Leggo un articolo di Repubblica che parla dell'Alto Adigee ad illustrarlo c'è questa immagine: Sesto.
Anche celato dagli alberi il panorama è proprio belloInviato da iPad
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Leggo un articolo di Repubblica che parla dell'Alto Adigee ad illustrarlo c'è questa immagine: Sesto.
Anche celato dagli alberi il panorama è proprio belloInviato da iPad
08:15 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Se ho utilizzato Bach per parlare di complessità e Mahler per la motivazione forse utilizzerò Beethoven per parlare di innovazione.
Non tanto per la sua opera che certamente reggerebbe il ragionamento quanto per il nuovo disco del maestro Riccardo Chailly con l'integrale delle sinfonie uscito da poco per la Decca.
Un'edizione che recupera i tempi di metronomo indicati da Beethoven e che molti ritenevano tecnicamente impossibili e attribuibili solo alla estrosità di Beethoven che divenuto poi sordo non avrebbe potuto capire che erano impossibili ...
In realtà serviva una grande orchestra come la Gewandhaus di Lipsia e Chailly ha raccolto la sfida per restituirci una versione delle sinfonie con una grinta e una potenza davvero unica.
Interessante in proposito il video con il racconto dello stesso Chailly sul sito di Grammophone, un'autorevole rivista inglese.
Anche un artista come Beethoven di cui si pensava si fosse ormai detto tutto, può essere riproposto in modo innovativo, un colosso dopo il quale Brahms riteneva fosse impossibile scrivere qualcosa di nuovo è fonte di innovazione, ingenera innovazione, ispira innovazione.
E' come se Beethoven avesse scritto della musica che solo la tecnologia e la tecnica strumentale di due secoli dopo avrebbe potuto e saputo svelare e se Haydn pare abbia detto, assistendo alla prima esecuzione dell'Eroica, "Nulla sarà più come prima", la forza rigeneratrice di questa musica era gia ben evidente fin dal primo momento.
Dove sta il segreto? Nel genio di Beethoven? Nel coraggio di Chailly? Nella bravura dei musicisti del Gewandhaus? Non lo so e forse non è questo il punto. Non si tratta di andare a cercare un'origine, una "causa prima", ogni elemento può innescare il processo se la volontà di innovare è presente in ciascuno di essi.
La risposta credo verrà solo ascoltando e forse non sarà esprimibile a parole.
Ci ha provato Carlo Boccadoro quando mi ha raccontato la sua esperienza di ascolto nel tour europeo in cui oltre alle sinfonie di Beethoven veniva eseguito un suo brano commissionato proprio da Chailly per il Gewandhaus.
Ha usato termini come fantastico, pazzesco, incredibile, energia pura (e se lo dice lui io mi fido) e stasera le ho comperate su iTunes (30$) e domani a palla, Marina permettendo, sullo stereo in macchina tornando a valle.
P.S. Con i Cloud ho comperato l'album sul portatile e l'ho ritrovato subito sull' iPhone ... comodo.
23:02 nella Musica | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Valigia pronta, giornata luminosa.
Già pregusto la luce delle montagne.
Ho proprio bisogno di riposare occhi e cuore con la vista dei miei prati.
08:57 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Mi piace l'Avvento, la lenta attesa di un cambiamento che verrà.
Marina lo celebra sempre con una decorazione speciale e con le cinque candele che saranno accese in progressione di domenica in domenica.
Quest'anno assieme al muschio dei boschi di Sesto ci sono i licheni norvegesi: una bella sintesi dell'anno che sta finendo.
02:04 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Non mi stanco e non credo mi stancherò di replicare il racconto della battaglia di San Martino.
Metto il maglioncino scuro e prendo due caramelle contro la tosse e si va alla Capuzza per la recita stasera dopo la cena.
Se non fate in tempo non importa in gennaio si replica di sicuro.
20:07 nella Conferenze | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
18:59 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Mi ha molto incuriosito l'accenno che ieri faceva Annamaria Damiano alla sua "Carta dei Principi" mentre presentava la sua candidatura a Sindaco di Desenzano per le elezioni amministrative dell'anno prossimo.
Sono andato a leggerla e la trovo molto interessante sia nello stile che nei contenuti ma soprattutto trovo molto giusta l'idea di dichiarare i "principi" su cui si intende lavorare piuttosto che singole azioni o promesse elettorali.
E' come quando un'azienda prima di intraprendere la sua attività, prima di sviluppare i prodotti, definisce con chiarezza i suoi valori fondanti e quale è la vision che ne caratterizza l'approccio sapendo che il resto verrà di conseguenza perchè i prodotti non sono altro che il modo in cui essa realizzerà la sua visione e i suoi valori.
Trovo che sia un metodo perfetto per creare consenso sulle cose da fare: se sei d'accordo sui "principi", troveremo certamente un punto comune d'azione.
A questo punto i concetti di "destra" e "sinistra" diventano molto più inconsistenti e si apre un cammino verso un approccio che potebbe cambiare molto rispetto al passato.
Vedremo. Di certo ha settato un livello di confronto che metterà in imbarazzo gli avversari e comunque, se li costringerà su questo terreno, se prima di parlare anche gli altri dovranno dichiarare quali sono i principi che li animano, avrà fatto il bene della città.
Sarà una campagna elettorale interessante.
23:36 nella Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Un pomeriggio per completare gli acquisti degli strumenti per il progetto delle band giovanili della Scuola di Musica: uan faticaccia!
Il sabato pomeriggio il negozio di Pietro Cavalli (come tutti i grandi negozi di strumenti credo) è affollato di musicisti di tutte le età e con la lunga lista che abbiamo preparato con il titolare nei giorni scorsi contavo di fare alla svelta ma...
Alla fine c'è tutto (manca il mixer, un paio di microfoni e un set audio per il corso di canto che arriveranno in settimana) e a pensarci bene, nonostante la ressa, Pietro e i suoi collaboratori sono sempre gentili e disponibili cosa che deve richiedere una grande pazienza considerato il tasso di "capricciosità" dei musicanti in genere.
23:22 nella Musica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Carlo Boccadoro verrà martedì prossimo alla Scuola di Musica a parlare di Frank Zappa, un grande innovatore della musica di cui poco si sa, o meglio poco si comprende.
Carlo saprà certamente guidare all'ascolto, come ha già fatto nei suoi inteventi precedenti, fornendo una chiave di lettura che poi ciascuno potrà adattare al suo percorso di scoperta personale.
Oggi al telefono abbiamo convenuto che un'ora e mezza non sarebbe sufficiente per cogliere la complessità della musica di Zappa e poi c'è l'imbarazzo di dover evitare approfondimenti sui testi non sempre "adatti a un pubblico sensibile" come dicono quelli del politically correct.
Dovendo distilare il tutto in 90 minuti o poco più sono convinto che sarà una bellissima serata, un concentrato di energia musicale.
Già comiciano ad arrivare le conferme di presenza perchè i posti disponibili sono quelli che sono e chi non vuole perdersi questa serata è meglio che mandi presto una mail a segreteria@scuoladimusicadelgarda.it per prenotare.
23:48 nella Musica | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)
Sono stato ad ascoltare la presentazione della candidatura a sindaco di Desenzano di Annamaria Damiano.
Mi pare un evento importante e nuovo per la città che voterà la primavera prossima: un candidato donna, indipendente, con il sostegno di un movimento di giovani (Desenzano in movimento) che fanno ben sperare in un modo nuovo di fare politica.
Conosco da tempo Annamaria e mi ha fatto molto piacere vedere la sala gremita e ascoltare il suo discorso: semplice, diretta, appassionata e rigorosa.
Dopo l'assalto al territorio Desenzano avrebbe bisogno davvero di riportare in primo piano i temi che Annamaria ha citato come suoi "pilastri" ideali: rispetto, accoglienza, onestà, trasparenza, cambiamento.
Molto efficae il suo motto, "Una città che vive bene" ma soprattutto molto convincente il suo modo di presentarsi e il suo linguaggio.
Se mi dovesse chiedere, avrei ben poco da cambiare di quello che ho ascoltato stasera.
Brava.
23:36 nella Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La lavatrice, macchina semplice e straordinaria, fonte di emancipazione (il video su TED) e instancabile lavoratrice suscita un immediato allarme se si inceppa o non completa il suo ciclo di bucato.
Alla prima avvisaglia di un blocco della pompa di scarico ho provato a ripararla ma niente da fare, dovevo correre a Verona e ... ha vinto lei: primo tempo 1-0.
Una pompa di lavatrice non è un "oggetto" complicato, se non va è perchè un oggetto nel filtro le impedisce di girare: che sia il mitico calzino che tutte le lavatrici prima o poi divorano?
Al ritorno da Verona e prima di uscire nuovamente ho preso con calma (e un giratubi) in mano la situazione e sono riuscito a togliere il filtro, pulirlo per bene, togliere il calcare e riavvitare.
Voilà il consolante rumore di una pompa di scarico che funziona! Alla fine ho vinto io 3-1
23:25 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La vacanza mi ha fatto bene, mi sono riposato ee ho tutta l'energia che mi serve ora per riprendere le tante cose che stavo seguendo rima di partire.
Il numero delle mail che devo sbrigare la dice lunga sulle cose pratiche a cui mi sono dedicato per finire a sera con poca voglia di stare al computer.
A Sesto mi ritrovo al massimo con 50 mail nella inbox ora ne ho 422.
22:30 nella Emozioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Già il fatto che Calderoli non sia d'accordo mi basta per pensare che il nuovo governo dovrebbe andare bene.
Poi leggerò con calma.
22:16 nella Politica | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Sono contento delle dimissioni di Berlusconi e seguo sui giornali e in rete i commenti.
Credo che il buon Monti non avrà vita facile perchè dovrà dare disciplina a un popolo che già di suo non è proprio obbediente e poi dopo vent'anni di ubriacatura, figuriamoci...
Mi aspetto i "sì, però..." i "Sono d'accordo ma...", i soliti bizantinismi di chi soprattutto a sinistra dirà che "il problema vero è un'altro" e non mi aspetto che un governo provvisorio faccia le riforme che non sono state fatte: mi basta che ristabilisca una credibilità del nostro Paese, che cambi il tono e il modo del fare politica, che agisca in economia con rigore ed equità e che vari una riforma elettorale anche minima che consenta di andare al voto in condizioni eque non appena i fondamentali economici saranno ristabiliti.
Intanto trovo che la valanga di dialoghi, post, messaggi che la rete amplifica siano un segno molto positivo: il senso del futuro passa attraverso una nuova partecipazione diretta, una nuova assunzione di responsabilità da parte di ciascuno.
Se abbiamo una colpa, grave, tutti, è stato di credere che qualcuno potesse fare al posto nostro, che la delega fosse sufficiente (non c'è delega senza controllo) che il "meno peggio" fosse una soluzione, che comunque eravamo troppo impegnati in altre cose "più importanti" che non occuparci della qualità della vita del nostro comune, del nostro paese.
Trovo abbastanza allegoriche e poco edificanti le piazzate alle dimissioni: come sarebbe stato più drammatico lasciarlo solo, maledettamente solo!
Non è una liberazione, non è la fine della guerra, non usciamo da una dittatura (se avete amici Siriani, Tunisini, Egiziani, chiedete loro), finisce un'epoca ideologica basata su atteggiamenti che ci hanno portato al dissesto economico, finisce una visione della politica che ha invelenito di interessi e bassezze il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Finisce uno stile di vita e sappiamo che ne dovremo assumere un altro: saremo disposti? Non credo volentieri, nessuno ama fare sacrifici ma sarà doveroso farlo. Nessuno ama mettersi a dieta dopo aver socperto di avere il colesterolo a 400!
La cura farà bene comunque e intanto, appena si saranno spente le urla e gli strepiti, i titoloni e le smargiassate, la rete continuerà a favorire il dialogo, lo scambio il commento e si amplifica la possibilità di far sentire la propria opinione.
13:08 nella Politica | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
C'è una bella giornata di sole e ci vuole la musica giusta: musica zingara, da respirare all'aria aperta.
Per chi non lo conosce c'è da scoprie Tchavolo Schmitt, uno dei più straordinari chitarristi gitani ( o se preferite "manouche").
Se vi piace potete continuare a cercarne i video (live, mi raccomando) su YouTube
12:13 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Chissà perchè ogni tanto Typepad non ripubblica i miei posto sull'account di Facebook...
Mah, misteri della tecnologia.
Ai miei amici si FB, se interessano i miei appunti, suggerisco di farsi un giro qui sul blog di tanto in tanto, così si trovano piccole sorprese come in una caccia al tesoro.
21:27 nella Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Rientro da Trento soddisfatto.
Ho fatto la mia parte stamattina con Alfonso Fuggetta, Francesco Sacco, Guodo Sforza e Peter Kruger e ho rivisto amici e persone che sono i più attivi sostenitori dello sviluppo della rete nel nostro paese.
Ho respirato un clima di grande speranza e in mezzo alle molte critiche un "ottimismo della volontà" che mi fa essere positivo rispetto al futuro.
20:14 nella Web/Tecnologia | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ho molto apprezzato l'intervento di Rick Falkvinge, l'imprenditore svedese fondatore del Partito Pirata.
Mi ero fatto un'idea diversa del movimento fuorviato dal nome che trovo provocatorio, lo credevo un movimento solo legato all'utilizzo della rete per lo scambio di files (come gli antiproibizionisti per la liberalizzazione delle droghe leggere) e invece ho ascoltato un discorso lucido e puntuale sulla difesa delle libertà civili da chi, con censure, filtri e spyware le minaccia molto seriamente.
E' noto lo scandalo del malware immesso in rete dal ministero degli interni tedesco per spiare alcuni cittadini (ne nacque un putiferio!) e non è un caso che il Partito Pirata tedesco abbia ottenuto clamoroso 9% nelle elezioni del land di Berlino due mesi fa.
Domani si riunirà proprio a margine del Forum anche il costituendo Partito Pirata italiano (se ne parlava a pranzo) e credo sarà utile seguirne l'evoluzione.
Inviato da iPhone
20:02 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Neanche a farlo apposta nel bell'incontro condotto da Luca (in gran forma devo aggiungere) su Internet e libertà ho ascoltato il racconto di Slim Amamou, il blogger tunisino tra gli artefici della protesta per l'abolizione della censura.
Incarcerato e liberato è ststo nominato ministro per la gioventù e l'innovazione del governo provvisorio.
Essendo fresco del racconto del taxista di Djerba, questa storia è ancora più significativa.
19:59 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
19:43 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Riguardo il blog e mi rendo conto di quanto ho scritto!
Forse è meglio che sistemi un pochino i post almeno raddrizzando le foto ma sono contento di non aver lasciato disperse quelle riflessioni.
Inviato da iPhone
19:35 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ho un ultimo appunto che mi rimane da annotare dal viaggio tunisino, un paio di metafore che Walid ha usato per spiegarmi il suo punto di vista.
La prima, in risposta a una domanda su islam e legalità, mi ha detto che non tutti i mussulmani sono bravi mussulmani e per spiegarmi il concetto mi ha mostrato la sua mano: vedi? Non tutte le dita sono lunghe uguali, eppure sono tutte dita della stessa mano.
La seconda quando parlavamo di donne e velo e lui confermava che non c'è nessuna imposizione nè per il velo nè per la barba. A me piace, diceva, che mia moglie lo porti ma è una sua scelta, se non lo portasse non le direi nulla ma lo trovo più attraente: come una caramella, una caramella incartata è molto più invitante di una senza confezione...
19:34 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Ero curioso di sapere come avevano fatto i romani a sconfiggere Annibale nella battaglia di Zama (202 ac), o forse come aveva fatto lui a perdere, uno dei più abili strateghi della storia che aveva osato passare le Alpi con gli elefanti.
Stando a Wikipedia i romani ,guidati da Scipione non si fanno più spaventare dagli elefanti, hanno capito che sono animali e non esseri soprannaturali.
Hanno anche scoperto che il rumore li atterrisce ed ecco che al loro incedere si fanno avanti trombettieri e legionari che con schiamazzi e strepiti fanno imbizzarrire gli animali creando devastazione nelle loro stesse fila.
La lezione è che ogni tecnologia ha lati deboli e vulnerabilità che la possono rendere inefficace e ogni minaccia puó rivelarsi meno pericolosa con la conoscenza adeguata.
La fuga degli elefanti lascia ampi corridoi in cui i rimani possono avanzare nelle linee nemiche e poi Scipione aveva disposto le truppe su una lunga linea per neutralizzare la tipica strategia di Annibale che puntava all'accerchiamento degli avversari.
Sarà anzi Scipione a circondare le truppe nemiche grazie al ritorno della cavalleria guidata da Massinissa che si era sbarazzata di quella cartaginese.
Strategie semplici, conoscenza dell'avversario, attenta valutazione del campo e delle forze, utilizzo efficace della tecnologia: lezioni che potrebbero tornarmi utili domani parlando di internet e sicurezza.
18:37 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il Grand Parcours Numéro Un è la strada che unisce Algeri a Tripoli passando per Tunisi, tre capitali unite da una via.
E' ormai notte quando la imbocchiamo e come tutte le grandi vie di comunicazione è affollata di camion.
Ai bordi della strada nella periferia dei paesi si vendono taniche di benzina libica che costa la metá (15 dinari, 8 euro, per 20 litri) di quella dei distributori.
Poco dopo prendiamo il bivio per Djerba e imbocchiamo la via romana, costruita duemila anni fa per congiungere l'isola alla terraferma.
Sette chilometri di ingegneria stradale che regge i millenni e che non segue una linea retta ma il percorso tracciato dai dromedari che d'istinto attraversavano la laguna nei punti dove l'acqua è più bassa.
Due strade, due millenni, storie di uomini in movimento.
18:34 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Sono affascinato dal racconto dei giorni della rivoluzione tunisina.
Walid ci parla di come il giorno del colpo di stato, della fuga di Ben Alì, la situazione più strana fosse la scomparsa della polizia: in tutto il nordafrica la pilizia è ovunque, ad ogni angolo, segno di potere e spesso di totale arbitrio.
Tutti i documenti spariti o bruciati, le porte aperte, il vuoto.
La prima preoccupazione fu la sicurezza: chi ci proteggerà da possibili
attacchi o sciacalli?
Spontaneamente in ogni quartiere ci si organizza per controllare il territorio, le steade vengono sbarrate, l'invito è perentorio, ciascuno rimanga nel suo quartiere.
Chi ha dato l'ordine? Chi ha "organizzato" la cosa? Chiedo.
Nessuno e tutti, da settimane seguivamo su Facebook e sui blog le notizie delle ribellioni al nord che la televisione e i giornali in mano al governo negavano.
Nei giorni cruciali siamo sempre stati in contatto tramite Facebook e telefonini con chi conoscevamo per discernere le notizie in base alla fonte.
Se passava un furgone diretto a un altro quartiere avvisavamo un amico, un conoscente di quel posto e gli chidevamo di controllare.
La rete era il nostro sistema di comando e controllo e nello stesdo tempo il modo per scacciare la paura (e la paura era tanta conferma Walid, per mia moglie e la mia bambina) soprattutto la paura del "non so cosa accade".
Eravamo noi a far succedere le cose mi dice, noi a impedire che la situazione sfuggisse di mano.
Se vuoi capire cosa è successo vai a vedere le pagine di Facebook di quei giorni, mi dice. Mi chiedo se ci sono ancora, se sia posdibile ricostruire a distanza questo racconto affascinante.
Chi l'avrebbe detto che Facebook, il Circo Massimo del "cazzeggio", sia stato trasformato dai tunisini in un mezzo per rendere possibile la loro incruenta rivoluzione?
Anche adesso sta usando Facebook e un blog per un progetto di tutela del turismo a Djerba: segnaliamo i disonesti, quelli che rovinano la nostra reputazione, i draggeurs de femmes che sfruttano le turiste, e vogliamo segnalare i prodotti autentici rispetto a quelli contraffatti.
Certo c'è il rischio di delazioni e abusi ma ci sono anche mille occhi a guardare e controllare che ció non avvenga.
C'è un filo blu che lega questa storia ai muri della casa interrata dei berberi, non è il filo di Facebook, nè quello di Twitter o dei cellulari, è il filo dell'innovazione, della voglia di mettersi in gioco dell'utilizzo della tecnologia in modo diverso da quelli per i quali è stata pensata.
Disimparando ció che si è imparato per aprirsi a nuove conoscenze v
18:06 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Sulla strada che mi porta in aeroporto guardo le immagini della lunga escuursione di ieri fino alle porte del deserto.
Mi rimane il senso del viaggio: gli spazi, la luce, gli odori, il tempo.
Nel viaggio di oggi ho lunghe attese tra un volo e l'altro e la cosa non mi dispiace, rumineró lentamente i pensieri di ieri perchè durino nel tempo.
17:30 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Chissà perchè qui come a Agadir il lungo viale in aperta campagna che conduce all'aeroporto è completamente iluminato da lampioni.
Forse per dare prestigio al posto forse per abbellire l'arrivo ai turisti o forse per offrire la prima delle tante contraddizioni con cui bisogna fare i conti quando si viaggia.
17:29 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Vedere gli spazi per la propaganda elettorale è un segno molto particolare in Tunisia e in tutto il nordafrica: è la traccia del grande cambiamento in corso.
Parliamo a lungo con Walid, il nostro autista, e ci facciamo raccontare cos'è accaduto veramente, come è stato vissuto nelle famiglie, quali speranze, quali cambiamenti reali sono avvenuti.
La quantità degli spazi per la propaganda, ne ho visti più di cinquanta, la dice lunga sulla voglia di partecipare da parte di chi non ha mai votato liberamente nonostante la promessa di democrazia seguita all'indipendenza alla fine degli anni '50.
Ci sono voluti 10 mesi dalla rivoluzione alle elezioni e ci vorrà ancora un anno per le elezioni amministrative locali ma, ascoltando Walid, 28 anni, la sua determinazione, mi convinco che sarà molto difficile tornare al passato.
17:29 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Marina ha organizzato l'escursione come già avevano fatto in Marocco: un autista, raccomandando all'agenzia che sia un tipo sveglio, una meta approssimativa, le porte del deserto, uno scopo, parlare, guardare, capire.
Ogni occasione è buona, la sosta per un caffè al bar ci porta a parlare del chomage, della disoccupazione, del velo, dell'islamismo moderato che ha vinto le elezioni.
Nessun orologio segna la stessa ora e d'istinto guardo l'orologio: è giusto il mio o "il loro"?
17:29 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Come a Matera, a Matmata andiamo a visitare le case berbere scavate nella terra argillosa, tane in cui per secoli le popolazioni si sono nascoste per sfuggire al massacro di questo o quell'invasore.
Si scorgono appena, come le tane di marmotta, bisogna salire in alto per distinguerle bene.
Non mi piace il nome francese "maison des troglodites", mi pare ci sia del disprezzo spocchioso in quella parola.
E' una civiltà che si è nascosta e difesa, che è scesa sottoterra per non morire, scavando tombe per evitarle.
Ora non ci sono più le sentinelle che fischiano per avvertire il pericolo, non siamo invasori, anzi veniamo a capire il segreto della marmotta che cura i mali più profondi.
17:28 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
17:27 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La carne a seccare al sole, i residui della festa del montone perchè come da noi per il maiale "non si butta via niente", sono come uno schiaffo.
A me fanno pensare a "domani", un gesto che preserva qualcosa per un altro momento, per quando servirà a compensare una stagione più povera o una impossibilità di altre provviste.
C'è parsimonia e preveggenza in quelle budella, c'è mito (ovviamente afrodisiaco) e quotidianità.
17:26 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
17:24 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)


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