Ho appena finito di leggere questo bel libro di Howard Gardner "Cambiare Idee - L'arte e la scienza della persuasione", un saggio che analizza, attraverso l'analisi dei comportamenti di vari leader (dalla Thatcher a Bill Clinton, a John Chambers della Cisco) i meccanismi che ci portano a cambiare idea e quali modi deve mettere in atto chi voglia convincere gli altri, tanto nel lavoro quanto nella politica.
Dopo un inzio un pò pesante, il libro scorre benissimo e l'approccio di Gardner è ben comprensibile e ricco di esempi.
Ho trovato un forte legame con i saggi dei grandi maestri della pubblicità, di cui prima o poi parlerò, in cui un fattore estremamente rilevante è "la storia" che si vuole raccontare, o meglio, impersonificare.
Molto significativa la sua distinzione tra persuasione di gruppi eterogenei, coome le nazioni, per i quali occorre una "storia" molto semplice e gruppi omogenei, come le aziende, in cui la "storia" può essere più complessa e specifica.
Altro passo importante è l'analisi strategica delle "resistenze", cioè delle "controstorie" e l'analisi della "realtà esterna" (sembra di leggere Sun Tzu") per adeguare il nostro agire verso il cambiamento.
Un libro da leggere, come ho fatto io, con la matita per sottolineare i passaggi importanti perchè sono sicuro che prima o poi quanto ci dovremo domandare "Perchè non siamo riusciti a mettere in atto questo o quel cambiamento?" o "Perchè non sono riuscito a far cambiare idea a questa o quella persona?", rileggendo i passi salienti del libro di Gardner potremo avere un'idea di quale delle sette leve del cambiamento non abbiamo ben utilizzato.
Un libro sulla leadership (che i candidati sindaco a Desenzano, non hanno sicuramente letto!) ma anche un libro sulle relazioni interpersonali e sulle diverse forme di intelligenza.
Molto bello l'ultimo capitolo sul lavoro "etico", forse perchè in sintonia con le cose che sto pensando di questi tempi.





























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