I dieci giorni di "ritiro" sono finiti e tra poico scendo a valle.
Ho fatto la metà delle cose che mi ero prefissato e molte che non avevo previsto e per questo la vita è straordinaria. Mi spiace solo di non aver letto ma non ero dell'umore giusto probabilmente.
I blog degli amici mi hanno tenuto informato e "filtrato" sulle notizie (Stefano su Telecom è un cane da punta di razza!) per cui non ho nemmeno la sensazione di dover dire :"Cos'è successo nel frattempo?"
E' una bella giornata di sole e a sentire alla radio del cattivo tempo al sud (tutto è al sud di qui in realtà) mi viene un pò di malinconia preventiva per queste giornate luminose, con l'orizzonte che si lascia vedere fino all'Ortles.
Il silenzio e la disciplina quotidiana mi hanno molto aiutato a rallentare il battito cardiaco e ora devo solo imparare a farlo perchè ho capito e non perchè sono in un luogo particolare: sarà un bel test.
Due settimane di tour e poi torno qui a fare il riassunto anche perchè dovrò sistemare i fiori per l'inverno e riempire i polmoni dell'aria fresca di ottobre e gli occhi con i colori pastello dei boschi.
Che magnifica stagione è l'autunno in montagna, profumi e silenzi, tepore del camino e odore di legna.
Come Catullo quando all'arrivo della primavera già pregustava la partenza
Iam mens praetrepidans avet vagari,
iam laeti studio pedes vigescunt.
o dulces comitum valete coetus,
longe quos simul a domo profectos
diversae variae viae reportant.
Ormai il cuore ultratrepidante s'augura viaggiare,
ormai felici per la voglia si rianimano i piedi.
Salve dolci comitive di amici,
che i partiti lontano da casa insieme
da ogni parte le varie vie riportano
così io già pregusto il ritorno
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