il paese a salutarlo enon mi so spiegare ma un funerale qui mi è sembrato più
denso di significato, più rispettoso e affettuoso.
Su al passo, nella sua cappella è stato davvero emozionante con il suono del corno di montagna che riecheggiava nella vallata, con le guide alpine a portarlo a spalla per una sosta di fronte al suo albergo.
Il traffico fermo, tutti i collaboratori in fila a salutarlo, tutti con gli occhi rossi.
E poi il corteo qui a Sesto con il carro con il cavallo e tutte le guide alpine delle valli qui intorno a guidare il corteo, un abbraccio, un gesto di affetto come a spianargli il sentiero.
16:45 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
18:31 nella Emozioni | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Gli occhi si stanno incrociando ma il progetto è scritto.
Buonanotte a me.
03:50 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ho risposto ad una stimolante (come sempre) riflessione di Alfonso Fuggetta sul ruolo chiave dell'apprendimento. E' un tema che mi appassiona da sempre, tanto più quando lo si legge alla luce degli straordinari potenziali offerti dalle nuove tecnologie.
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I nostri vecchi dicevano "non s'è mai finito di imparare" quando un evento modificava l'esperienza fino a quel momento acquisita e il tema dell'apprendimento che tu inquadri come cruciale è un tema che è sempre stato il punto nevralgico che distingue le organizzazioni "normali" da quelle che riescono a eccellere.
E' vero che la scuola diffonde un modello che sottintende un "prima e un dopo", prima impari e poi lavori e guadagni, mentre gli insegnanti veri, quelli che ricorderai per tutta la vita, ti insegnano che si impara sempre, che imparare è bello, che la vita è tanto straordinaria da sorprenderti sempre e che da Socrate a Ulisse, da Dante a Galileo, la conoscenza è un viaggio che combacia con quello della virtù.
I musicisti citano spesso la massima attribuita a Paganini "Se non studio un giorno me ne accorgo io, se non studio cue giorni se ne accorge il pubblico" per sottolineare la componente di continuità e disciplina che lo studio impone mentre io preferisco un significato meno coercitivo: il piacere di fare e condividere la musica nasce dalla ricerca quotidiana di infinite possibilità da condividere con gli altri.
E' vero che molti musicisti si sono così intrisi della sofferenza dello studio che perdono il senso di ciò che stanno facendo come Schumann che ne divenne addirittura pazzo e si massacrò le mani nella spasmodica ricerca della tecnica assoluta.
E' vero che bisognerebbe chiudere i "conservatorii" che accecano l'innovazione e trasformarli in "innovatorii" perchè, grazie alla musica, siano vere e proprie officine di innovazione e di cambiamento.
Nelle aziende ci si interroga sui "segreti" del successo dimenticando spesso ciò che in realtà sappiamo perchè codificato nel nostro DNA: la gioia di imparare.
Basta guardare la felicità di un bambino che gioca, così definiamo noi adulti il suo imparare gioioso per distinguerlo da quello sofferente che chissà perchè dovrebbe invece essere quello davvero fruttuoso.
Un'idea tutta borghese (vedi "I Barbari" di Baricco) ha giustificato la legittimazione del potere dopo la Rivoluzione Francese con la sofferenza, l'impegno, il lavoro, la dedizione, il "fai una cosa e falla bene!".
Oggi quell'idea è inutile e dannosa per le persone e per le organizzazioni.
Non solo perchè si allunga la vita ma perchè la distinzione tra apprendimento e lavoro è falsa e fuorviante.
Quando organizzai la prima conferenza su Tecnologia e Apprendimento invitai il prof. Ceccato a fare il discorso di apertura e lui diede la "ricetta segreta" per vivere bene: mettere in ogni nostra azione i tre ingredienti che rendono la vita sempre stimolante, un terzo di lavoro, un terzo di apprendimento, un terzo di gioco.
Quando anche l'età, la condizione sociale vi dovesse togliere il lavoro, diceva Ceccato, nessuno vi può togliere la voglia di imparare e la gioia di farlo.
I cosiddetti "paesi emergenti" (illuminanti le presentazioni di Hans Rosling su Ted in proposito) hanno motivazioni fortissime a imparare più velocemente di noi e le nostre aziende chiamano tutto ciò "competizione" mentre basta guardare la villa di Catullo a Sirmione per capire che da oltre duemila anni la conoscenza ci fornisce la chiave per rendere possibile il nostro immaginare.
Il significato profondo del progetto Scratch al MIT è coltivare la condivisione del sapere come chiave per moltiplicare le potenzialità della ricerca, così come la pratica musicale è un modo piacevole per insegnare a bilanciare il "gioco di squadra" con le capacità personali.
Proprio chi, come noi, si occupa di tecnologia deve sfatare il mito della conoscenza come "competenza", (detesto, è vero, bollini e certificazioni che attestano un sapere formale e di scarso valore effettivo) mentre il reale contributo della tecnologia allo sviluppo della conoscenza è nella sua formidabile espansione dei modi di apprendere.
Io non credo sia una "sfida", come dici, "insegnare ai giovani ad imparare", credo sia invece un piacevolissimo impegno morale, sapendo in cuor nostro che stiamo dando loro il senso profondo della vita.
15:29 nella Emozioni, Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Come è bello arrivare a Sesto!
Anche se i fiori sul balcone sono in condizioni disperate (quasi tutti secchi) basta alzare lo sguardo e gli occhi si riposano su prati e boschi.
Per oggi credo che dormirò e basta.
Domani ho un progetto da scrivere e poi possiamo davvero iniziare la vacanza.
19:30 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Cena e racconto alla Capuzza.
Ritrovo gli appunti (la dovrò fare anche in Inglese? Ci provo, se serve non è difficile).
Meglio non prepararmi troppo presto, altrimenti poi l'adrenalina non arriva al momento giusto.
La cena alle 19.30, la recita alle 22.
C'è tempo
14:15 nella Conferenze, Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Una cena da Milani è sempre piacevole e non riesco ad andare oltre la panoramica dei primi (un pezzetto di coniglio al posto del dolce).
Poi con Stefano e Eve è stato oltremodo piacevole.
23:57 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il figlio di Bruno Frusca ha ritrovato vecchie foto delle serata a casa loro quando suonavamo e cantavamo.
Quella che mi piace di più è certamente questa ma anche quella dell'insieme non è male: io alla chitarra (sul divano) Bruno al piano, mio fratello Netty di spalle e Ezio al basso.
Il repertorio era quello del cabaret, Jannacci, Gufi e poi le canzoni in dialetto scritte da Bruno.
13:34 nella Emozioni, Musica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Perchè l'attacco terroristico alla Norvegia?
Perchè partecipa alle operazioni Nato in Afghanistan e Libia? Forse.
Ma forse perchè per la non-logica dell'estremismo non è accettabile che esista un paese in cui la tolleranza è diffusa, non è accettabile un paese in cui l'accoglienza del migrante è gestita, non è accettabie un paese in cui la convivenza tra diversi è vera e quotidiana.
Non è escluso nemmeno che la strage nasca da follie tutte interne a quel paese in cui il benessere e lo stato sociale sembrano non rispondere comunque ai bisogni profondi delle persone o, per assurdo, scatenarne rabbie represse incontrollabili.
Per ora leggo le notizie e solidarizzo con quel paese bellissimo e gentile.
23:29 nella Emozioni, Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)



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