Ieri sera mi ha telefonato Igor, il liutaio, per dirmi che il mio violoncello nuovo era pronto.
Oggi non vedevo l'ora che arrivasse il momento stabilito per l'appuntamento e da quando sono entrato nella bottega ho poi passato due ore splendide.
Ho provato due diversi strumenti prima di fare poi la scelta definitiva: il primo, di un bel colore dorato ha una "voce" squillante ed è già stato suonato per un anno ed è quindi anche più stagionato, il secondo è appena uscito dalle mani di Igor e ha ancora la vernice morbida e sembra più ovattato e dai toni più profondi dell'altro.
Alla fine ho deciso per il secondo, la profondità dei bassi, il colore più deciso, ma soprattutto il fatto che le sue fibre si orienteranno sul mio modo di suonare (nel bene e nel male, ovviamente) mi hanno fatto scegliere con convinzione, anche se so che ci vorrà almeno un mesetto perchè le corde si assestino, sei mesi perchè la vernice si asciughi bene e vetrifichi e almeno un anno anno perchè il suono prenda un tono più chiaro.
Anche se non è un oggetto di liuteria completa (avrebbe un costo ingiustificato per un principiante come me) questo strumento è un eccellente compromesso: le componenti di base sono fatte in Germania e Igor lo ha poi "affinato" e messo a punto in parti importanti (Il ricciolo è fatto da lui a mano, le "f" sono tagliate da lui, gli spessori della cassa e soprattutto la vernice sono sue).
E' la prima volta che ho uno strumento "su misura", ed è una gioia tutta particolare quando vedo la targhetta con scritto "Preparato per Gigi - Verona 2006 - Igor Moroder" che viene incollata dentro lo strumento e che si vedrà guardando di traverso dalla "f" e penso già che un giorno questo strumento sarà tra le mani di uno dei miei nipoti che leggerà con un piacere dolce quella etichetta voluta dal nonno.
Provo la stessa sensazione di quando ho acquistato il cucciolo che ora è Juliette, la mia bernese, dubbi e grande gioia dopo una attenta valutazione e una lunga attesa, cercare di immaginare come sarà poi il cucciolo da adulto e quali sono i tratti del carattere che non muteranno.
Passiamo poi l'ultima mezz'ora a trovare l'archetto appropriato allo strumento e dopo tre diversi campioni optiamo per una scelta di pregio ma senza eccedere: farò sempre a tempo un giorno a prendermi un "Righetti".
Nell'accordo includiamo anche la revisione del violoncello che sto usando adesso e che apparteneva al mio amico Stefan a cui ero particolarmente affezionato e ora che non c'è più, il fatto di suonare il suo strumento mi fa sentire vicino a lui e con le modifiche che abbiamo concordato con Igor di certo conscerà una nuova stagione.
Al ritorno da Verona avevo la gioia di un ragazzino che ha ricevuto il regalo che aspettava da tempo.
Mi ricordo quando a cinque anni ricevetti da mio padre il mio primo paio di sci (li vedo ancora, rossi, laccati a mano) o quando mio zio mi regalò la sua Rolleiflex che tutt'ora possiedo o ancora quando per i 18 anni mi regalai un registratore professionale Akai a nastro (dopo lunghi confronti con un analogo Revox), o la mia prima chitarra davvero importante, una Martin DM Mahogany che ogni volta che esce dal fodero fa sentire prima il suo profumo di mogano stagionato e poi una voce squillante che di anno in anno diventa più forte e limpida.
Questa sera ho suonato con gli allievi della scuola di musica che preparavano il saggio di Natale ed è stato un vero piacere sentire il violoncello in azione, il suono è bello "rotondo" anche se ancora ovattato e non faccio nessuna fatica con la diteggiatura, sarei rimasto tutta sera ma la prova finisce quando è ora di cena.
Appena smetto queste righe mi rimetterò a suonare e anche se è tardi già pregusto il piacere.



Ciao Gigi, oggi ho preso a nolo il mio primo contrabasso. Ho cercato su google liutaio, ed ho incrociato il tuo blog! Sottoscrivo tutte le emozioni! ;) Piacere di esser passata. Sarah
Scritto da: CrazyEggs | 12/22/2006 a 20:54
Sono contento per te Gigi, io intanto sto passando le giornate con un preludio di Bach per pianoforte che sta mettendo a dura prova l' indipendenza (scarsa) delle mie mani...
Scritto da: Paolo Ingraito | 12/13/2006 a 23:25