Oggi sono venuti "I Cantori della Stella", i bambini che passano nelle case del nord Europa vestiti da Re Magi.
Gli Sternsingen sono una tradizione dell'Alto Adige e li ricordo bene da bambino. Oggi sono una grande organizzazione specialmente in Germania e in Austria e i soldi che ricavano vanno tutti in un fondo unico che finanzia oltre 100 progetti di solidarietà in giro per il mondo.
Mi sembra molto meglio del "docetto o scherzetto"!
Ogni anno mi accordo con la parrochia per essere sicuro del loro passaggio e concordiamo il giorno esatto per essere sicuri di avere i dolci e le caramelle da regalare ai cantori alla fine della "performance".
Quando arrivano, accompagnati da un adulto, cantano una canzoncina e recitano una semplice poesia che annuncia l'arrivo della cometa e la nascita di Gesù.
Poi con precisione tutta teutonica danno un piccolo dépliant che spiega le finalità dei progetti di solidarietà: quest'anno l'attenzione è all'Argentina e ai 100 bambini della tribù degli Indiani Guaranì (se ho capito bene nel mio stentato tedesco).
Alla fine viene segnato con il gesso sulla porta di casa il "marchio" del loro passaggio "20-C+M+B-07": l'anno 2007 intercalato con le iniziali dei tre Re Magi (Caspar, Melchior, Balthazaar) o forse più probabilmente l'acronimo del latino Christus Mansionem Benedicat (Cristo benedica questa casa).
A me questo "segno" sulla porta da il senso di appartenenza alla comunità locale e da quando ho la casa qui tengo molto al rispetto di questa tradizione.
Nessun altro nel condominio lo fa e solo Massimo, che è uno che le cose le capisce al volo, mi affianca da due anni nel ricevere i Re Magi in queste giornate di tra Natale e l'Epifania.
Io non solo sono contento oggi ma ogni volta che rientrando a casa vedo il segno sulla porta ho la sensazione di vivere intensamente
tutte le cose, di dare valore ai gesti e alle tradizioni.
Accadono ogni giorno cose straordinarie sotto i nostri occhi e rischiamo di perdere il senso della magia e dello stupore, ci passano accanto persone ogni giorno e sempre di meno le salutiamo.
Qui per fortuna non accade: quando vado a prendere il pane mi imbatto sempre nelle stesse persone e tutte mi salutano con il sorriso del primo incontro.


"quando vado a prendere il pane mi imbatto sempre nelle stesse persone e tutte mi salutano con il sorriso del primo incontro"
E' un po' quello che apprezzo di Rivoltella. Ci vivo da meno di due anni e ci lavoro da poco più e quando passo per le vie del centro il saluto dei negozianti mi fa sentire membro di una comunità decisamente più viva di quanto non sia quella di Desenzano City ;)
Scritto da: Ste73 | 01/03/2007 a 15:45